martedì, 25 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Lusi, se parlo succede un casino. Dietro c’è il fuoco amico
Pubblicato il 09-03-2012


«Questa partita è molto più grande, questa partita fa saltare il centrosinistra. Se parlo  succede un casino. E’ così punto. C’è poco da discutere. Nessuno è interessato a che io parli». La denuncia choc di Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita ripreso ieri fuori onda durante il programma Servizio Pubblico, sta rimescolando il mondo politico e mediatico, suscitando spaventi ma, forse, non molto stupore. Intanto da fonti ex Dl si apprende che la Margherita ha dato mandato ai suoi legali di tutelare “in ogni sede l’onorabilità del partito rispetto alle dichiarazioni deliranti dell’ex tesoriere Luigi Lusi”. Accusato di aver sottratto 13 milioni di euro dal capitale del partito, Lusi, a margine della trasmissione condotta da Michele Santoro, si sfoga così: «Quando su di me uscirà fuori ulteriore merda che servirà a screditarmi definitivamente, non ci sarà più una domanda da porsi». Lo spunto nasce da un’intervista rilasciato al Fatto Quotidiano, poi ripresa durante la trasmissione. Un botta e risposta scomodo che lascia trapelare indizi di un presunto magna-magna condiviso: «Io ho gestito 214 milioni di euro – denuncia l’ex tesoriere – ne ho lasciati 20 in cassa. Facciamo finta che ne abbia presi 7, poi ho pagato 6 milioni di tasse e arriviamo a questi famosi 13 milioni. Ne rimangono altri 181. Li abbiamo usati tutti – si chiede un dubbioso Lusi – per pagare il personale e i telefonini?». Intanto oggi la Guardia di Finanza ha sequestrato sei immobili e due milioni di euro riconducibili a Lusi. La faccenda però rischia davvero di far scoppiare il centrosinistra perché Lusi, calando a fondo, sta cercando un appiglio e ha già cominciato a fare nomi.

DIETRO LO SCANDALO C’E’ IL FUOCO AMICO – Lo scandalo delle risorse sottratte della Margherita, secondo Lusi, nascerebbe da «un fuoco amico, figlio di una guerra vecchia, prima contro Rutelli e poi contro il Pd», non da un warning della Banca d’Italia. «Noi abbiamo sempre risposto alle segnalazioni di Unicredit – precisa Lusi – e Unicredit ha rimandato indietro le nostre risposte perche’ in realta’ inciuciava. Ma perché inciuciava? Perche’ qualcuno gli ha detto di inciuciare».

SUDORE FREDDO – Insomma, mancano 200 milioni. Intanto, l’accusa all’ormai “defunto” partito fondato da Rutelli fa tremare più d’uno. «Perché i revisori dei conti e il comitato di tesoreria – incalza Lusi – hanno sempre fatto relazioni positive sui miei bilanci? È evidente che andavano bene altre cose, no?». L’ex tesoriere, viste le premesse, non ha intenzione di salire in solitudine sul patibolo. E spunta fuori il primo nome: l’attuale sindaco di Firenze, Matteo Renzi, sarebbe infatti stato finanziato da lui, secondo quanto ammesso dallo stesso Lusi, che insiste: «Nessuno è interessato a che io parli». L’ex tesoriere afferma di aver semplicemente eseguito ciò che gli veniva comandato, dall’alto o trasversalmente, ed è molto probabile che a breve usciranno fuori altri nomi oltre a quello di Renzi. Perché, come afferma lo stesso Lusi, «tutti sapevano tutto. O, meglio, chi lo doveva sapere lo sapeva». Renzi, ospite in studio, ha negato perentoriamente alcuna responsabilità personale e la ricostruzione dei fatti riportata sui giornali.

URGENZA IDV – «Le parole di Lusi sono sconcertanti e le accuse che lancia non si possono lasciar cadere nel vuoto». Preoccupato il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi, che riprende poi la domanda che è sulla bocca di tutti: che fine hanno fatto i 200 milioni mancanti? « Chi è chiamato in causa si discolpi e vada a chiarire la sua posizione – preme Donadi –  i presidenti di Camera e Senato non restino inerti e calendarizzino immediatamente in Aula il ddl sul finanziamento dei partiti. Italia dei Valori – conclude – ha già presentato una proposta dei legge per rendere trasparente il meccanismo ed evitare illeciti. Si deve impedire che i fondi pubblici diventino privati».

Raffaele d’Ettorre

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Commenti all'articolo
  1. I dirigenti della margherita, necessitano più di un “corso sulla partita doppia” che frequentare la scuola di partito-
    Sono scomparsi dai bilanci più di 200 milioni di euro e non se ne accorge nessuno?

  2. Per fortuna che i ladri erano i Socialisti !!!!!!!!!
    Avranno tanti soldi ma come uomini non valgono nulla,
    privi di dignità, senza timor di Dio, poveri di spirito, dovrebbero nascondersi per la vergogna, invece hanno
    anche il coraggio di darci lezioni.
    Bettino Craxi; starà rivoltandosi nella tomba.
    Vincenzo Arlia

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