lunedì, 21 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Non ci sono due sconfitte senza tre
Pubblicato il 22-03-2012


Non c’è due senza tre. Un buon motto certo, se non fosse riferito alle sconfitte. Il terzo appuntamento elettorale del PostZapatero in Spagna si appresta a trasformarsi in una nuova pesante mazzata in termini di consensi per il PSOE del nuovo segretario Rubalcaba. Domenica 25 marzo è il turno delle elezioni regionali in Andalusia storico bastione socialista da sempre e nel principato delle Asturie, regione quella delle Asturie che torna al voto dopo solo sei mesi di governo a guida autonomico-centrista del presidente Francisco Álvarez-Cascos ex ministro ed ex esponente del Partido Popular poi fondatore di quello che, era, il primo partito regionale Foro Asturias.

A CACCIA DI DATI – Se nelle Asturie i sondaggi danno il PSOE con un vantaggio che potrebbe addirittura portare la maggioranza dei seggi, la peggiore delle previsioni è data per certa in Andalusia dove, sempre secondo i sondaggi il Partito Popolare sfiorerebbe la maggioranza assoluta nelle intenzioni di voto. Secondo i dati pre elettorali diffusi oggi dal Centrale Centro di Ricerche Sociologiche, dopo trent’anni di governo socialista (PSOE) nella regione andalusa, il PP guidato dal leader regionale Javier Arenas dopo quatto tentativi ( 1994 – 1996 – 2008 – 2012 ) vincerebbe con il 44,9% dei voti, a un solo scranno dai 55 seggi che rappresentano la maggioranza assoluta, con una differenza di 7,2 punti sul PSOE dell’attuale presidente José Antonio Griñán, che otterrebbe il 37,7% dei voti, aggiudicandosi fra i 44 e i 46 seggi, una perdita grave che si attesterebbe tra i 10 e i 12 seggi in meno dei 56 che il PSOE ha attualmente.
RIPROVA SARAI PIU’ FORTUNATO – Sul fronte personale Javier Arenas (PP) al quarto tentativo di corsa per la presidenza della Junta de Andalucia, si dimostra ben più tenace del suo stesso leader, l’attuale capo dell’esecutivo Mariano Rajoy, eletto presidente dopo “solo” tre tentativi consecutivi. Per abbattere il PSOE quindi ci vuole tenacia, visto che il PP continua a replicare le stesse candidature,  per mancanza di vere alternative capaci di guadagnarsi il consenso degli elettori. Un consenso che il PP riesce a calamitare su di se quasi per sfinimento ma senza troppi sforzi, quando lo storico avversario socialista sta attraversando il suo peggior momento storico.
SINISTRA UNITA MA NON TROPPO – Non solo il PP passa a batter cassa in termini di voti al PSOE, anche IU, Izquierda Unida (Sinistra Unita), il terzo partito nella regione, aumenterebbe fra i 3 e i 4 seggi rispetto alle precedenti elezioni del 2008, ottenendo fra i 9 e i 10 consiglieri confermando in Andalusia il trend positivo nazionale, una conferma in più per gli analisti che da lunedì potranno ribadire che l’elettorato di sinistra non si riconosce più nel PSOE di Alfredo Perez Rubalcaba, ma c’è altro, UPyD, Union Progreso y Democracia, il partito personalpersonalistico Rosa Diez (fuoriuscita dal PSOE dal 2007), otterrebbe il 2,6% dei suffragi, restando però senza rappresentanza parlamentare. Se dal 38° Congresso celebrato a Siviglia nei primi giorni di febbraio, vinto per 22 voti da Alfredo Perez Rubalcaba sulla sfidante Carme Chacòn  il PSOE doveva trovare la “Respuesta Socialista” dati alla mano alla vigilia delle elezioni di domenica più che la risposta, in casa socialista e per Rubalcaba sarebbe il caso di porsi qualche domanda.

Sara Pasquot

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