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Opinioni e commenti
 

Lucio Dalla: il ricordo di Patty Pravo, Vecchioni, Renato Zero, Ligabue…
Pubblicato il 01-03-2012


La morte di Lucio Dalla ha portato una vena di malinconia non solo tra i fan cresciuti in “Piazza Grande”, ma anche tra i colleghi, compagni di una vita trascorsa tra palchi fumosi, camerini affollati e cene in tarda notte nelle osterie di mezza Italia. Tra le molteplici reazioni sicuramente quelle più accorate e dispiaciute vengono dai compagni di sempre. A partire dal silenzio costernato di Francesco De Gregori, che commenta: «È un momento tristissimo. Non me la sento di parlare con nessuno».

VECCHIONI – «Oggi purtroppo è improvvisamente mancato Lucio Dalla, vittima di un attacco cardiaco a Montreax in Svizzera. Ancora increduli, perdiamo un amico e un artista straordinario». E’ quanto si legge sul sito ufficiale di Roberto Vecchioni. «Ci piace allora ricordarlo così, con questo video del 1977 dove con Francesco Guccini e Roberto Vecchioni in una vecchia osteria di Roma canta insieme a loro una splendida Porta romana».

PATTY PRAVO- «Sono totalmente sconvolta. Ci lascia un amico e una parte della storia della musica. Spero che trovi un mondo migliore, di pace»: così Patty Pravo commenta la morte di Lucio Dalla. «Lo conosco da quando eravamo bambini – ricorda – lui era con la band Flipper. L’ho rincontrato varie volte alla RCA e fuori dal lavoro». «Quattro anni fa – racconta Patty Pravo – mi aveva scritto un bel pezzo per Sanremo, venne a trovarmi a casa e ci trovammo reciprocamente benissimo». All’ultimo festival, a cui Dalla ha partecipato in gara insieme a Pierdavide Carone, l’ho seguito la prima serata e – conclude – l’ho trovato stupendo».

RENATO ZERO- «E adesso tu sei di scena nel blu… Ora hai tutto l’immenso per non smettere mai…Ciao Lucio». Il fan club di Renato Zero, su Twitter, commenta così la morte di Lucio Dalla, citando il brano ‘Ciao Stefanià scritto da lui nell’81 per Stefania Rotolo, la show girl scomparsa a soli 30 anni, sua carissima amica.

MOGOL- «Mi sono sentito un pò morto anch’io». È quello che ha provato, davanti alla notizia della morte di Lucio Dalla, Giulio Rapetti, in arte Mogol, grande paroliere italiano. «Abbiamo gli affetti, le canzoni bellissime scritte che fanno parte del nostro mondo. E quelli rimangono». «È come – ha aggiunto – se una parte di questo mondo mancasse, come se mancasse una parte di noi. Questa è la sensazione che ho avuto».

PIERDAVIDE CARONE- «Sono convinto che ora ci sta guardando e si diverte da morire assieme agli altri coinquilini del Paradiso, sicuramente ci starà sfottendo per le reazioni di ognuno di noi»: Pierdavide Carone nel ricordo di Lucio Dalla, con il quale ha condiviso il palco dell’Ariston nell’ultimo festival di Sanremo. Per il giovane cantautore, ex concorrente di Amici, Dalla «ha passato una vita intera a osservare le reazioni della gente alle cose della vita (belle e meno belle), la sua musica è testimone di ciò che scrivo». «Della sua famiglia non anagrafica io ero l’ultimo nascituro – prosegue Carone, co-autore con Dalla del brano sanremese ‘Nani» – e della sua arte ne rappresento il canto del cigno, e la consapevolezza che deriva da questo smuove in me le emozioni più agli antipodi che si possa immaginare. Mi gratifica ma al contempo mi fa sentire così solo oggi. Quanto è speciale un uomo che a 68 anni si mette a servizio di un giovane? – si chiede Pierdavide, che a soli 21 anni ha vinto il festival di Sanremo scrivendo il brano di Valerio Scanu -. Non sempre dietro un grande artista si cela un grande essere umano, questo è quello che dissi quando fui ospite del suo concerto a Bologna. L’ho ridetto durante il festival e lo ridico ancora più forte oggi, perchè è quello che mi ha lasciato Lucio Dalla. E – conclude – se potrò rivivere metà della sua grandezza allora anch’io riuscirò ad essere una persona migliore. Arrivederci Lucio»

