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Opinioni e commenti
 

Mentre Musy lotta contro la morte, si vaglia l’ipotesi del movente poitico
Pubblicato il 21-03-2012


Le voci fuori dal coro in Italia spesso stonano, gli outsider danno fastidio, gli innovatori sono mal digeriti da chi preferisce che nulla cambi. Potrebbe essere il caso del consigliere comunale dell’Udc ed ex candidato sindaco Alberto Musy ferito con almeno tre colpi di pistola questa mattina a Torino, mentre rientrava nella sua abitazione in pieno centro dopo aver accompagnato le figlie a scuola. Immediatamente soccorso, il consigliere comunale e’ stato trasferito all’ospedale delle Molinette e sottoposto ad intervento chirurgico: le sue condizioni sono gravi. Tra le ipotesi, fornite in esclusiva all’Avanti!on line da fonti vicine al consigliere, non si escluderebbero interessi contrastanti legati alla costruzione di un nuova Università e di un nuovo polo ospedaliero.

LA DINAMICA DELL’AGGUATO – L’attentato, secondo la prima ricostruzione della Digos, e’ avvenuto nell’androne del palazzo. Una persona, che secondo alcuni testimoni indossava un casco integrale, poco prima dell’arrivo di Musy ha citofonato ad un condomino per farsi aprire il portone dell’edificio, con la scusa di dover consegnare un pacco. Quando il consigliere comunale e’ arrivato, tra i due ci sarebbe stato un breve litigio, poi l’aggressore ha estratto di tasca la pistola e ha sparato. Diversi i colpi che hanno raggiunto Musy: uno l’ha colpito alla scapola destra, provocando una forte emorragia; l’altro l’ha raggiunto al braccio sinistro e un terzo l’ha colpito di striscio alla tempia.

L’uomo e’ poi fuggito a piedi, secondo quanto hanno riferito diversi testimoni. Sul piano clinico del consigliere ricoverato a Le Molinette, la Tac ha evidenziato un ematoma celebrare di cui e’ necessaria la rimozione. Il controllo radiologico del torace ha invece evidenziato la presenza di due proiettili, uno nella spalla destra e uno nella zona retroscapolare sinistra. La prognosi e’ riservata. «Un episodio inquietante. Le indagini sono a tutto campo per chiarire ogni aspetto della vicenda». E’ quanto ha riferito il capo della Polizia Antonio Manganelli sull’agguato.

LE IPOTESI AL VAGLIO – Al momento, infatti, gli inquirenti e gli investigatori non tralasciano nessuna pista, compresa quella privata e quella legata alla professione del consigliere comunale – avvocato che tra l’altro si e’ occupato di cause di lavoro – anche se il modus operandi di chi ha colpito non fa escludere una matrice politica, tutta però da dimostrare, anche perché al momento non e’ arrivata alcuna rivendicazione. Secondo fonti vicine al consigliere, non sarebbero da escludere tra le ipotesi dell’agguato un regolamento di conti in piena regola. Insomma si sostiene che Musy l’innovatore, l’outsider, si sia spinto oltre dando non poco fastidio a chi ha pensato bene di metterlo a tacere. Innanzitutto il consigliere si è sempre battuto a favore della Tav e quindi non sarebbe da escludere un possibile coinvolgimento delle frange più estreme degli attivisti che lottano contro la costruzione dell’alta velocità.

Altra ipotesi avanzata riguarda invece l’ambito universitario. L’esponente dell’Udc insegna all’Università del Piemonte Orientale, ma è stato docente anche a Montreal, New York e Tel Aviv e si è da diverso tempo speso a favore della costruzione di un nuovo polo universitario che faccia da contraltare al Politecnico di Torino, dal consigliere ritenuto non più così all’avanguardia come negli anni addietro. Musy ha caldeggiato con forza lo sviluppo di un’altra Università di stampo anglosassone capace innanzitutto di stimolare – attraverso le logiche della libera concorrenza – un innalzamento del livello qualitativo dell’offerta universitaria torinese. Terzo fronte sul quale potrebbero orientarsi le indagini degli inquirenti potrebbe essere quello relativo ai grandi interessi economici che ruotano attorno alla costruzione della “Città della Salute”, un imponente polo sanitario che andrebbe a competere con l’attuale ospedale Le Molinette dove, a voluto il caso, è attualmente ricoverato Musy. Sul progetto se ne discute da tempo e i due fronti in campo sono da sempre quello a favore del sindaco di Torino Fassino che vorrebbe la costruzione del nuovo ospedale sulla medesima area e struttura che oggi ospita Le Molinette e l’altro, caldeggiato dalla Bresso, auspicherebbe che la scelta dell’area ricadesse sulla zona di Grugliasco.

