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Opinioni e commenti
 

Oppedisano (Psi): Assolto dopo 5 anni di processo e ora torno alla politica
Pubblicato il 15-03-2012


«Mi dispiace per gli anni di vita che si perdono, quelli non te li ridà nessuno. Però sono contento, è finita bene». Queste le parole di Corrado Oppedisano, assolto dopo 5 anni di processo in cui era accusato di aver sottratto fondi all’organizzazione di cui era presidente. A capo del Forum Italiano Sostegno a Distanza, Presidente del Partito SDI Ligure e Capo di Gabinetto dell’Assessorato alla Cultura, Oppedisano ha speso la sua vita al servizio di chi ha più bisogno. Durante le indagini, e anche in seguito, ha sempre chiesto di essere giudicato dalla magistratura, convinto del fatto che fosse l’unico modo per fare luce sull’inesistenza del suo coinvolgimento nel caso riguardante il CCS Italia (Centro Cooperazione e Sviluppo), di cui era Presidente.

Di cose è stato accusato?

All’epoca ero presidente di un organizzazione internazionale non governativa, il Centro Cooperazione e Sviluppo, e sono stato arrestato con l’accusa di non aver controllato distrazioni altrui e di favoreggiare così un’associazione a delinquere finalizzata ad arricchimento indebito.

Cosa è successo dopo l’arresto?

Sono stato una settimana in carcere dove sono stato trattato benissimo e ho ricevuto solidarietà. Una volta uscito per fortuna sono stato reintegrato subito nel mio posto di lavoro in Regione, però la mia situazione era terribile. Ho subito una causa civile da parte dell’organizzazione CCS Italia, che a soli 7 giorni dall’entrata in carcere ha disposto il sequestro conservativo dei beni e dello stipendio nonché il blocco del conto. Mi ha fatto da subito guerra in modo tra l’altro incomprensibile. Il Forum Italiano Sostegno a Distanza non ha mai condiviso le mie dimissioni dalla carica di Presidente e anzi, nel 2010, in pieno processo, mi ha chiesto di rientrare nel Cda per fare il consulente sulla trasparenza.

Quando è iniziato il processo?

Nel novembre del 2006 sono iniziate le indagini, durate un anno: c’è voluto tutto il 2007 per accertare che non avevo un conto all’estero condiviso con il tesoriere del centro, indagato per la sottrazione di denaro. Nel 2009 c’è stato il rinvio a giudizio, però il collegio è stato sciolto e il processo è iniziato effettivamente nel 2010, è finito poi in un anno e mezzo. Sono infatti contento e soddisfatto del giudice che ha capito fin dall’inizio che non c’era niente e in generale per l’operato della magistratura. Il processo è stato chiuso molto velocemente, pur essendo stato complicato, con un collegio che si è sciolto, con dei testimoni provenienti dall’Africa e le udienze rimandate. Alla fine il sistema ha funzionato.

Ha ricevuto supporto durante il processo?

La stampa mi ha disegnato come un criminale fin dall’inizio: non mi ha presentato come presidente del CCS, ma come segretario del Partito socialista. Ero “il solito socialista”: una grande offesa per me che mi sono sempre dedicato a chi aveva più bisogno, secondo la linea severa e integerrima di Pertini. Ci si può difendere in tribunale, ma non ci si può difendere dalla stampa. Mentre nessuno ha mai detto – fatta esclusione per Don Gallo, presidente onorario del centro, che per fortuna è sceso in campo a difendermi – che nel periodo della mia presidenza il CCS ha incrementato il suo fondo da 900mila euro a 4 milioni e 800mila euro. Volevo uscire pulito dalla faccenda e ci sono riuscito: non ho rubato, non sapevo niente di quello che stava accadendo, sono stato assolto e il bilancio è stato triplicato in un momento di congettura economica critica. Quello che ho fatto è stato intrecciare la mia capacità politica con la mia storia personale per collegare i centri umanitari alla politica.

Il procedimento l’ha portata a rinunciare agli incarichi che ricopriva.

Consiglio ai politici che hanno procedimenti in corso di farsi da parte. I processi a volte durano tanto, ma anche perché lo si desidera. Chi non ha nulla da temere deve andare a giudizio velocemente. La politica tornerà ad essere un fatto nobile quando i politici non creeranno problemi in primis ai loro partiti. Io ci sono stato sempre col cuore, il mio partito non l’ho abbandonato, ma sempre restandone al di fuori. La gente poi comprende: a Genova si è detto che bisognava prendere esempio da chi, come me, il giudizio l’ha richiesto a gran voce.

Come sono ora i rapporti con le associazioni di cui era presidente?

