sabato, 20 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Tra riformisti e moderati per un buon centrosinistra
Pubblicato il 26-03-2012


Un centrosinistra fondato sull’alleanza tra i riformisti e i moderati di ispirazione cattolica e democratica è la strada maestra. Bersani lo ha ricordato oggi nel suo intervento alla direzione nazionale del PD,  noi lo sosteniamo da due anni, dal nostro congresso di Perugia, e da allora ci muoviamo convinti che sia l’unica via per non riconsegnare l’Italia alla destra.

Per farlo dobbiamo cambiare la legge elettorale, ma solo nella parte che serve a restituire agli elettori la possibilità di scegliere i loro rappresentanti. Altre ipotesi avrebbero come unico risultato la sostituzione di un porcellum con un altro porcellum. Per i riformisti deve essere prioritario l’impegno per migliorare in aula il testo della riforma sul lavoro messa a punto dal Governo, incalzando l’esecutivo a colmare le lacune sugli interventi a favore della maggioranza dei lavoratori precari ancora esclusi da ogni forma di tutela.

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Commenti all'articolo
  1. Mi chiedo come fa un partito riformista ma fondamentalmente LAICO a formare una coalizione con i moderati cattolici del centro. Il diavolo e l’acqua santa ? Non può funzionare , a meno che il diavolo non metta le ali e sia disposto a “bruciare” le proprie idee!!!!

  2. La nostra storia di riformisti è stata costellata di successi grazie all’orizzonte indicato da leader come Turati, Brodolini, Craxi e Vanoni. I quali misero da parte il laicismo sterile, per dare vita a governi di allenza con i cattolici democratici, raggiungendo grandi conquiste per il mondo del lavoro e le imprese italiane. Per questo dobbiamo essere dalla parte del Segretario Nencini.

    • Mi trovo d’accordo con quanto espresso dal segretario Nencini. D’altronde ci troviamo in un momento storico di grandi cambiamenti epocali e chiudersi troppo sicuramente non è premiante.

  3. Ritengo sbagliata l’alleanza con l’UDC sia per le posizioni contrapposte sui diritti civili e di laicità dello Stato e sia perchè in contrasto con le posizioni del PSE. La crisi per essere superata ha bisogno di cambiare gli indirizzi del Centro-Destra Europeo dei Barroso, Merkel e Sarkosy, che vanno sconfitti con l’impegno e il sostegno alle posizioni dei Partiti Socialisti Europei.
    Sul sistema elettorale non basta dire che è sufficiente mettere le preferenze, quando PDL, PD e Terzo Polo si mettono d’accordo per emarginare tutti gli altri con i collegi uninominali e premi di maggioranza. E’ necessario fare unità sul sistema tedesco, che trova il consenso di molti Partiti.
    Infine sull’art.18, che è un patrimonio orgoglioso dei Socialisti (il PCI non lo votò), è profondamente errata la posizione che va bene in caso di licenziamento “arbitrario” il solo indennizzo, perchè sarebbe la dimostrazione che una ingiustizia contro la persona, possa essere quantificata in Euro.

  4. La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni, il governo Berlusconi diceva tutto e faceva il contrario di tutto, i nostri governi per esistere devono genuflettersi prima agli USA e poi alla Ecclesia e senza queste 2 indispensabili benedizioni non si va da nessuna parte, gli addetti ai lavori lo sanno perfettamente, e quindi di necessità virtù, bene dunque la proposta di Nencini in quanto il PSI è sale riformista di una coalizione.

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