NEGRAMARO- «Lucio non c’è più una grande tristezza», «la sera dei miracoli… e noi l’aspetteremo… ciao Lucio. addio poeta»: a più riprese su Twitter i Negramaro ricordano l’artista italiano scomparso improvvisamente e postano in suo ricordo un accenno alla canzone ‘4 marzo 1943’, concludendo con ‘Lucio c’è«. »Nella sua voce e nei suoi testi ho sempre trovato tutto quello di cui avevo bisogno… l’umanità e l’infinito…«, scrive Giuliano Sangiorgi.

GIUSY FERRERI– «Ciao Lucio! Grazie per aver arricchito il repertorio italiano con la tua profondità». Così Giusy Ferreri su Twitter per la morte di  Lucio Dalla.

GIANNA NANNINI- «Mi sono innamorata con le sue canzoni, ho duettato con lui sul palco, in tv e nei ristoranti. Lucio è uno che ha dato cultura alla ‘culturà della musica italiana e per questo era e resta internazionale. Io ‘a modo miò lo amo e lo aspetto in Piazza Grande»: così Gianna Nannini ricorda Lucio Dalla.

BERTE’- «Provo un dolore immenso per la scomparsa prematura di Lucio, ricordo quando andavamo insieme ai concerti e quando cantai Caro amico ti scrivo con 60 elementi d’orchestra, in occasione di un concerto di Natale in televisione»: anche Loredana Bertè ha voluto così ricordare Lucio Dalla. «Quella – aggiunge – fu l’unica volta in cui interpretai in pubblico una sua canzone e mi emozionai tantissimo. L’Italia perde uno dei migliori artisti di sempre, per me è stato un onore poterlo conoscere e la sua assenza mi lascia un vuoto incolmabile»

JOVANOTTI- «Oh no dai no… Non ci posso credere dai… Davvero non posso crederci», sono le poche parole che Jovanotti scrive sul social network.

PINO DANIELE– «Apprendo con profonda tristezza della scomparsa di un amico come Lucio. Era un grande artista, la sua ironia e la sua genialità ci mancheranno»: così Pino Daniele ricorda Lucio Dalla, scomparso improvvisamente per un attacco cardiaco.

LIGABUE – «Ciao Lucio. Grazie. Lucio Dalla è stato una delle persone più libere fra quelle che hanno fatto canzoni nella nostra storia. Era libero di seguire tutti i doni che gli sono stati fatti. Prima di tutto – scrive Luciano Ligabue sulla sua bacheca Facebook – quello di una musicalità che gli usciva da ogni poro. Bastava che posasse le mani su un pianoforte o soffiasse su un sax o un clarinetto e ne usciva subito MUSICA. Poi la sua voce che, naturalmente, era così piena di MUSICA che tante volte era costretto a inventare linguaggi e suoni perché la lingua italiana non gli bastava. E finalmente le parole, quando ha cominciato a scriverle – da Come è profondo il mare in poi – sono sempre state piene di malinconia, meraviglia, ironia, gioco, stupore. E tutto è sempre stato all’insegna di un’enorme, instancabile vitalità. Durante l’anno più difficile della mia vita – quando mi sono ritrovato a fare l’artigliere da montagna a Belluno – le poche volte che mi hanno dato una licenza, non più di cinque/sei, sul mangianastri della mia vecchia Opel girava sempre “Dalla”, l’album con Balla Balla Ballerino, Il parco della luna, La sera dei miracoli, Meri Luis, Cara e altre meraviglie. In uno stato emotivo come quello era incredibile l’effetto che mi facessero quelle canzoni. Chiaramente, al rientro in caserma, le stesse canzoni avevano il compito di passarmi un po’ di forza ma succedeva sempre che su Futura, l’emozione diventasse quasi insostenibile. Amarezza e speranza, malinconia e gioiosità, attaccamento al passato e spinta verso il futuro, in quel pezzo (insieme a chissà quanti altri stati d’animo) c’erano e ci sono tutti. Era il terzo album di una trilogia di capolavori: “Come è profondo il mare”, “Lucio Dalla”e “Dalla” che, cosa più unica che rara nella nostra storia, erano uno dietro l’altro. Un filotto di gioielli. Parecchi anni fa, mi arriva una chiamata sul telefono. Io rispondo ed era proprio lui. Non c’eravamo mai sentiti prima. Mi dice “Guarda, scusa se ti disturbo, ma avevo bisogno di dirti una cosa velocissima. Ho sentito la tua nuova canzone per radio e vedrai che con quella vendi settecentomila copie”. Io non feci neanche in tempo a ringraziarlo per la sorpresa che lui aveva già messo giù. Dentro di me pensavo “See, settecentomila copie… ma quando mai…”. La canzone, appena uscita, era Certe notti. Concludo dicendo che fra le tante cose che ammiro in lui c’è la sua anomalia. Lo classificano fra i cantautori ma è un’etichetta che non lo inquadra bene. Lui era ed è Lucio Dalla».