Ora sono di nuovo consigliere del Forum, del quale fanno parte solo i presidenti delle associazioni di sostegno a distanza: io sono l’unico ad essere lì “honoris causa”. Con il CCS c’è stata da subito una rottura, ma nonostante tutto ho sempre mandato i miei 20 euro alla bambina che sostengo a distanza.

Da dove riparte ora?

Sono stato assolto il 16 febbraio e il 20 sono stato eletto segretario del Psi a Genova, per acclamazione, non c’è stata una vera elezione. Gerardo Labellarte, conoscendo le difficoltà di Genova, mi ha chiesto un aiuto, perché conoscevo già la storia della città, essendo stato segretario proprio nel periodo in cui scoppiò il caso del CCS. Avrei voluto riposarmi un po’, 5 anni di processo come li ho fatti io non li auguro a nessuno. Ma per il mio partito ci sono sempre. Riparto proprio da qui, dal partito, con la campagna elettorale. Il segretario nazionale Riccardo Nencini mi ha esortato a rimettermi in moto subito e ha creare la lista, già pronta per le comunali, da formalizzare sabato, dove si leggono i nomi di 40 persone validissime. È un gruppo affiatato, il clima è sereno e appoggeremo Marco Doria, candidato sindaco validissimo. In certi momenti lo sconforto si è fatto sentire, ma l’importante è avere la capacità di rialzarsi.

Martina Perrone

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Commenti all'articolo
    • Su Rete4 e diritto eueopro:1) Affermare che esiste una normativa italiana distinta e separata da una europea in tema di libera concorrenza e tutela del mercato e8 grossolano. Sia in punto di diritto che di fatto e8 poi un calcio a quasi trent’anni di integrazione e giurisprudenza europea ed e8 quindi un affermazione falsa in molti aspetti e punti.*2) La Corte di Giustizia Europea si e8 pronunciata sulle norme nazionali che consentivano di rendere legittime le frequenze di cui Rete 4 si era impadronita ed ha giudicato illegittime quelle norme, non l’esistenza di Rete 4.**3) Sulla legittimite0 della posizione commerciale di Rete 4 gravava (durante il mandato di Monti) un contenzioso in Italia. Il che rendeva sciocco e persino largamente illegittimo intervenire da Bruxelles sulla faccenda.

  1. Innanzitutto,la più vive congratulazioni a Oppedisano,e tutta la solidarietà umana e militante,per essere finalmente uscito dal tunnel allucinante di un’accusa infame quanto infondata.Aver trovato “un giudice a Berlino”non è capitato sempre ad un esponenete socialista,mentre resta sempre pù urgente il problema da affrontare di un tritacarne mediatico,stampa e informazione,un vero e proprio potere illegittimo,un fungo purulento e velenoso nel tessuto vivo e sano della Democrazia,uno strapotere che non ha niente a che vedere con il diritto-dovere di cronaca e con la libertà di pensiero ed espressione sanciti dalla ns Costituzione.

  2. Quando un socialista viene accusato tutti i giornalisti si danno da fare per parlare del “solito socialista” che ruba. Ma quando viene assolto non se ne parla più, l’ho notato personalmente nei tempi passati:sono un pensionato tipografo di un giornale fiorentino.
    Ciao e auguri per te e il partito.

  3. La mia stima e la solidarietà non solo della matrice di appartenenza, ma come uomo e padre di famiglia. Bentornato nell’agone politico c’è bisogno di quelli come te! Auguri e in bocca al lupo per le amministrative.
    Alfonso Fratacci

  4. Chi è innocente sia giustamente riconosciuto tale, ma chi è colpevole venga condannato e paghi in carcere e fino in fondo il suo debito.
    L’Italia dei furbi affonda sotto la corruzione e non si vedono segni di ripresa.

  5. Sarebbe anche il caso di ricordare che gli ireentssi finanziari sono, per forza di cose, sostenuti dalla gente.Certo, non sono sostenuti dalla gggente (con tre g). O dal popolo .Ma questa dicotomia per cui esiste la gggente/popolo e gli ireentssi finanziari che si autoalimentano e sostengono senza che un solo essere umano sia dietro loro e8 infantile.*Giulio Cesare? Nel proprio sistema politico era, non solo equilibrato, ma persino rispettosissimo della costituzione romana. Certo se ci si affida alla lettura di Brecht la lente deformante impedisce di cogliere alcuni aspetti

  6. L’idea dell’anonimato infatti dbverboe comportare solo la selezione dell’autore.Un editore ovviamente che mette in scena una votazione, sa benissimo chi e8 l’autore e non e8 certamente lui a votare o meno l’autore, ma i lettori che poi sarebbero disposti a comprare il libro.Poi ovvio l’autore puf2 benissimo decidere di pubblicare l’opera col suo nome e cognome, ma non e8 detto che pure questo accada ma la selezione e8 importante che avvenga in anonimato grazie a tutti per i vostri commenti!

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