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Tolosa, il procuratore: «L’assassino seriale, colpisce ogni quattro giorni»
Pubblicato il 21-03-2012


«Si sente braccato e potrebbe tornare a colpire ancora». E’ questo lo stato d’animo del killer di Tolosa, l’uomo che due giorni fa ha freddato il professore di religione, Jonathan Sandler, 30 anni, di cittadinanza francoisraeliana, residente a Gerusalemme, e i suoi due figli Arieh e Gabriel, e un’altra bimba di 8 anni, Miriam Monsonego, figlia del direttore dell’istituto scolastico. Stato d’animo quanto mai prevedibile ma non per questo rassicurante. A riferirne è stato il procuratore della Repubblica di Parigi, Francois Molins, che sgombrando il campo dalle ipotesi diverse fatte in queste ore ha ufficializzato come «nessuna pista sia stata scartata». Rimane in piedi dunque l’ipotesi dei soldati neonazi, così come quella islamica. Il procuratore Molins ha poi  gelato il cuore di tutti affermando: «L’assassino colpisce ogni quattro giorni».

UNICA CERTEZZA: L’ARMA – Unica certezza nelle mani della polizia sembrerebbe essere la corrispondenza tra l’arma utilizzata alla scuola ebraica e quella delle sparatorie contro i militari nel Sud della Francia. Lo scorso 11 marzo un uomo ha infatti ucciso a sangue freddo un militare di origine maghrebina a Tolosa. Il 15 marzo, ha freddato da breve distanza tre soldati di un reggimento di paracadutisti nella vicina città di Montauban, due di origine maghrebine, un altro delle Antille: due sono morti sul colpo, il terzo ha riportato gravi lesioni alla spina dorsale. Proprio il reggimento dei paracadutisti al quale appartenevano i militari uccisi il 15 marzo, era stato teatro in passato di manifestazioni naziste da parte di un gruppo di tre soldati, denunciati e poi espulsi dal corpo. Poi il procuratore di Parigi nell’abbozzare un primo identikit del killer ha parlato di un  soggetto «estremamente determinato». Poi ha aggiunto. «La sua azione è premeditata, come si evince dalla scelta dei suoi bersagli», ha spiegato ancora il magistrato.

LA POLIZIA SULLE TRACCE DELLA DONNA – I protagonisti dell’inchiesta sull’attacco alla scuola ebraica di Tolosa seguono ogni indizio possibile. Stando a quanto scrive ‘Le Figaro’, gli inquirenti starebbero lavorando ora anche sulla testimonianza di un passeggero di treno nella regione di Parigi che ha riferito di aver sentito fare una telefonata sospetta ad una donna che sedeva vicino a lui. La donna era apparentemente al telefono con un uomo e sembrava sconvolta dalle cose che il suo interlocutore le stava raccontando. «Ora te la prendi con una scuola», avrebbe detto singhiozzando, stando al testimone. La polizia cerca di rintracciare la donna sulle immagini riprese dalle videocamere di sorveglianza per verificare il racconto del testimone, non escludendo la possibilità che possa avere interpretato nel modo giusto le parole sentite: «Nelle inchieste criminali, nulla deve essere trascurato e tutto può riemergere in qualunque momento», spiega un esperto di questo tipo di dossier citato dal quotidiano.

LETTERA DI DENUNCIA ALL’ELISEO – Intanto all’Eliseo sarebbe arrivata una lettera di denuncia, anch’essa da verificare, anche se a prima vista non sembrerebbe portare ad una pista utile. L’autore della missiva sostiene di conoscere una persona, che proviene dall’ambiente militare e che spara in strada con l’arma che ha in dotazione. L’unita’ di coordinamento della lotta antiterrorismo (Uclat) ha tradizionalmente per compito quello di verificare le lettere di questo tipo che vengono inviate alla presidenza della Repubblica.

IL GIALLO DEI PARA’ NEONAZI – Fonti di polizia citate dal quotidiano Le Monde smentiscono la notizia rivelata da numerosi siti internet francesi, tra cui quello del quotidiano 20 Minutes, secondo cui i tre parà francesi radiati dall’esercito nel 2008 per attività neo-naziste non sarebbero coinvolti nel massacro dei giorni scorsi a Tolosa e Montauban. Alte fonti di polizia citate da Le Monde smentiscono la notizia, dicendo che i militari non sono stati in alcun modo interrogati durante la notte. “Due di loro sono stati sentiti questa notte dagli inquirenti e non sono coinvolti”, aveva riferito prima un’altra fonte di polizia subito ripresa dai siti internet francesi. Il terzo, sempre secondo la fonte, era stato sentito la settimana scorsa dopo la sparatoria costata la vita a tre soldati del reggimento dei parà di Montauban.

CACCIA ALL’UOMO – E’ caccia all’uomo nel sud della Francia dopo la strage alla scuola ebraica di Tolosa. Il ministro dell’Interno francese Claude Gueant, ha ammesso che l’uomo che ha assassinato un professore e tre bambini e che probabilmente aveva già ucciso tre para’ francesi di origine nordafricana, non e’ stato ancora identificato. Gueant ha anche rivelato che, secondo una testimonianza, l’assassino aveva una piccola telecamera legata al collo, con la quale ha probabilmente filmato la strage. “Allo stato attuale non sappiamo chi sia, per ora continuiamo a lavorare”, ha spiegato il ministro lasciando intendere che la pista dell’ex militare neonazista per ora e’ solo un’ipotesi.

UN MINUTO DI SILENZIO – Intanto alle 11 le scuole di tuttala Francia si sono fermate in memoria delle quattro vittime di Tolosa. L’ultima volta era successo all’indomani dell’11 settembre. Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, insieme al ministro dell’Istruzione, Luc Chatel, ha osservato il minuto di commemorazione insieme ai ragazzi e al corpo insegnanti di un’istituto dell’Ile-de-France, il liceo Francois Couperin nel quarto arrondissement, a due passi dal Memoriale della Shoah. “E’ successo a Tolosa”, ha affermato il capo dell’Eliseo dopo il minuto di silenzio, “in una scuola religiosa, ma sarebbe potuto accadere anche qui. Quei bambini erano esattamente come voi, vittime per nulla, ed e’ molto importante pensare a loro, alle loro famiglie, e riflettere su come va il mondo, tutti insieme”. Anche il Consiglio di Parigi ha sospeso le attività per un’ora, fino alle 11.30, per permettere ai suoi membri di recarsi nelle scuole dei diversi quartieri. Il candidato socialista Francois Hollande e’ andato al liceo Jean Jaures a Pre-Saint-Gervais. In Israele, dove per volonta’ dei familiari saranno seppellite le quattro vittime, alla presenza del ministro degli Esteri francese, Alain Juppe’, il governo ha chiesto a Parigi di agire con celerita’ per assicurare il responsabile alla giustizia. “Ci fidiamo totalmente delle autorità francesi”, ha fatto sapere il ministero degli Esteri mentre sembra che il premier Benjamin Netanyahu stia pensando di chiedere a Sarkozy di “discutere le indagini”, senza interferire nella sovranità francese.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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