MORANDI – «Mi manca l’amico», non un amico. Gianni Morandi appare scosso mentre al Tg1 parla della scomparsa di Lucio Dalla. «Ci conoscevamo dal ’63 e eravamo legati anche dal tifo per il Bologna oltre che dalla passione per la musica. Tanti anni di amicizia ci legano. Sentire che ci ha lasciato mi ha colpito, non riesco ancora a riprendermi. Mi manca l’amico». Morandi racconta che Lucio è stato «uno dei più grandi, autore, cantante, musicista, jazzista, un uomo che parlava a tanta gente e sapeva comunicare». Per il conduttore del Festival di Sanremo, che solo pochi giorni fa aveva avuto Dalla in gara all’Ariston con Pierdavide Carone con la toccante “Nanì”, Lucio «è stato un artista unico, a me mancherà come molto anche come grande amico».

STADIO- «In questo momento non sono sconvolto ma addolorato perchè ho perso un amico, un maestro, un punto di riferimento nella musica come nella vita. Oggi io, Giovanni Pezzoli, Fabio Liberatori, gli Stadio, tutti noi piangiamo un grande amico, un pezzo della nostra storia: 40 anni di dischi e concerti che non si potranno mai dimenticare». Così Gaetano Curreri, della band bolognese ‘Gli Stadiò, parla della morte di Lucio Dalla. «Abbiamo avuto la fortuna di conoscere un grande uomo -aggiunge Curreri- ero un ragazzo quando arrivai a suonare con Lucio, da lui era come andare a bottega dall’artigiano: non sapevo di essere un cantante, un autore – lo devo a Lucio – cosi come anche la nostra collaborazione con il poeta Roberto Roversi». «Qui in casa ho il suo clarinetto -ricorda- quello di ‘Banana Republic’, che mi regalò dopo la tournèe e che ora è il ricordo di tante storie musicali che abbiamo vissuto con Lucio. Oggi, in un momento cosi, mi chiedo come si possa ricordarlo senza dire ovvietà…».

CELENTANO- «Lucio, amico caro di tutti. Da oggi il mondo sarà più buio. Prego e penso che poeti come te non dovrebbero mai morire. Il distacco umano da uomini e artisti grandi come sei stato e sei, ci coglie sempre impreparati. Ci mancherà tutto di te. Anche i momenti di eroica fragilità che contribuivano a renderti sempre più grande. Ti volevo e ti voglio bene». Lo scrive sul suo blog Celentano. «Ero catturato dalla tua magica grandezza e delicata generosa umanità. Ricordo quando mia figlia venne da te per trascorrere qualche giorno speciale di vacanza… le apristi la tua casa come un padre accoglie un figlio. Parlavate di arte, di musica, della vita…Mi raccontò di avere vissuto giorni meravigliosi, indimenticabili. Indimenticabile come sei tu» conclude il cantante.

