giovedì, 18 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Lagrimas y sangre
Pubblicato il 30-03-2012


Inutile, inefficace, ingiusta. Le famigerate tre I, a volte ritornano e sui governi di destra lo fanno con un cinico effetto boomerang. Sotto lo slogan delle tre I, si riuniscono i partiti di sinistra, con ritrovato vigore il maggiore partito il PSOE ma soprattutto i sindacati spagnoli, che definiscono con le tre i e l’aggettivo brutal la “Reforma Laboral”, la riforma del lavoro varata dal governo conservatore guidato dal leader del Partido Popular Mariano Rajoy. Quarantasei feriti e 176 arresti, trasporto pubblico paralizzato, autobus, treni, aerei spagnoli fermi, le quattro compagnie aeree nazionali Iberia, Air Nostrum, Vueling e Air Europa, hanno cancellato nella giornata la maggioranza dei voli nazionali e rallentato il traffico internazionale ovviamente la paralisi non è stata totale, i sindacati dei trasporti hanno garantito i servizi minimi, il che significa che in tutta la giornata di Huelga General sono rimasti attivi un autobus su quattro, circa un terzo delle metropolitane e dei treni de cercanias locali, aeroporti semideserti quindi, così come spettrali sin dalle primissime ore della notte si sono presentate le fabbriche, quelle di automobili su tutte.

CONSUMI DI ELETTRICITA’ METRONOMO DELLA PARTECIPAZIONE – Gli operai delle fabbriche, Seat, Opel, Volkswagen e Renault, hanno iniziato lo sciopero già nel turno di notte tra mercoledì e giovedì. I due principali sindacati spagnoli CC.OO e UGT hanno chiesto al governo conservatore di avviare un negoziato per modificare il provvedimento entro il primo maggio per evitare un ulteriore aggravamento della tensione sociale. I rispettivi segretari Ignacio Fernandez Toxo (CC.OO) e Candido Mendez (UGT) hanno dichiarato che l’adesione allo sciopero è stata dell’ 80%, mentre il governo ha diffuso dati che andavano in direzione opposta, sostenendo che la giornata lavorativa su tutto il territorio spagnolo stava proseguendo normalmente. Uno dei dati più affidabili per misurare il successo o il fallimento di uno sciopero è il consumo di energia elettrica. La domanda alle ore 13  è stata di 27,536 megawatt, 15,5% in meno di quanto previsto dallo Red Electrica Española (REE). Se il confronto viene fatto sul giovedì della settimana precedente, il consumo di elettricità è stato inferiore del 19,8%, ciò denota che in Spagna si è passati da34.400 a 27.536 megawatt. Per ora, la caduta massima dei consumi è stata registrata tra le 8 e le 9 ed era 19,3%. Ma perché sui principali social network è iniziata la guerra di cifre, sui consumi elettrici dichiarati dal governo? Semplice, con il calare della sera in molte città, guarda caso a guida del PP come Cadiz e Valladolid i cittadini si sono accorti che le luci per strada erano rimaste accese e negli uffici pubblici l’aria condizionata o il riscaldamento giravano a pieno regime.

CARICHE DELLA POLIZIA, ARRESTI, FERITI – Quanto all’avvio del negoziato la ministra del lavoro Fatima Bañez ha però respinto immediatamente la richiesta, il governo di Mariano Rajoy aveva già anticipato che non sarà uno sciopero a condizionare l’operato dell’esecutivo in materia di lavoro, proseguendo sulla strada delle riforme che considera necessarie. Quindi rimane da capire cosa intenda per normale il governo di Rajoy, la polizia a Madrid dispiegata in numero eccessivo lungo tutta calle San Jeronimo sede del Parlamento e gli altri edifici pubblici, mentre in tutta la Spagna, in una sola giornata ha arrestato un totale di 176 persone, e 46 sono rimaste ferite, molte delle quali facevano picchetto per impedire l’accesso ai luoghi di lavoro. Tensioni in Catalogna a Barcellona, dove a margine del corteo e dei sit-in in piazza si sono registrate cariche di polizia, a seguito dei gravi incidenti che hanno segnato in mattinata la protesta, lungo la avenida Diagonal e nel centrale Paeso de Gracia. Con i lavoratori per le strade nella manifestazione principale delle 18.30 nella capitale Madrid, partita dalla centralissima Puerta del Sol il PSOE era presente con il suo numero tre,  Oscar López segretario di organizzazione, una presenza importante dietro i cartelloni che aprivano il corteo ‘Chiuso per sciopero’ e ‘giù le mani dai diritti dei lavoratori’. Si sono rivisti anche gli indignados organizzati in manifestazioni parallele: biciclettate per rallentare il traffico, comizi improvvisati e una colorita ”siesta” di massa all’aperto. Ma i rappresentanti del movimento hanno, come abitudine, preso le distanze dai partiti e dai sindacati, accusati ancora una volta, di non rappresentare la volontà popolare. Lo sciopero generale del 29M, sigla utilizzata sui manifesti e soprattutto su twitter come hashtag dai manifestanti in piazza per ovviare allo sciopero dei media, arriva a gamba tesa alla vigilia dell’approvazione attesa per consiglio dei ministri del venerdì , un nuovo giro di vite da quasi 20 miliardi previsto dal governo per rispettare l’impegno preso con l’UE.

Sara Pasquot

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