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Opinioni e commenti
 

Tassa rimesse immigrati, Touadi (PD): la Lega prima dice mandiamoli a casa e poi li tassa
Pubblicato il 02-03-2012


Alla notizia che il Governo Monti, tramite il ministro dell’Integrazione e della Cooperazione Andrea Riccardi, e il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, sta lavorando all’allungamento dei permessi di soggiorno, all’eliminazione della tassa sulle rimesse all’estero e al piano rom, la Lega ha dato i primi segni di insofferenza circa le decisioni prese nell’ultimo Consiglio dei ministri. Jean-Léonard Touadi, deputato del Pd, spiega perché il Carroccio è fuori strada nelle sue contestazioni.

Il presidente della Lega nord al Senato ha dichiarato che «l’allungamento della durata dei permessi di soggiorno e l’abrogazione delle tasse sulle rimesse all’estero dimostrano in maniera inequivocabile che la priorità di questo Governo è la tutela degli immigrati». Le risulta?

No. Secondo un principio democratico, a fronte di una prestazione economica chiesta al cittadino, devono corrispondere dei servizi. Il ministro Maroni ha varato questa tassa di soggiorno che gli immigrati devono pagare per rinnovare il permesso. Per una famiglia media di immigrati, con un solo reddito, spesso 200 euro corrispondono all’intera entrata mensile. Trattandosi di ceti che di solito sono collocati in basso nella scala reddituale, si tratta di una vera e propria stangata, unicamente indirizzata a quella categoria sociale.

E sulla questione delle rimesse?

Vorrei dire alla Lega: ma non siete voi a dire aiutiamoli a casa loro? Le rimesse hanno superato di gran lunga l’ammontare della cifra che il Paese dedica alla cooperazione e allo sviluppo. È diventato uno strumento importante negli aiuti privati. Molti immigrati fanno grossi sacrifici per mandare quei pochi soldi per mantenere le proprie famiglie nei paesi d’origine. Tassare ulteriormente quella cifra è un’assurdità. C’è una cosa che non capisco: com’è possibile che la Lega possa investire in Tanzania i soldi dei rimborsi elettorali, quando gli immigrati non possono inviare soldi per sostenere le proprie famiglie?

Il vice capogruppo dei deputati della Lega Nord sulla cancellazione dell’imposta sui trasferimenti all’estero delle risorse degli immigrati, ha detto che il Governo ha scelto di andare contro la volontà popolare. Cosa ne pensa?

A me pare che questo Governo tecnico non abbia cancellato il regime parlamentare nel nostro Paese. Ogni provvedimento di questo e dei precedenti governi deve essere approvato comunque dalle Camere, la sovranità popolare per fortuna non è stata ancora esautorata. Se la Lega non fa parte della maggioranza questo non vuol dire che il Parlamento abbia perso il suo ruolo. Questo, come altri decreti, passeranno attraverso il vaglio di Camera e Senato, come tutte le leggi. In questo mi sento di tranquillizzare il collega della Lega.

Come ritiene la previsione di allungamento dei permessi di soggiorno?

Chiunque abbia a casa una badante o un collaboratore di origine straniera sa che il rinnovo è un percorso ad ostacoli. Passano almeno 6-8 mesi prima che il permesso venga rinnovato. Inoltre il rinnovo parte dal momento della scadenza, non da quello della consegna: così il permesso è continuamente da rinnovare. È una misura discriminatoria e vessatoria. Oltretutto non avere il permesso di soggiorno significa non riuscire a fare nulla: ad ogni blocco di polizia bisogna espletare qualunque formalità burocratica e non si può tornare nel paese d’origine neanche in caso di malattia di un parente. In un paese democratico, dove ci sono 5 milioni di persone regolarmente soggiornanti che vivono e lavorano con noi, non è possibile che esistano cittadini di serie B. Non avendo potuto togliere la tassa era necessario quantomeno allungare i tempi del permesso.

Durante lo scorso cdm è stato anche approvato il Piano Rom. In cosa consiste e cosa comporterà?

È una questione molto complessa che ha dei risvolti sia nazionali che internazionali. La situazione dei rom in Italia grida vendetta alla nostra civiltà, in un Paese che da sempre ha privilegiato la convivenza civile e la promozione delle fasce più deboli della società. Nel corso degli anni abbiamo permesso che una porzione di popolazione, quella rom, gran parte italiana, venisse trascurata, mentre noi abbiamo il dovere di promozione sociale e salvaguardia dell’identità culturale. Per fare ciò ci sono a disposizione fondi europei di cui non abbiamo mai sufficientemente approfittato. Ora abbiamo delle necessità a cui dover rispondere: la scolarizzazione dei bambini, il superamento dell’idea del campo, che di per sé è ghettizzante, la formazione professionale di una comunità con talenti da rendere virtuosi. Ricordo che è una comunità che ha subito l’olocausto e l’Europa tutta deve prendersi carico della salvaguardia di questa e delle altre minoranze etniche.

Martina Perrone

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