POOH – «Lucio, perché così lo chiamiamo tutti da sempre, senza bisogno del cognome, è stato amico e fratello di tutti quelli con cui ha lavorato, cantato o anche solo parlato – è il ricordo che i Pooh hanno del collega – Sempre uguale a sé stesso, sempre in equilibrio perfetto con una cultura acquisita e inventata strada facendo. Lucio è stato l’esempio più bello di chi ha saputo trasformare con leggerezza il proprio lavoro in un’arte. Lucio, con la sua continua voglia di stupire e la sua involontaria capacità di piacere al mondo».

EROS RAMAZZOTTI – «Non potrò mai dimenticare il suo telegramma al mio primo Sanremo, mi scrisse: “Olè”. Fu il primo messaggio e ne fui onorato, ci mancherà tanto la sua genialità, era un grande». Così Eros Ramazzotti ricorda Lucio Dalla in una nota.

ORNELLA VANONI – «Una notizia come un fulmine, un vuoto al quale non riesco a credere. Il cuore si rifiuta di soffrire per l’impossibile». Così Ornella Vanoni, su twitter commenta la morte di Lucio Dalla.

PEPPINO DI CAPRI – «Un grande che ha trasformato il linguaggio italiano in musica internazionale. Ha dato lo swing a tutto. Ci resterà molto di questo artista che bucava lo schermo e dal quale ti potevi aspettare di tutto». Queste le parole di Peppino di Capri che dà l’addio all’amico Lucio Dalla. «Con lui ho fatto il ‘Cantagiro’ – ricorda Peppino – aveva dentro tanta musicalità». Peppino di Capri non trattiene le commozione: «Lucio era molto legato a Capri e Sorrento, dove scrisse la bellisima ‘Caruso’. Me la fece sentire per primo, al pianoforte il giorno dopo che l’aveva composta. Venne nella mia casa discografica a Napoli, e mi chiese un parere. Si mise al pianoforte e suonò. Rimasi senza parole. ‘Ma tu veramente fai’?, mi chiese alla nostra maniera. ‘Vai tranquillo, sarà un successo mondiale’, gli risposi. Quel giorno mi raccontò che quel brano stupendo gli era uscito dal cuore, passeggiando per Sorrento».

GIGI D’ALESSIO- «Stento a credere alla scomparsa di Lucio Dalla perchè prima di essere un grande artista, è stato per me un grande amico e ora è come se fosse scomparso un mio familiare, uno zio»: così Gigi D’Alessio ricorda il cantautore scomparso. «Ricordo ancora che fu uno dei primi grandi della musica a credere nelle mie capacità e a incoraggiarmi – racconta -. Ci ha sempre unito l’amore per Napoli dove abbiamo cantato insieme in diverse occasioni, una tra tutte il concerto in Piazza Plebiscito. È stato uno dei più grandi artisti italiani di tutti i tempi e un grandissimo cantautore, le sue canzoni e la sua musica insieme al suo estro rimarranno per sempre un patrimonio enorme per tutti gli italiani».

EUGENIO FINARDI – La sorpresa per l’improvvisa scomparsa di Lucio Dalla ha colpito Eugenio Finardi che con il cantautore bolognese ha condiviso anche l’ultimo Festival di Sanremo. «Lucio no, proprio non me l’aspettavo!», dice Finardi che lo ripropone proprio nell’ultimo ricordo dell’Ariston: «sempre allegro, con quei suoi occhi da Elfo che sembravano guardarti dentro e sorridere di ciò che vedevano. Sembrava eterno. Lo stesso che clowneggiava con il clarinetto alla Palazzina Liberty di Milano, quando lo vidi per la prima volta mentre cantava ‘Com’è Profondo Il Mare’, 30 anni fa. Lo stesso che cantava ‘Paff Bum’ con i mitici Yardbirds, guadagnandosi il rispetto e la gratitudine di noi piccoli rocker. Un jazzista inventatosi cantautore trasformato in Pop Star. Mi ha fatto l’onore di suonare in 2 mie canzoni. Un uomo fiero, ironico, molto emiliano. Un grande musicista – ha concluso Finardi – Però questa brutta sorpresa non dovevi farcela Lucio! Buon viaggio, salutami Caruso».

