martedì, 21 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Strage Ustica, la giustizia può attendere. L’avv. Osnato: «Difficile dire ai parenti di aspettare fino al 2015 per l’Appello»
Pubblicato il 16-03-2012


«Ci sta che la Corte d’appello abbia sospeso il processo vista somma, ma restiamo comunque perplessi per un termine così lungo. Dopo tutti questi anni d’attesa ci saremmo aspettati un rinvio più breve: attendere 3 anni è davvero molto. Lunedì vedremo le motivazioni. Comunque sia il danno economico non si sarebbe arrecato poiché avevamo richiesto la sospensione dei buoni vincolati del Tesoro. Vedremo le motivazioni. La decisione lascia un po’ perplessi, anche in una vicenda come Ustica dobbiamo subire come un processo qualunque, sarà difficile dirlo ai clienti e ai parenti delle vittime». Scorcerto e indignazione trapelano dalle parole del legale delle vittime della strage di Ustica, l’avvocato Daniele Osnato, sentito in esclusiva dall’Avanti!online sulla decisione della Corte d’appello di sospendere il pagamento del risarcimento di oltre 100 milioni di euro in favore dei familiari delle vittime delle strage del 29 giugno 1980, quando un Dc9 dell’Itavia partito da Bologna per Palermo precipitò in mare.

32 ANNI NON BASTANO – Nessun risarcimento, almeno fino al 2015. La giustizia può attendere per la memoria delle 81 persone che drammaticamente persero la vita e per i loro familiari che dopo 32 anni attendono risposte o quanto meno di non essere derisi con rinvii infiniti. La Corte, presieduta da Rocco Camerata Scovazzo, infatti ha sospeso «l’efficacia esecutiva» della sentenza emessa dal Tribunale il 10 settembre 2011 e che condannava i ministeri della Difesa e dei Trasporti a versare indennizzi per un totale di 110 milioni alle parti civili costituite nel processo per la strage.

LE MOTIVAZIONI DELLA CORTE– Il collegio ha motivato la sua decisione spiegando che proprio nel processo di appello si dovrà stabilire se sussistano i presupposti per il risarcimento e, in questo caso, si dovrà definirne l’ammontare dello stesso. I giudici hanno inoltre osservato che il «pagamento immediato di una somma di assoluta rilevanza» potrebbe creare «grave danno al debitore». Il processo d’appello è stato così rinviato al 15 aprile 2015, quando saranno trascorsi 35 anni dai fatti. Resta comunque le perplessità per un rinvio così lungo.

L’INDIGNAZIONE DELL’AVVOCATO OSNATO – «Ci sta che la corte appello abbia sospeso il processo vista somma – come sostiene il legale delle vittime l’avvocato Daniele Osnato – ma restiamo comunque perplessi per un termine così lungo. Non dipende dalla corte appello, ma dopo tutti questi anni d’attesa ci saremmo aspettati un rinvio più breve: attendere 3 anni è davvero tanto. Lunedì vedremo le motivazioni. Comunque sia il danno economico non si sarebbe arrecato poiché avevamo richiesto la sospensione dei buoni vincolati del Tesoro. Vedremo le motivazioni. La decisione – conclude Osnato – lascia un po’ perplessi, anche in una vicenda come Ustica dobbiamo subire come un processo qualunque, sarà difficile dirlo ai clienti e ai parenti delle vittime».

LA VERITA’ PUO’ ATTENDERE – Lo scorso settembre i ministeri della Difesa e dei Trasporti furono condannati dal tribunale al risarcimento di centodieci milioni di euro in favore dei parenti di una quarantina di passeggeri deceduti. La corte, presieduta da Rocco Camerata Scovazzo, ha quindi imposto uno stop ai risarcimenti fissati dal tribunale che ha ritenuto i ministeri responsabili di non avere garantito la sicurezza del volo e di avere negato ai familiari delle vittime il diritto alla verità sulla strage per oltre 20 anni. Per i giudici ci sono «i gravi motivi che giustificano la sospensione dell’esecutività della sentenza per il grave danno che il debitore potrebbe ricevere a fronte peraltro di un’impugnazione che non evidenzia profili di evidente infondatezza». La sentenza d’appello potrebbe aprire nuove strade per la ricerca della verità, verità che a quanto sembra può attendere.

Diletta Liberati

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