venerdì, 14 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Russia, stuprato con bottiglia di spumante. Accusati quattro agenti
Pubblicato il 14-03-2012


Violenza sessuale. Crimine tra i più spregevoli non ha confini e nemmeno limite alle modalità d’esecuzione più barbare. Questa volta vittima dell’indegno crimine è un uomo, Sergei Nazarov, 52 anni. Secondo quanto si apprende dalla polizia, il malcapitato sarebbe stato arrestato per furto sabato sera nella capitale del Tatarstan (700 chilometria Est di Mosca) e, interrogato la sera stessa dagli inquirenti, avrebbe accusato forti dolori addominali. Una volta ricoverato a causa di una rottura del retto addominale, inutile è stato l’intervento chirurgico, l’uomo «è andato in coma ed è morto».

LA DENUNCIA DI UN BLOGGER – Nella Russia del neoeletto Putin le notizie viaggiano su canali tutt’altro che ufficiali: a denunciare il fatto è il blogger di opposizione Aleksey Navalny «a Kazan, due giorni fà, è uscito di casa, è finito alla stazione di polizia, dove è stato picchiato e violentato con una bottiglia di spumante. Ucciso da poliziotti sadici e inumani. Tuttavia, non accade nulla. Nessuno è stato arrestato» e nessuno si ribella, denunciava Navalny. E soprattutto, ha detto il blogger, non vanno «là con gli autobus della polizia anti-sommossa», che invece sono stati usati nelle recenti manifestazioni a Mosca.

LICENZIATI E ACCUSATI – Mezzi anti sommossa a parte, questa volta Mosca, evidentemente imbarazzata per l’accaduto e per le ripugnanti modalità dello stesso, ha deciso di intervenire proprio a discapito dei suoi agenti. Infatti, i quattro del dipartimento in Tatarstan sono stati licenziati e accusati di aggressione di gruppo, con conseguente morte della vittima per negligenza (come se si potesse distrattamente stuprare un uomo) e abuso d’ufficio con uso della violenza, con gravi conseguenze. Le accuse mosse da grande madre Russia suonano con aspra ironia viste le modalità del reato, ma il riferimento al codice penale è presto detto:  i suddetti reati sono regolamentati dagli articoli 111 e 286.

LA RABBIA DELLA ONG – Nella democratica Russia reduce dalla recente tornata elettorale, la repellente vicenda, sulla scia di sempre più diffuse denunce delle violenze subite da agenti di polizia, ha suscitato clamore e ha per ora portato al licenziamento di quattro dirigenti del commissariato in questione. Secondo una Ong, Agora, Nazarov prima di morire ha detto di essere stato violentato con una bottiglia di spumante. I risultati della prima perizia, ordinata con l’apertura di un’inchiesta, sembrano andare nello stesso senso delle accuse dell’Ong: l’uomo “è stato ferito con un oggetto duro e contundente”, riportando lesioni “che non ha potuto infliggersi da solo”, ha riferito il ministero locale dell’Interno. Insomma Mosca continua a dimostrare la sua (mala)voglia di democrazia, poi non è mica colpa del governo centrale se gli agenti russi stanchi di bere l’onnipresente vodka si son buttati sullo spumante.

Diletta Liberati

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