sabato, 18 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Marò: il ministro Di Paola vola a Kerala
Pubblicato il 29-03-2012


I maro’ italiani detenuti in India non saranno lasciati soli e torneranno a casa. Il ministro della Difesa Giampaolo di Paola e il sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura, ribadiscono la posizione del governo che e’ deciso ad andare fino in fondo in una vicenda nella quale l’Italia mette in gioco la faccia e l’orgoglio nazionale.
IL MINISTRO IN VOLO PER SALVARE I MARO’ – E la frequenza dei contatti ad altissimo livello che, fin dall’inizio, è stata messa in campo conferma che l’esecutivo sta prendendo molto sul serio, per una serie di motivi, la liberazione dei due militari. Il titolare della Difesa è partito ieri sera alla volta di Trivandrum, nello Stato del Kerala, dove sono detenuti Massimiliano Latorre e Salvatore Girone e tra due giorni lo seguirà De Mistura che ha gia’ passato in India tre settimane. “Il governo non lascerà nulla di intentato fino a quando la vicenda dei nostri marò non sara’ risolta. I nostri militari sono parte integrante del nostro Paese. Se si ferisce la loro dignità si ferirebbe l’Italia”, ha dichiarato Di Paola sottolineando ancora una volta il leit motiv di una vicenda la cui gestione forse, almeno nei primi giorni, nessuno immaginava cosi’ complicata. E ancora: “non lasceremo i nostri marò soli, questo è certo”, ha riaffermato Di Paola.
ALLARME PIRATERIA – Il problema è, per ora, italiano. Ma, considerando l’estensione e i contorni sempre più inquietanti che sta assumendo il fenomeno della pirateria, da un momento all’altro la questione della giurisdizione su vicende simili potrebbe riguardare anche altri Paesi. De Mistura, intervenendo al consueto briefing settimanale alla Farnesina, lo ha detto in maniera chiara. Ribadendo che “non molleremo mai i nostri marò” e che “siamo pronti e determinati ad andare il piu’ in alto possibile”, il sottosegretario ha ricordato che “oggi è capitato a noi e domani può capitare a chiunque, anche agli stessi indiani che hanno militari all’estero”. Che il rischio, per vicende potenzialmente analoghe, sia alto, viene confermato anche da Bruxelles. Secondo il vicepresidente della Commissione Ue, Siim Kallas, un quadro di regole il più possibile comuni e obbligatorie per le guardie private armate e le compagnie private di sicurezza marittime aiuterebbe la lotta internazionale contro la pirateria.
GRANDE ATTESA PER DECISIONE IN ARRIVO DOMANI – Le autorità giudiziarie indiane decideranno il 30 marzo in merito alla giurisdizione. Un appuntamento al quale l’Italia si presenta consapevole di quanto gli indiani vogliano tenere ferma la loro posizione ma pronta a dare battaglia. E anche se De Mistura, e con lui il governo, non si fa ‘troppe illusioni’, nel caso gli indiani decideranno che “la giurisdizione è loro, la impugneremo e alzeremo il dibattito”. Un punto chiave è il risultato dei test balistici che, secondo De Mistura, le autorità del Kerala e di Delhi gia’ conoscono. Ma anche se i test “dimostreranno che le pallottole sono italiane”, la strategia italiana è chiara. “I marò erano a difesa di una nave italiana’, a bordo della quale c’erano peraltro anche 19 marinai indiani, e “vogliamo che i nostri militari vengano giudicati nel nostro Paese”.
VENDERANNO CARA LA PELLE – Che gli indiani “venderanno cara la pelle” è confermato anche dal fatto che la Enrica Lexie – con altri quattro marò a bordo – è ancora bloccata in porto in India: e del cui eventuale ‘rilascio’ si parlera’ nell’udienza prevista per domani. Una situazione definita ‘inaccettabile’ da de Mistura. Che, comunque, esclude una visita del premier Mario Monti a New Delhi dopo l’incontro a Seul, tre giorni fa a margine del vertice sulla sicurezza, con il premier indiano Manmohan Singh e la recente visita del ministro degli Esteri Giulio Terzi in India.

Redazione

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