venerdì, 19 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Taxi, l’Authority apre un’inchiesta
Pubblicato il 13-03-2012


Si erano riuniti lo scorso gennaio nei centri nevralgici di diverse città italiane per protestare contro il decreto sulle liberalizzazioni. Oggi sono finiti nel mirino dell’Authority. L’Autorità di garanzia degli scioperi ha infatti deciso di aprire un procedimento nei confronti delle principali categorie dei tassisti, con riferimento proprio a quegli scioperi messi in atto nel periodo che va dal 12 al 19 gennaio. L’indagine si baserà su elementi forniti dalla Prefettura e sulle segnalazioni di diversi utenti.

L’AVVERTIMENTO – «È illegittimo il blocco totale del servizio dei taxi», aveva sottolineato l’Autorità di garanzia degli scioperi nel periodo delle contestazioni, precisando in seguito che qualora si fosse deciso per un blocco totale del servizio, la Commissione avrebbe avuto l’obbligo di «intervenire con i poteri che la legge le attribuisce». Una minaccia che l’Authority ha poi messo in atto, raccogliendo negli ultimi mesi tutti gli elementi utili ad aprire un’inchiesta. L’unica novità rispetto a indagini simili già effettuate è che, questa volta, il procedimento è rivolto contro le categorie sindacali piuttosto che contro i singoli. Al centro della contestazione non è solo la protesta in sé ma il fatto che, secondo l’Authority, abbia avuto luogo senza rispettare la data dello sciopero prefissata dai sindacati.

BITTARELLI (URITAXI), ACCANIMENTO INCOMPRENSIBILE – «A noi non risulta che ci siano stati blocchi della circolazione, solo assemblee spontanee. Visto poi che si è trovato un accordo sindacale con il governo, sinceramente non capisco tutto questo accanimento». Lo ha dichiarato in esclusiva all’Avanti!online Loreno Bittarelli, presidente nazionale Uritaxi. «Ci difenderemo nelle sedi opportune – prosegue – perché non ritengo che si possano processare dei lavoratori che si riuniscono in un’assemblea. Parlano di “blocchi” che a noi non risultano: ci siamo riuniti al Circo Massimo ma non è mai stato bloccato il traffico. Io per primo ho invitato tutti a non creare disagi».

Bittarelli si dichiara poi «soddisfatto» della nuova bozza sulle liberalizzazioni, precisando che il decreto «è stato migliorato e reso costituzionale. Abbiamo fatto uno sforzo importante per potenziare il servizio – aggiunge – ma ora serve che il governo ci aiuti a contenere i costi di gestione. Per questo motivo nell’accordo abbiamo chiesto uno sgravio sull’accisa dei carburanti e uno per l’iva sui beni strumentali. Sono costi che oggi dobbiamo sobbarcarci da soli: speriamo che il governo ci dia una mano».

Nel caso in cui le nuove richieste non dovessero essere recepite, Bittarelli promette che i sindacati non staranno fermi a guardare. «Rivendicheremo le nostre ragioni – garantisce – gli impegni vanno mantenuti: abbiamo bisogno di questi sgravi e siamo in attesa. Probabilmente passerà qualche settimana nel silenzio. Nel caso in cui non ci dovessero rispondere – conclude – metteremo in campo un’azione di lotta».

Raffaele d’Ettorre

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