LAURA PAUSINI – «Non posso pensare che la notizia della scomparsa di Lucio Dalla sia vera. Lucio è il primo artista italiano che mi vide cantare in un ristorante di Bologna quando avevo 8 anni e non posso dimenticare la sua carezza sui miei capelli e le sue belle parole di incoraggiamento». Così sul suo profilo facebook Laura Pausini ricorda Lucio Dalla. «Mi è stato vicino con affetto in tutti questi anni ed io casualmente quest’anno ho deciso di rendergli omaggio durante i miei concerti con la canzone con la quale da piccola l’ho conosciuto – aggiunge – mi sembra così strano non averla potuta cantare di fronte a lui, forse l’avrei potuto fare l’11 marzo proprio nella nostra Bologna. Chi era a Roma nei miei concerti, l’ha cantata con me e questo è il nostro omaggio al grandissimo cantautore bolognese che ha segnato la storia della musica e della cultura italiana per sempre. Ciao Lucio, per fortuna rimarrai con noi, con il tuo talento e le tue idee buffe e innovative, ma soprattutto emozionanti».

SAMUELE BERSANI – «Sono sconvolto. Ho appena saputo di aver perso il mio grande Maestro, un Amico unico con cui potevo confrontarmi e imparare da oltre 20 anni. La sua poetica e la sua musica sono il vero motivo per cui da bambino ho scelto di voler fare il cantautore – ha dichiarato Bersani – ed è grazie a Lucio se poi ho potuto sparare le mie prime cartucce».

MASSIMO RANIERI – «È una notizia terribile, non me ne rendo ancora conto, mi sembra un brutto sogno – ha dichiarato all’Avanti! online Massimo Ranieri – Lo conoscevo bene, ma d’altronde chi non conosceva Lucio, una persona dolce, simpatica e colta. Era un nostro fratello maggiore, più grande di poco sì, ma una persona alla quale si poteva sempre chiedere un consiglio. Mi ricordo che ci siamo visti ad una prima dell’Aida alla Scala e in quell’occasione, al ristorante, ci siamo detti che dovevamo prima o poi lavorare insieme. Il problema è che in questo lavoro non ci si vede mai ed è finita così». «Viene a mancare uno dei più grandi cantautori italiani degli ultimi 50 anni – afferma commosso Ranieri – aldilà del dolore che provo da amico, è una perdita per la musica italiana».

ROCCO PAPALEO – «Sono disperato». Si è definito così Rocco Papaleo, pochi minuti dopo aver appreso la notizia della morte di Lucio Dalla. L’attore lucano, co-conduttore dell’ultimo Festival di Sanremo a cui Dalla ha partecipato, ha ricordato il suo incontro, in quell’occasione, con il cantautore: «Appena l’ho visto sono andato da lui perchè sono un suo devoto – ha detto – ho avuto il privilegio di abbracciarlo e di scambiare qualche battuta con lui, con la sua graNde ironia: cose che non posso e non voglio ripetere perchè devono rimanere mie, personali, e che però mi hanno dato la dimensione dell’immensità di quest’uomo, del suo talento e del suo spirito. Anche a Sanremo – ha proseguito – Dalla ha dato una dimostrazione della sua grandezza e della sua umiltà presentandosi in concorso, perchè un personaggio del suo calibro raramente accetta di mettersi in discussione». Secondo Papaleo, Lucio Dalla è stato «un personaggio così vasto come solo i grandi sanno essere, che ha saputo andare al di là della propria provenienza, della propria origine così che tutti lo hanno potuto sentire e percepire come proprio. Un uomo – ha concluso – che ha cambiato il corso della musica, un musicista completo e complesso che veniva anche dal jazz e che ha saputo coniugare come nessun altro la poesia con la musica».

Questo l’omaggio degli artisti a un uomo che ha fatto la storia della musica leggera e che scrisse: «L’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale».

Martina Perrone e Diletta Liberati

 

 

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Commenti all'articolo
  1. Quanti ricordi Lucio: le tue canzoni le ascoltavo soprattutto d’estate, quando lontano dagli odiati – amati libri mi potevo concedere – insieme agli amici di Mogoro e Villasor, nella mia Sardegna – un po’ di relax. Era il tempo della gioventù, questo è ormai il tempo dei ricordi. Addio.

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