giovedì, 16 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Se il salotto della politica diventa scomodo Berlusconi dà a Vespa il due di picche
Pubblicato il 07-03-2012


Doveva presentarsi negli studi di “Porta a Porta” questa mattina alle 10, per registrare la prossima puntata del talk-show condotto da Bruno Vespa. A sorpresa, però, Silvio Berlusconi, dopo una nottata di telefonate “misteriose”, ha deciso di non intervenire. I più maligni, alcuni dei quali falchi del Pdl, hanno subito pensato che l’assenteismo del Cavaliere possa rappresentare più che altro una forma di protezionismo verso Angelino Alfano, attuale segretario del Pdl. Silvio, cioè, si sarebbe “immolato” per non compromettere la leadership di Angelino.

LEADER IN TV O NELLA VITA? – Per Bruno Vespa, invece, Berlusconi sarebbe semplicemente rimasto schiacciato sotto il peso della par condicio: «Come è noto – osserva il presentatore – la legge impone l’equilibrio delle presenze tra rappresentanti di forze politiche di peso equivalente. Avevamo perciò invitato per oggi Berlusconi, e per il 21 marzo Pierluigi Bersani». La scusa non convince, Vespa sa bene chi è oggi il segretario del Pdl e infatti si giustifica preventivamente: «Berlusconi non aveva mai parlato in televisione dopo le sue dimissioni da palazzo Chigi del 12 novembre e certamente le spiegazioni, che solo lui potrebbe dare, sarebbero state interessanti». Neanche questo però è bastato a placare gli animi. Quale che siano le motivazioni che hanno innescato il nuovo dramma targato Pdl, c’è chi ne ha approfittato per andare a stuzzicare il partito proprio lì, dove la ferita ancora non si è rimarginata.

SCARAMUCCE – La polemica ha infatti generato in mattinata una serie di botta e risposta dal tono tutt’altro che velato. Ad aprire le danze è il segretario del Pd Pierluigi Bersani, che getta l’amo e va a pesca. «Vespa si tolga dall’imbarazzo – dice Bersani su Twitter – inviti sia Berlusconi che Alfano. Il 21 dovrei essere ospite di Porta a Porta. Cedo il mio posto». Pronta la risposta del presentatore: «Apprezzo molto la generosità di Bersani – dice Vespa –  ma l’invitato speciale per il 21 marzo, giorno di inizio della primavera, resta lui e soltanto lui. Dopo tante prime serate trascorse su altre reti, il segretario del Pd onori della sua gradita presenza anche RaiUno». Il povero Angelino coglie l’occasione per rispondere anche lui al rovescio di Bersani: «Simpatico Pierluigi Bersani! – scrive il segretario Pdl su Twitter – Tanto simpatico che, piuttosto che andare a Porta a Porta, dovresti andare a Ballarò al posto di Crozza». Meno raffinato e più diretto, come al solito, Daniele Capezzone, portavoce del Pdl: «Vedo che Pierluigi Bersani fa lo spiritoso – afferma un irato Capezzone – e non si capisce bene cos’abbia da divertirsi, vista la situazione sua e del suo partito. Quanto alla puntata del 21, resta da capire se Bersani sarà ancora segretario del Pd, o se il Pd, per quella data, avrà almeno risolto la questione delle primarie di Palermo».

CICCHITTO (PDL), VESPA FACCIA PUNTATA DA VASTO –  Non l’ha presa benissimo neanche il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. «Visto che siamo sul terreno della provocazione in senso buono – dice Cicchitto –  allora proponiamo due varianti a Bersani, che lo soddisferanno certamente: Vespa potrebbe invitare insieme Bersani, Di Pietro e Vendola. Casomai ambientando la trasmissione a Vasto. Oppure – conclude il capogruppo –  se reputa oramai questa compagnia di giro imbarazzante, potrebbe organizzare un rendez-vous fra Bersani, Veltroni e Renzi».

VITA (PD), PAR CANDICIO ARTIFICIO DI VESPA – «La par condicio non c’entra nulla. È solo un comodo artificio retorico, utilizzato in questo caso da Bruno Vespa per tutelare le scelte di Silvio Berlusconi». Lo ha dichiarato Vincenzo Vita, senatore Pd e componente della commissione di Vigilanza Rai. «La scelta – prosegue Vita – di non partecipare a Porta a Porta da parte dell’ex premier per non creare imbarazzi ad Angelino Alfano può essere rispettabile ma nulla ha a che fare con la legge del 2000, tirata in causa impropriamente. Non c’è più – conclude – il governo precedente. Almeno in Italia. Non alla Rai, evidentemente». Ad ammettere la gravità della situazione interna al maggiore partito di centro desta è – con sua solita schiettezza – il pidiellino Osvaldo Napoli «Berlusconi non va per la situazione politica molto delicata».

Raffaele d’Ettorre

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