IL DOLORE DELLA MOGLIE – “Mio marito è ancora in sala operatoria non ho grandi notizie sulle sue condizioni. Stiamo aspettando che ci vengano a dire qualcosa, spero possa riprendersi. Adesso mi scusi devo riattaccare, sono in attesa che i dottori ci dicano qual è la situazione”. A parlare in esclusiva all’Avanti!online con voce ferma, ma rotta dall’emozione è Angelica Musy, la moglie di Alberto, il consigliere comunale di Torino, vittima dell’agguato di questa mattina, dove uno sconosciuto con il volto coperto dal casco gli ha sparato contro tre colpi di pistola.

LA CARRIERA POLITICA – Scelto dal Terzo Polo nella primavera del 2011 per sfidare alle amministrative Piero Fassino e Michele Coppola, Musy ha raccolto il 4,9% delle preferenze. 45 anni, sposato e padre di 4 figlie, l’esponente dell’Udc insegna all’Università del Piemonte Orientale, ma è stato docente anche a Montreal, New York e Tel Aviv. «Proviamo angoscia e sgomento per un atto di violenza efferata e inaudita – ha commentato il sindaco Fassino – Quali che siano le dinamiche di questo attentato, in attesa che gli accertamenti degli organi inquirenti ci consentano di capire di più, non vi può che essere la condanna più netta verso un gesto criminale. Tutta la città e’ vicina con affetto alla famiglia di Alberto, in questo momento di attesa».

LE REAZIONI – «E’ un fatto molto grave, un episodio sicuramente da condannare», ha detto il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, senza però sbilanciarsi sulla matrice dell’attentato. «La violenza non deve tornare a insanguinare il Paese»: cosi’ il ministro per la Cooperazione e l’Integrazione, Andrea Riccardi, ha commentato quanto accaduto oggi a Torino. «Sono preoccupato per quanto successo a Musy – ha detto – io ho vissuto gli anni ’70 e spero che quegli anni non tornino piu». Democrazia e’ anche sicurezza, tutti devono stare alle regole». Riccardi ha esortato a non usare un linguaggio violento ‘che puo’ sembrare un teatrino ma diventa presto una tragedia’.

Chiede di far luce ‘al piu’ presto’ sul ‘vile attentato’ anche il presidente del Senato Renato Schifani sottolineando che aggressioni come quella a Musy  «avvelenano il clima politico e la convivenza civile». «Ci sono elementi che portano a dire che questo episodio ha germi pericolosi di odio e di intolleranza» commenta invece il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, che lancia un appello: «invito tutti a moderare i toni e a rispettare le opinioni». «Esprimiamo preoccupazione e ferma condanna per il vile atto di aggressione armata ai danni del consigliere comunale Musy. E’ necessario che le forze di polizia e le autorita’ preposte facciano luce al più presto”. Lo afferma Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera.

«Esprimiamo preoccupazione e ferma condanna per il vile atto di aggressione armata ai danni del consigliere comunale Musy. E’ necessario che le forze di polizia e le autorita’ preposte facciano luce al piu’ presto». Lo afferma in una nota il capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto. «Sono in contatto diretto con i familiari. Speriamo che Alberto ne esca benissimo. Le piste investigative sono tutte aperte». Lo scrive su Twitter il leader dell’Api e capogruppo del Terzo polo in Senato Francesco Rutelli, dopo che oggi il consigliere comunale Alberto Musy è stato colpito in un agguato da alcuni colpi di pistola. Musy è al momento sottoposto alle Molinette a una operazione chirurgica per ridurre un ematoma cerebrale.

Lucio Filipponio

 

 

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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