sabato, 15 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Panariello, quando vince il trash il diritto all’oblio è negato
Pubblicato il 06-03-2012


Panariello non esiste, eppure tutti pazzi per il comico toscano: difatti con 6.581.000 spettatori pari al 27.29% di share, il nuovo show dell’ex “allievo” di Carlo Conti al suo debutto su Canale 5 vince la gara degli ascolti battendo La Certosa di Parma, che su Rai1 è stata vista da 5.660.000 spettatori, pari al 20.27% di share. Nonostante le percentuali il programma non convince e sul proscenio va in onda il trash più trito.

COLPA DEL GOVERNO TECNICO – Si inizia in pompa magna tra le acclamazioni del pubblico: il comico ha calcato il palco cantando e dichiarandosi emozionato e impensierito perché per i comici è un momento difficile. La crisi della comicità è palese: con l’attuale governo tecnico è innegabile che sia diventato più difficile e quindi anche una sfida più stimolante fare battute sul mondo della politica. Sarà stato a corto di argomenti o forse di idee capaci di strappare una risata, Panariello non si spreme le meningi più di tanto e tira dritto per la strada più facile: il monologo spazzatura.

SOLITA SOLFA – I riflettori sono tutti per lui ma la creatività no. L’ex imitatore di Renato Zero racconta una serie di gag sentite per strada, ironizza sul fatto che la fine del mondo è prossima e invita a spendere soldi senza pensieri, tanto a dicembre non ci saremo più. Nel suo soliloquio contesta Sarkozy ela Merkel che se la prendono sempre con l’Italia (più banale di così non si può), ma poi vengono a trascorrere le vacanze nel Bel Paese. Evidentemente l’obiettivo era quello di emulare il successo di Fiorello in onda su Rai1 con ‘Il più grande spettacolo dopo il week end’, proposito fallito miseramente in uno spettacolo comico che non ha fatto ridere davvero nessuno.

DIRITTO ALL’OBLIO? – Purtroppo, e lo diciamo anche visti i tristi accadimenti che recentemente hanno colpito lo showman nel privato, non solo non si è saputo raggiungere il pubblico utilizzando temi quotidiani (metodo vincente, si osservi Brignano, ma anche lo stesso Fiorello), ma si è negato anche il diritto al silenzio, citando errori altrui per far sorridere con cliches poco rispettosi degli sbagli di personaggi pubblici, che nel bene e nel male hanno gli stessi diritti dei comuni cittadini, tra questi il diritto all’oblio.

TRASH VINCE TUTTO – I numeri parlano chiaro: Panariello ha vinto la prime time e a questo punto bisognerebbe chiedersi il perché. Escluso il fattore qualitativo, la risposta potrebbe nascondesi dietro a una contro programmazione deludente: Th Torrini è riuscita a trasformare il capolavoro di Stendhal in una banale operetta? Oppure tale successo è da ricercarsi nell’assuefazione del pubblico italiano al trash dominante? Le domande restano e in attesa di una tv migliore ci auguriamo che la comicità possa essere in futuro un motivo di riflessione, non di ingiuria.

Diletta Liberati

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