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Opinioni e commenti
 

Rilasciato Claudio Colangelo: “Un’esperienza terrificante”
Pubblicato il 25-03-2012


È stata “un’esperienza terrificante” ma mi hanno “trattato bene”: queste sono state le prime parole di Claudio Colangelo poco dopo il suo rilascio avvenuto, dopo 11 giorni, da parte di un gruppo di ribelli maoisti indiani nello Stato nord-orientale dell’Orissa, che ancora trattengono l’altro ostaggio italiano Paolo Bosusco.

COLANGELO RILASCIATO, A RISCHIO MALARIA – Colangelo, 61 anni, medico impiegato in un istituto di ricerca di Roma, è stato consegnato dai guerriglieri a un gruppo di giornalisti nel distretto di Kandhmal. Tra i reporter ce n’erano alcuni di una delle principali emittenti televisive indiane, la Ndtv, che ha dato la notizia in anteprima, oltre a riuscire a intervistare il capo dei ribelli. Secondo alcune fonti Colangelo, definito anche “medico missionario” per il suo interesse per le questioni umanitarie internazionali, avrebbe contratto la malaria durante il sequestro avvenuto il 14 marzo, due giorni dopo che, da turista, era partito per un trekking con Bosusco, titolare di un’agenzia specializzata in escursioni, l’“Orissa Adventurous Trekking”, nella città di Puri.

É MALATO, RILASCIATELO – «Spero che rilascino presto anche Paolo» ha detto subito dopo la liberazione, aggiungendo che anche l’amico avrebbe contratto la malaria ma non sarebbe grave. «Vorrei che i maoisti sapessero che comprendiamo la loro guerra» ha aggiunto, riferendosi al fatto che in questo come in altri Stati dell’India orientale gruppi di ribelli seguaci del comunismo di Mao lottano da una cinquantina d’anni in modo illegale per rivendicare legittime richieste della popolazione locale lasciata senza istruzione, collegamenti e strutture ospedaliere. «Ma è stata un’esperienza terribile» ha ribadito l’italiano, sposato e con un figlio, aggiungendo che, contrariamente a quanto era stato scritto, al momento del sequestro i due non stavano scattando foto ma facendo il bagno in un fiume.

LA TRATTATIVA – «Ho perso qualche chilo ma sto bene», ha poi rassicurato. «Non voglio dire che i sequestratori siano stati squisiti perché sarebbe esagerato, ma hanno fatto di tutto per venire incontro alle nostre esigenze alimentari». Prima del rilascio il comandante maoista Sabyasachi Panda aveva dichiarato l’intenzione di liberare almeno uno degli ostaggi come «gesto di buona volontà e per lanciare un messaggio al governo locale». Tra le 13 richieste formulate a suo tempo dagli estremisti come condizione per il rilascio dei rapiti c’era il divieto per i turisti di entrare nelle aree tribali, lo stop a tutte le operazioni governative contro i ribelli e il rilascio di numerosi prigionieri.

TERZI, PORTIAMO A CASA BOSUSCO  –  Ora la Farnesina si sta concentrando sulla liberazione di Bosusco, 54 anni, originario di Condove (Torino) e dal 1999 presente in India per lavoro. Come ha sottolineato il ministro degli Esteri Giulio Terzi «il risultato di oggi rappresenta per tutti coloro che in questi giorni sono stati impegnati senza sosta sulla vicenda una motivazione ancora più forte per proseguire il lavoro verso una soluzione positiva anche per questo caso». Il titolare della Farnesina, che, dopo aver avvertito la famiglia, ha parlato al telefono con Colangelo, si è quindi augurato che prosegua la «collaborazione e la disponibilità da parte dalle autorità indiane centrali e dell’Orissa». Ora «dobbiamo portare a casa Bosusco», ha concluso il ministro.

Luciana Maci

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