lunedì, 21 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Mamme da record, a 10 o a 57 anni comunque pentite
Pubblicato il 22-03-2012


Mamme e nonne, il binomio generazionale che diventa anomalia. La notizia arriva dal Daily Mail, che racconta la storia di Rifca Stanescu, la nonna più giovane del mondo. Una donna romena ha strappato il record a una 26enne inglese. Sposatasi a undici anni con un tredicenne che poi è diventato un gioielliere, ha avuto la sua prima figlia Maria dopo nemmeno un anno di matrimonio (celebrato in fretta per paura che la famiglia la costringesse a un matrimonio combinato) rendendo nonna la sua mamma, di 40 anni. Risultato? Due figli nel giro di due anni e una famiglia apparentemente felice. Ma non finisce qui: la piccola Maria, figlia della giovanissima mamma, a dieci anni ha abbandonato la scuola e ha avuto un figlio sei mesi dopo. Le tradizioni di famiglia vanno rispettate. Ciò nonostante Rifca non sembra molto contenta del suo record: «Sono felice di essere diventata nonna, ma spero che mia figlia abbia una vita migliore».

MAMMA A 57 ANNI – Da un pentimento precoce a uno tardivo: «È stato uno sbaglio avere un figlio a 57 anni». A dirsi pentita è la neomamma più anziana della Gran Bretagna, Sue Tollefsen. Quattro anni dopo la nascita della piccola Freya, la donna, un’insegnante in pensione oggi ha 61 anni  ha ammesso per la prima volta che avrebbe dovuto avere un bimbo quando era più giovane e non aspettare così tanto. E che, in ogni caso, non si dovrebbe diventare genitore dopo i 50 anni. Miss Tollefsen – si legge sul ‘Daily Mail’ online – ha raccontato di aver contratto una grave infezione del sangue che per settimane l’ha resa incapace di prendersi cura della figlia. Quindi la rivelazione: l’esperienza della malattia le ha fatto capire che potrebbe non vivere abbastanza per vedere la piccola crescere. Meglio tardi che mai? Tempistica sorprendente e notevole esborso economico per la donna diventata madre nel 2008 con la fecondazione assistita, utilizzando lo sperma del partner e ricorrendo a una donatrice di ovuli: ci sono volute oltre 15 mila sterline per sottoporsi ai trattamenti in Russia, visto che nessuna clinica britannica si era dichiarata disposta a farlo. Nonostante le critiche piovutele addosso, la neomamma sembrava convinta e contenta della sua decisione. Tanto da dichiarare che avrebbe voluto un altro figlio. Adesso, però, sente il peso di essere una madre ‘over 60’ vista anche la separazione dal compagno avvenuta l’anno scorso. Dunque le mamme precoci e tardive restano con l’amaro in bocca. Forse prima di diventare mamme bisognerebbe fare i conti con l’anagrafe.

Emanuele Ciogli

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