lunedì, 21 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Online tutti (o quasi) i redditi dei Parlamentari
Pubblicato il 19-03-2012


Da oggi è possibile conoscere e confrontare i guadagni e i patrimoni di tutti i senatori e i parlamentari della XVI legislatura (insieme a ministri, viceministri e sottosegretari di Stato non parlamentari del Governo Monti). Non per libera scelta di qualche politico illuminato, ma perché lo dice la legge. Precisamente la n. 441 del 1982 che prevede la pubblicazione delle entrate di tutti i parlamentari. Basta collegarsi col sito del Senato e il gioco è fatto. Macché. In Italia, Paese “atipico” come la maggior parte dei contratti di lavoro che vengono stilati in questi ultimi anni, le cose vanno diversamente. Procedendo con una verifica è facile constatare come siano ben pochi i senatori che abbiano deciso di mettere in rete la propria dichiarazione online.

ALTRO CHE TRASPARENZA – In prima fila ci sono i Radicali che, oltre ad essersi battuti per la trasparenza dei conti dei due rami del Parlamento, hanno insistito affinché anche i politici facessero un passo in avanti. Nonostante gli annunci, siamo ancora lontani dalla trasparenza totale, infatti solo il 32,38% dei parlamentari ha reso pubbliche le proprie entrate. Fra coloro che hanno dato l’autorizzazione alla pubblicazione troviamo l’ex premier Silvio Berlusconi che si conferma ricco tra i ricchi, con un reddito di 48.180.792 euro. 

I CONIUGI MONTI – Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha dichiarato nel 2011 un reddito imponibile per l’anno precedente di 1.513.030 euro e ha pagato 643.773 euro di imposta lorda. È quanto si legge nella dichiarazione resa pubblica oggi in Senato. Il presidente del Consiglio ha allegato anche i redditi della moglie, la signora Elsa Antonioli: nel 2010 aveva avuto entrate per 20.894 euro. Lunga la lista dei beni dei coniugi Monti. Il premier ha il 40 per cento di un ufficio, due negozi e un deposito a Milano; il 50 per cento di una abitazione a Bruxelles; il 50 per cento di un’abitazione e due box a Milano; il 50 per cento di un terreno a Varese; il cento per cento di un’abitazione e un box a Milano, di nove case e sei box a Varese e di un negozio con deposito a Varese. Monti ha poi comunicato il possesso di due auto, una Lancia Dedra del 1995 e una Lancia K del1998. A differenza di quanto reso pubblico con la dichiarazione patrimoniale sul sito del Governo, nei documenti presentati in Senato non figurano le partecipazioni societarie. La signora Monti é proprietaria al 10 per cento di un ufficio, due negozi e un deposito a Milano; il 50 per cento di quattro case a Milano; il 50 per cento di due villini con terreno a Novara; il 50 per cento di un’abitazione a Bruxelles; e il 100 per cento di un seminterrato a Milano. La moglie del premier possiede una Lancia Musa del 2009.

LA CLASSIFICA DEI LEADER DI PARTITO – Tra i leader di partito il più ricco è Gianfranco Fini con 201.115 euro dichiarati per il 2011. Segue a poca distanza il numero uno dell’Idv, Antonio Di Pietro, con 182.207 euro. Di Pietro, che nella dichiarazione dei redditi del 2011 ha segnalato l’acquisto di alcuni terreni a Montenero di Bisaccia, guadagna di più del segretario del Pdl, Angelino Alfano, che ha denunciato al fisco 169.317 euro. Seguono poi il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, con 136.885 euro, Francesco Rutelli con 131.252 e Umberto Bossi con 124.871. ‘Ultimo’ tra i leader di partito, Pier Ferdinando Casini, il cui reddito imponibile nel 2011, quindi riferibile al 2010, è di 116.986 euro. Il leader dell’Udc conferma la sua attività di trader: tra le sue operazioni spicca la vendita di 1.525 azioni di Unicredit e l’acquisto di 967 azioni di Intesa Sanpaolo. Completamente diversa la situazione rispetto alla dichiarazione dei redditi presentata nel 2010 e quindi relativa al 2009. A parte Silvio Berlusconi, ancora leader ufficiale del Pdl, che lo scorso anno dichiarava 40,8 milioni di euro, Fini era un po’ più ‘povero’ perché aveva dichiarato al fisco 186.563 euro. Più ricco, invece, era Francesco Rutelli: nel 2009 aveva guadagnato 182.159 euro, contro i 131.252 che ha percepito nel 2010, come risulta dalla dichiarazione dei redditi del 2011. Anche Bossi, stavolta, dichiara un reddito più basso: nel 2009 era 167.957, ora è di 124.871 euro. Vanno meglio le cose, invece, ad Antonio Di Pietro. Nella precedente dichiarazione dei redditi risultava avere un imponibile di 176.885. Adesso invece dichiara al fisco 182.207.

