domenica, 27 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

L’e-pharmacies è una truffa. L’esperto: solo 1 su 30 è quello originale
Pubblicato il 28-03-2012


Bruciori di stomaco, gonfiore, acidità. Quanto basta per inviare la paziente a fare il test per le intolleranze alimentari. Un test banale, di routine per qualunque laboratorio: si beve un po’ di sorbitolo sciolto in acqua e, a intervalli regolari, si misurano le concentrazioni di idrogeno emesso col respiro associate a malattie da malassorbimento. Ma un errore umano – questa la causa più probabile – ha trasformato tre giorni fa la routine in tragedia: Teresa Sunna, 28 anni, di Barletta, non poteva certo sapere che il ‘suo’ test – comprato in Internet dal medico che glielo ha poi somministrato – non era al sorbitolo, ma al nitrito di sodio concentrato al 70%, il salnitro insomma, un conservante. Un vero e proprio veleno per l’organismo umano quando supera la soglia di un grammo e mezzo. Teresa, che ne ha ingeriti ben 5 grammi, è passata dal coma quasi istantaneo all’arresto cardiocircolatorio.

TRE INDAGATI PER OMICIDIO COLPOSO – Risultato: 3 indagati per omicidio colposo, immediata sospensione delle vendite di sorbitolo da parte di Ebaydelle, indagini a tappeto che hanno portato i Nas e i colleghi inglesi e irlandesi – il sorbitolo in questione, per le strane vie che a volte percorre il mercato, è prodotto in Italia a Rovigo, impacchettato nel Regno Unito e commercializzato dalla Mistral, una ditta di Belfast – ad individuare altri 22 acquirenti sparsi per il mondo. E intanto tutti si chiedono come sia possibile che sull’etichetta ci fosse scritto sorbitolo e che dentro ci fosse invece il salnitro. Sabotaggio o errore umano nel confezionamento? Ma c’è un’altra domanda più inquietante: come è possibile che un medico possa acquistare, per risparmiare, farmaci o prodotti assimilabili in Internet, il “luogo” per definizione meno controllato e più incontrollabile che ci sia?

IN ITALIA DIVIETO DI COMPRAVENDITA FARMACI ON LINE – “In Italia, esiste un divieto assoluto di compravendita di farmaci in Internet – spiega all’Avanti!online Luisa Valvo, membro di Impact Italia, la task force che unisce ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Agenzia Italiana del Farmaco e Nas contro la produzione e la vendita, complice la Rete, di farmaci contraffatti – Senza considerare che la maggior parte delle e-pharmacies sono fasulle: in una nostra indagine condotta nel 2010 è risultato che il 40% di questi siti nascondevano attività di pishing e di furto di identità digitale. Abbiamo ordinato un farmaco su 30 di questi siti e solamente uno ci ha spedito il farmaco originale. Tutti gli altri erano contraffazioni”. I rischi non sono da poco.

“Questi farmaci – continua l’esperta – spesso non contengono il principio attivo della molecola originale, ne contengono in misura minore; nel caso degli antibiotici ciò determina inefficacia e, a lungo termine, resistenza. C’è anche il caso del principio attivo differente: è spesso il caso delle pillole ‘colorate’, quelle per la disfunzione erettile che, essendo dei vasocostrittori, possono provocare ictus e infarto. Le materie prime con cui vengono sintetizzati questi medicinali sono di scarsa qualità, il confezionamento, la chiusura e la conservazione lasciati al caso: chi fa l’ordinazione si vede arrivare per posta solo bustine di plastica contenenti pasticche, che, magari, come hanno fotografato i blitz dei Nas, sono state conservate per mesi in capannoni assolati in Cina o in Russia”.

IL GIRO DI AFFARI MAGGIORE DELLA DROGA – E se un tempo, i più contraffatti erano i cosiddetti farmaci “life style”, intesi come i dimagranti, gli anabolizzanti, i prodotti per la disfunzione erettile e gli psicofarmaci, oggi non ci sono più limiti: si va dagli antitumorali agli antibiotici agli antiretrovirali. Il giro d’affari non è quantificabile con precisione, ma è stato stimato che renda più del mercato della droga.

Vera Muzio

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