lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Sul lavoro un morto al giorno e la Pausini scrive: “Ciao Matteo”
Pubblicato il 05-03-2012


Una pagina completamente bianca e al centro una scritta: “Ciao Matteo…”. Così Laura Pausini, dal suo sito ufficiale, ha voluto ricordare Matteo Armellini, l’operaio morto a seguito del crollo del palco di Reggio Calabria allestito per ospitare un concerto della cantante. Un altro giovane scomparso magari mentre era intento a montare tubolari in acciaio o collegare cavi. Un altro morto sul lavoro: il quinto in soli cinque giorni, uno al giorno. Quanto costa il lavoro in Italia e che prezzo ha la vita quando fa il paio con l’essere una risorsa umana, un numero stampigliato sulla divisa d’ordinanza, un sorriso strappato alla fatica del lavoro.

LA DINAMICA DELL’INCIDENTE – Un cedimento strutturale ha fatto crollare la struttura metallica sovrastante il palco, che si è abbattuta su alcuni operai intenti in quel momento a fissare le illuminazioni aeree. Per uno di loro, Matteo Armellini, 31enne romano, purtroppo non c’è stato nulla da fare: la pesante struttura lo ha colpito in pieno, causandone l’immediato decesso. Gli altri operai rimasti feriti in maniera non grave, sono stati immediatamente trasportati presso il nosocomio reggino per le cure del caso. Così il comando provinciale dei Vigili del fuoco di Reggio Calabria ricostruisce, in prima battuta, quanto successo la scorsa notte, poco prima delle 2, nel Palacalafiore della città dello Stretto, durante i lavori di allestimento del palco.

TRE IPOTESI AL VAGLIO -La Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha aperto un’inchiesta e ha disposto il sequestro di tutta la struttura. Si tratta ora di accertare se la colpa del crollo sia imputabile al parquet del Palacalafiore, che non avrebbe retto il peso, o se si sia trattato di un errore di progettazione del palco, o ancora invece di un errore di esecuzione del montaggio. Sul posto sono all’opera i vigili del fuoco, che dopo la fase del soccorso hanno iniziato i rilievi per stabilire la dinamica e le cause dell’incidente. A lavoro anche gli uomini della polizia scientifica. Ovviamente il concerto di stasera è stato annullato.

COME PER JOVANOTTI – «Un abbraccio a Laura e alla sua squadra» arriva via Twitter da Lorenzo Jovanotti, colpito da analoga tragedia prima del concerto triestino dell’ “Ora Tour”. Era il 12 dicembre scorso quando un operaio di 19 anni, Francesco Pinna, perdeva la vita nel crollo di un’impalcatura del Palatrieste mentre fervevano i preparativi per l’esibizione di Jovanotti. Altre sette persone rimasero ferite. Il cantante interruppe il suo tour. «Il mio dolore è rivolto a Francesco Pinna – scrisse su Twitter -, studente e lavoratore la cui vita si è fermata oggi nell’incidente che ha travolto la mia squadra». Quel tour è ripreso solo dopo molte settimane e venerdì scorso il cantante ha tenuto nel capoluogo friulano il concerto saltato in dicembre davanti a 5mila spettatori (tra cui la sorella e i genitori di Pinna), che hanno osservato un minuto di silenzio in memoria della vittima. «I ragazzi coinvolti nell’incidente si stanno rimettendo, grazie a Dio – ha detto Jovanotti -. Ma uno di loro non si è mai rialzato: Francesco Pinna, aveva 19 anni, tutta la vita davanti ed era uno di noi». Il cantante oggi chiede di aprire «una discussione molto seria tra organismi competenti su come possiamo migliorare il livello di sicurezza». «Le normative ci sono e nei tour vengono rispettate – scrive Cherubini – ma dobbiamo capire tutti noi coinvolti cosa deve cambiare». Per il crollo la procura di Trieste ha avviato un’indagine per disastro colposo, emettendo nove avvisi di garanzia nei confronti di dirigenti e funzionari delle ditte incaricate di realizzare il palco. Polemiche ci furono anche sulla paga che percepiva Pinna che, secondo quanto riferito dalla cooperativa per cui lavorava, era di 6,50 euro l’euro. Un compenso ritenuto da più parti inadeguato.

CINQUE MORTI SUL LAVORO IN CINQUE GIORNI – «L’ennesima morte che dimostra e conferma come anche in questo settore c’è bisogno di intensificare i meccanismi di controllo per prevenire i rischi». È quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere, in merito al crollo del palco in allestimento a Reggio Calabria, dove era in programma questa sera il concerto di Laura Pausini, che ha causato la morte di un operaio. Dal primo marzo ad oggi, ricorda il sindacalista, «sono cinque i morti sul lavoro, da Gorizia a Roma per arrivare a Reggio Calabria. Ciò dimostra che è sbagliato ‘semplificare’ fino ad annullare i controlli per garantire salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, così come prevede il decreto legge semplificazioni. C’è bisogno di applicare le norme e intensificare i controlli e i ministri competenti farebbero bene ad incontrare i sindacati che porti ad un rafforzamento delle norme per la prevenzione», conclude Scudiere.

Martina Perrone

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Commenti all'articolo
  1. E’ ormai divenuta una autentica piaga, le morte bianche sono diventate oramai una quotidianità nel nostro paese, anche su questo la politica da tempo troppo distratta deve viceversa porre delle risposte concrete per dare prospettive di sicurezza nei luoghi di lavoro.

  2. nessuno parla di orari e di guadagni .e ipocrisia non si dice che cè gente disoccupata e gente costretta a fare 10 11 e anche 12 ore in cantiere badate bene in cantiere.un silenzio tombale su questo tema .io lo vivo sulla mia pelle e per qualkcuno è chiamato il tuo dovere.mentre loro si godono i loro privilegi ,senza scrupoli anno gli stessi guadagni .la crisi oè di tutti o è rivoluzione.

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