sabato, 22 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

La strage di Homs in Siria ulteriore segnale di barbarie nella Regione
Pubblicato il 12-03-2012


L’ennesima strage di civili ad Homs in Siria denunciata dalle opposizioni aggiunge ulteriore barbarie alla crisi che si è aperta mesi orsono all’interno della Regione e che non sembra riuscire a trovare uno sbocco politico nonostante il costante e massiccio intervento della Comunità Internazionale. Il quadro interno che vede opposto il Regime decennale di Assad e un composito gruppo di oppositori diviso per sigle differenti sta sfociando nella più classica delle guerre civili con il corollario proprio della Regione medio orientale di interessi diversi regionali e mondiali che si concentrano sulla questione determinando una sorta di paralisi politica ed una tensione che si alza e si abbassa a seconda delle fasi.

Mentre l’inviato speciale delle Nazioni Unite l’ex Segretario Generale Kofi Annan si dice certo della volontà delle parti di voler ricercare le ragioni della pace anziché del conflitto, l’opposizione al Regime intensifica le sue manifestazioni pacifiche e violente e il Governo tenta di reggere la pressione politica ed economica, culminata con le sanzioni, riuscendo ad allargare la sfera dei suoi sostenitori esterni in una prima fase restanti in silenzio o in osservazione puntando su una soluzione naturale degli eventi.

La Lega Araba, fra le più determinate a richiedere sanzioni e condanne nei confronti di Assad, si trova oggi ad affrontare un fronte di solidarietà al Governo guidato dall’Algeria, di fatto sorretto dalla Russia e dall’Iran. Bisognerà attendere il prossimo 29 Marzo la riunione dei Ministri degli Esteri arabi per verificare se si saranno fatti dei passi in avanti attraverso una risoluzione che impedisca lo sfascio del paese che faccia cessare le violenze e riesca ad innescare un dialogo fra le parti.

Le implicazioni di carattere politico e religioso all’interno della Siria, il fragile e complesso puzzle mediorientale fanno comprendere perché c’è una tendenza che porta tutti gli attori in campo a voler prendersi una pausa per respirare attendendo che il Regime possa auto-implodere nonostante anche gli Usa ritengano che esso abbia saputo parare bene i colpi inferti sul piano economico e militare. Mentre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è bloccato dai veti russo-cinesi la Comunità Internazionale limita le sue pressioni per garantire un varco umanitario che, secondo gli analisti, apparirebbe decisivo per cambiare la situazione sul terreno. Mentre non c’è settimana nella quale non si contino le vittime innocenti di questa nuova Guerra.

Bobo Craxi

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