BINDI E LA RUSSA I RICCHI DI PD E PDL – È il coordinatore Ignazio La Russa il più ricco tra i big del Pdl, in base alla dichiarazione dei redditi 2011, con 245.910 euro. A guidare la classifica per il Pd é, invece, Rosy Bindi, con 242.375 euro. Nel Pdl La Russa stacca di parecchio Claudio Scajola, che dichiara 196.383 euro e Giulio Tremonti con 193.577. Per quanto riguarda il partito di Bersani, é il capogruppo alla Camera, Dario Franceschini, a seguire Rosy Bindi con 225.854 euro. Poi Massimo D’Alema con 163.636 euro, Enrico Letta che dichiara nel 2011 160.997 e Walter Veltroni con 136.731.

BERLUSCONI – Il reddito dell’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dichiarato nel 2011 e relativo al 2010 è di 48.180.792 euro, vale a dire circa otto milioni in più rispetto a quanto dichiarato lo scorso anno (40.897.004), ovvero un aumento del 15%. Per quanto riguarda beni immobili e mobili l’unica variazione che risulta è l’acquisto di un immobile a Lampedusa il 28 giugno dello scorso anno. Tra i beni immobili intestati a Berlusconi risultano due appartamenti in uso abitazione a Milano, due box e altri tre appartamenti sempre a Milano ed una comproprietà. Nella dichiarazione dei redditi è poi iscritto un immobile nel comune di Lesa e alcune proprietà nell’isola di Antigua, scese da tre a due. Facendo il raffronto con la dichiarazione dei redditi dello scorso anno non risulta infatti la proprietà di un terreno acquistato il 13 marzo del 2009. Confermata invece la proprietà di un bene immobile e quella di un altro terreno, sempre nella stessa località. Non risultano nuovi acquisti per quanto riguarda autovetture e imbarcazioni da diporto. Senza novità anche le partecipazioni nelle società. Risultano poi invariati anche tre depositi di gestione patrimoniale pressola Banca Popolaredi Sondrio, il Monte dei Paschi di Siena ela Banca ArnerItalia Spa. Invariato anche il deposito amministrato pressola Banca Popolaredi Sondrio.

LUSI – Il reddito imponibile per il 2010 (dichiarato nel 2011) dell’ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi, al centro del recente scandalo, è di 304.926 euro (l’anno precedente l’imponibile era stato 320.165). Dalla dichiarazione dei redditi del 2011 risulta che Lusi ha sottoscritto come capitale sociale del giornale Europa 84.893 euro, pari all’87,4% del totale (97.189). In riferimento alla pubblicazione della dichiarazione dei redditi 2010 del senatore Lusi, Il quotidiano ‘Europa’ precisa che «la titolarità dell’87,3 per cento delle azioni della società editrice ‘Europa’ del senatore Luigi Lusi era quale intestatario-fiduciario (in conformità’ della legge 416/1981) dell’associazione politica DLM-La Margherita, ed era legata all’incarico di rappresentante legale della Margherita all’interno del Consiglio d’amministrazione, ruolo che Lusi ricopriva fin dal 2003 e dal quale si è dimesso nelle scorse settimane». È quanto si legge in una nota di ‘Europa’. Come variazione dalla precedente dichiarazione dei redditi l’ex senatore del Pd ha venduto una Lancia Delta del 2009 e una Mercedes Ml e ha comprato una Fiat 500.

I REDDITI DEI SENATORI A VITA – Dopo il presidente del consiglio Mario Monti, il più ricco tra i senatori a vita è l’ex presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi che per i redditi 2010 ha dichiarato 691.832 euro. Il più “povero” è invece Emilio Colombo con 171.828 euro. Ci sono poi Giulio Andreotti che ha dichiarato 478.458 euro, Sergio Pininfarina con 199.728 euro e Rita Levi Montalcini con un reddito di 196.750 euro.

Martina Perrone

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Commenti all'articolo
  1. l’ipocrisia purtroppo dilaga fra i nostri cari….. politici: tagli alla sanità, alle scuole, sulla spesa pubblica etc. Ma i tagli alle loro pensioni, ai loro stipendi, auto blu, mangiate da nababbo alla nostra faccia; e cosa ne facciamo di questi senatori a vita, quale aiuto danno al paese per cui vanno stipendiati ancora? E poi perchè tutti questi parlamentari, c’è qualche record da battere? Forse loro rispetto a noi popolino sono più furbi? Ne verrebbero fuori tanti bravi zappatori, in modo che non ci siano più terreni abbandonati……

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