venerdì, 19 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Tagli alla casta? Ok del Senato a ridurre deputati dell’Assemblea Siciliana
Pubblicato il 07-03-2012


Un call center da 800 mila euro l’anno, quattro appartamenti a disposizione dei deputati al prezzo di 900 euro al mese, un esercito di “portaborse” impreziosito dalla presenza, tra loro, di un parlamentare nazionale. Questa la situazione inaccettabile avallata dall’Assemblea regionale siciliana, dove non mancano, a volte, conflitti di interessi e casualità ricorrenti. In un periodo di crisi, dove i sacrifici vengono richiesti a tutti, come sempre soprattutto ai cittadini, il Consiglio Regionale della Sicilia, conosciuto come Ars, è il capolista degli sprechi. Sembra però che le cose stiano per cambiare e anche di molto. 

20 DEPUTATI IN MENO – Per ottimizzare le risorse e limitare le spese superflue di una delle Regioni con i consiglieri più pagati, la Commissione Affari costituzionali del Senato presieduta dal senatore Carlo Vizzini ha approvato oggi il ddl costituzionale che riduce da 90 a 70 il numero dei deputati dell’Assemblea regionale siciliana. «Abbiamo fatto un buon lavoro – ha dichiarato il senatore Vizzini – perché abbiamo integralmente rispettato il testo del Disegno di Legge approvato dall’ARS per valorizzare, anche in questa circostanza, il valore dell’autonomia speciale che ha avuto la capacità di ridurre il numero dei propri componenti e questo, a nostro avviso, merita il rispetto del Parlamento e l’apprezzamento delle scelte compiute in Sicilia».

L’ALLARME DELLA CORTE DEI CONTI – «Errori o inadeguatezza degli interventi nei vari settori (rifiuti, energia, turismo, trasporti, agricoltura, industria) potrebbero compromettere lo sviluppo dell’Isola, che si trova in uno stato di recessione economica con una grave crisi sia dell’industria, che dell’agricoltura». È l’allarme lanciato dal presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Regione siciliana, Luciano Pagliaro, a Palermo, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Gravi danni possono derivare anche dalla perdita dei fondi comunitari. «Riguardo ai finanziamenti comunitari non è superfluo rammentare – dice Pagliaro – che nel caso di una loro revoca è possibile individuare l’esistenza di una responsabilità amministrativa nel caso in cui la perdita sia dovuta a comportamenti gravemente colposi da parte degli organi dell’amministrazione deputati alla spesa». «L’allarme lanciato a Palermo dai massimi vertici della Corte dei conti, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, non può restare inascoltato. Il governo regionale ha il dovere di non sottovalutare quanto detto dai magistrati contabili e quindi è obbligatorio continuare in quel percorso di risanamento avviato da tempo». È quanto ha affermato l’assessore regionale per le Autonomie locali e la Funzione pubblica, Caterina Chinnici, sottolineando la necessità di tenere sotto controllo le spese della Regione.

Martina Perrone

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