giovedì, 13 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Una metafora e cinque domande per Gianluca Buonanno
Pubblicato il 30-03-2012


 

Diceva Neruda nel “Postino” di Radford che, anche se non lo sappiamo, tutti facciamo metafore nella vita. Io per esempio dico sempre che il calcio offre un’ottima rappresentazione del nostro paese. Anche l’onorevole Gianluca Buonanno, che lo sappia o meno, di recente s’è cimentato: in uno dei suoi ultimi interventi alla Camera, infatti, l’eliminazione del Napoli in Champions è diventata metafora di una città che non sa stare in Europa.
L’onorevole a dire il vero aveva già mostrato, in maniera più o meno consapevole, la sua dimestichezza in materia: il Grana Padano come prova dell’esistenza della Padania; l’abuso di Viagra come espressione della superiorità del macho nordico rispetto; il suicidio in carcere di un mafioso o di un pedofilo come segno della (e opportunità per la) giustizia. Insomma Gianluca Buonanno non è soltanto uno dei deputati più presenti in aula (pur essendo uno dei meno attivi) ma – quasi in bilico tra Platone e Aristotele – ha fatto della politica una vera e propria poetica.
A noi Buonanno piace. Intanto perché pure lui fa le metafore. Poi perché è un genio assoluto (del tragico o del comico o di entrambi, fate voi). Ma soprattutto perché non ha peli sulla lingua. E, così, siamo curiosi di sapere (metafora su Napoli a parte) cosa pensa l’onorevole sul calcio in generale. Prima di scrivere questo post, infatti, abbiamo provato ad intervistarlo. Dopo aver atteso invano l’intervista per più di due settimane, abbiamo deciso di scriverlo ugualmente e, se per caso l’onorevole volesse rispondere, le domande sono queste.
1) Onorevole Buonanno, le piace il calcio? Se sì: per quale squadra padana tifa e qual è la squadra più forte della Padania?
2) Cosa ne pensa dei meridionali che tifano per le squadre padane? Vanno bene sempre e comunque oppure solo quando pagano il biglietto dello stadio e/o l’abbonamento alla pay-per view?
3) Come si immagina il campionato di calcio dopo l’indipendenza padana: uno e federale come quello tedesco oppure campionati distinti come in Inghilterra?
4) Secondo lei le squadre del sud dovrebbero giocare la Champions League in Europa oppure in Africa?
5) Considerando il numero elevato di meridionali che gioca nelle squadre padane come bisognerebbe tesserarli: oriundi, stranieri comunitari o extracomunitari? Oppure sarebbe meglio non tesserarli proprio perché rubano il posto in squadra ai giovani calciatori padani?
Ringraziando in anticipo per le risposte che non arriveranno, chiudiamo con una breve considerazione. L’onorevole Buonanno – di note origini pugliesi – potrebbe essere, secondo noi, la metafora perfetta di quel meridionale che – trasferitosi al nord – si integra a meraviglia: tifa per una squadra padana e diventa più razzista dei settentrionali.

Alessio Aragno

Sceneggiatore - Ala sinistra

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