martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Pubblicità, l’Europa e l’Udi sfidano i creativi e premiano le donne “normali”
Pubblicato il 12-03-2012


“Montami a costo zero” recita la pubblicità che promuove l’istallazione di un impianto fotovoltaico mentre un’avvenente ragazza seminuda porge le sue grazie. “E tu dove glielo metteresti?” è la campagna di un brand di gioielleria della provincia di Bari, che ha come protagonista una ragazza in bikini già nota alle cronache per aver partecipato ai festini di Villa Certosa durante il premierato berlusconiano. Sono solo due esempi di come la pubblicità possa offendere e svilire l’immagine della donna. Volgare e sessista nei casi più eclatanti, falsa e piena di stereotipi nella migliore delle ipotesi. E così per i pubblicitari italiani, (perché all’estero il fenomeno è molto limitato), le donne o sono palesi oggetti di desiderio o sono tutte bellissime, magrissime, altissime e giovanissime. Ma si può fare buona pubblicità senza cadere nei soliti stereotipi?

PUBBLICITA’ CATTIVA MAESTRA – E’ quanto si sono chiesti il Parlamento europeo e l’Udi nel promuovere il Premio Immagini Amiche, l’iniziativa, in partenariato con il Dipartimento Pari opportunità e conla Commissione europea, volta proprio a valorizzare una comunicazione che, al di là degli stereotipi, veicoli messaggi creativi positivi. Il premio, giunto alla seconda edizione, è ispirato alla risoluzione del Parlamento Europeo, votata il 3 Settembre 2008 sull’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità fra donne e uomini, e ha proprio l’obiettivo di stimolare pubblicitari e aziende committenti a una creatività socialmente responsabile.

UN PREMIO PER CAMBIARE – Individuare i vincitori non è stato facile, ma alla fine la giuria, presieduta dalla giornalista e scrittrice Daniela Brancati, ha decretato la vittoria di donne vere come Milena Gabanelli e Geppi Cucciari per la televisione, Kinder cereali per lo spot con Valentina Vezzali, Piazza Italia e l’agenzia Diaframma Advertising per le affissioni, AMREF per la pubblicità sulla stampa e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni per la pubblicità sul web. La scelta, è stata affiancata da quella non meno importante del “popolo del web”, che ha espresso le sue preferenze votando sul sito www.premioimmaginiamiche.it, e che ha decretato la vittoria di SkyTG24 per la televisione, dello spot della Mellin, e del video “Per la mia strada”, realizzato da Corrente Rosa, per quanto riguarda il web. Pieno accordo con la giuria, invece, per quanto riguarda il premio alle affissioni che ha visto vincere nuovamente Piazza Italia e quello per la carta stampata che è andato ancora a AMREF.

ANTI VIOLENZA – Una menzione speciale è andata al comune di Padova per essere intervenuto con determinazione per liberare la città da campagne pubblicitarie fondate su stereotipi violenti e sessisti, rinnovando l’impegno nella lotta contro ogni tipo di violenza sulle donne e nella promozione di una cultura differente. Infine un riconoscimento della giuria è andato all´Istituto tecnico commerciale di Bologna Rosa Luxemburg. “Ci sono tanti modi di combattere una battaglia culturale. Un modo è punire, reprimere, l’altro modo, che è quello che preferiamo, è far conoscere e premiare le azioni positive, quelle che sono amiche delle donne”. Ha detto Daniela Brancati, nel corso della premiazione. “Purtroppo, – ha proseguito – nell’immaginario attuale prevale l’idea che le donne esistano soltanto fino ai 30 anni, sono tollerate dai 30 ai 40 e completamente invisibili dai 40 anni in su. Il nostro premio invece vuole promuovere immagini di donne vere, reali, “quotidiane”, e stimolare quindi i “creativi” a produrre buona comunicazione, efficace per le aziende ma anche rispettosa della nostra immagine. Ma è anche un appello – ha concluso – perché il mondo della comunicazione capisca che non si può costruire un successo a spese nostre”.

Emanuele Ciogli

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