domenica, 21 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

Le infaticabili Santanché
Pubblicato il 30-03-2012


Noi, piccole Santanché, collezioniamo finte Kelly di Hermès, fatwe islamiche, e foulard di Gucci raccattati negli outlet della Bassa Padana. Con il metodo «piramide di Cheope» ci presentiamo turgide & scattanti anche dopo gli anta: un tocco qua un tocco là, e il gioco è fatto! I tacchi a spillo? Ma è boia chi li molla: sono le nostre protesi, quasi una filosofia di vita! Daniela, è il nostro unico modello di riferimento socio-politico-culturale. Stavamo bevendo spumante al Billionaire, ma abbiamo temuto che da un momento all’altro sarebbe arrivata la Naomi a spaccarci i telefoni in testa e a devastare la sala. Sarah Palin è la Dani americana, noi siamo le Marilyn Manson italiane.

Spruzziamo anestetico Cartier negli occhi dell’avversario prima del morso letale. Palle di velluto, di lino, di cachemire, e di shatush. Sappiamo fare branco, siamo emancipate e indipendenti, ma conserviamo il cognome di qualche marito ormai archiviato perché fa brand! Chiediamo che la prossima primavera-estate, durante la muta delle vipere, la Casa Bianca sia trasferita da Washington a New York. «Io credo», lei crede, noi crediamo.

Voi, tromboni di sinistra, siete sudicio squallore! I valori, il merito, e la trasparenza plastica delle borse di Chanel. «E’ la Nipote di Mubarak». Vogliamo la certezza della pena per chi non segue la movida in Corso Como! Metteremo in scena un presidio – degno del miglior «Rocky Horror Picture Show» – davanti al Tribunale di Milano contro le indecorose scelte stilistiche delle donne a noi avverse. Non siamo razziste ideologiche, ma l’intolleranza è segno di grande democrazia! Immergiamo il nostro corpo – in orizzontale – dentro vasche piene di latte d’asina, prima della tumulazione notturna – in verticale – nel sarcofago.

Anche noi vorremmo essere paparazzate durante un match di racchettoni da spiaggia con Sallusti. Pisapia porterà la droga e il terrorismo a Milano. Raccogliamo firme contro gli stupefacenti davanti all’Esselunga, perché noi siamo sempre «Tra la gente, per la gente», e anche dalla Barbara D’Urso. Siamo amiche del cerone in faccia, delle convention «One Man Show», di Roberto Cavalli e di Rocco Barocco. Per noi, infaticabili Santanche’, ogni mezzo e’ buono per farsi notare, e lo rivendichiamo con orgoglio.

Martina Alice de Carli

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Commenti all'articolo
  1. pensavo che L’Avanti fosse un giornale degno di rispetto. Non uno che propone articoli di un fake. Abbiamo bisogno di verità, di gente che non si cela sotto uno pseudonimo. Fuori il vero nome e la foto.

  2. Ma la gente che scrive per voi l’avete mai almeno incontrata?
    E che cosa aspettate a rilasciare uno straccio di dichiarazione in merito?
    Chi era costei? E chi garantiva per lei, dato che non avevate bisogno neppure di farle un colloquio per accreditarla tra i vostri giornalisti?

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