mercoledì, 15 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Vietato agli under 14 il film 17 ragazze. Scarpati, la censura è un brutto ricordo del passato
Pubblicato il 12-03-2012


«La censura è ormai superata nei fatti. È solo una reminiscenza storica legata a categorie degli anni ’70, periodo in cui si tentava in ogni modo di nascondere la realtà». Questa è l’opinione dell’attore Giulio Scarpati, in merito alla decisione della Commissione del Mibac (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) sul film “17 ragazze”, vietato ai minori di 14 anni. Scritto e diretto da due donne, le sorelle Muriel e Delphine Coulin, e ispirato a eventi realmente accaduti, il film narra la storia di diciassette ragazze dello stesso liceo che decidono di rimanere incinte tutte insieme, compiendo un gesto al tempo stesso d’amore e di ribellione.

ISTIGAZIONE ALLA GRAVIDANZA – La commissione censura presieduta da Maria Francesca Fera e composta da Anna Maria Giannini, Dino Poggi, Lucia Castro Rossi, Maura Amadei, Piero Papale, Andrea Roselli, Sara Schivazappa si sarebbe trovata addirittura a discutere il grado del divieto, se 18 o 14 anni. La più agguerrita nel dibattito sarebbe stata proprio la psicologa pedagoga Anna Maria Giannini. La motivazione ufficiale del divieto, di cui si attende ancora la pubblicazione, sembra sia legata alla presenza di una scena in cui si fumano degli spinelli, ma la discussione nella commissione si sarebbe concentrata su un altro argomento: il timore dell’emulazione e l’istigazione alla gravidanza. Non essendo stato raggiunto un accordo sull’opportunità di indicare questa motivazione, la commissione avrebbe preferito la ‘scappatoia’ dello spinello.

IPOCRISIA IMPERANTE – «Non credo che l’emulazione sia così diretta – sostiene Scarpati – In questi anni si è lavorato molto per far identificare lo spettatore con il personaggio, eliminando così il necessario filtro fiction-realtà. L’interpretazione di un personaggio non significa identificazione in un modello. Per quanto riguarda il cinema, andare a vedere un film è un atto volontario, consapevole del valore romanzato delle immagini». Proprio l’8 marzo, nel giorno della festa internazionale della donna, la commissione censura ha deciso di vietare il film ai minori di 14 anni. «Una scelta che lascia perplessi – si legge sul comunicato dalla Teodora Film – tanto più che “17 Ragazze” affronta i temi della gravidanza, del corpo della donna e dell’adolescenza con uno sguardo attento, critico e mai volgare, offrendo lo spunto per una riflessione vera e non banale». «Non so se il problema sia legato alla forte presenza della cultura cattolica in Italia – dichiara Giulio Scarpati – però c’è sempre un velo d’ipocrisia nel trattare certi temi».

COLPITO CINEMA DI QUALITA’ – L’intento del film è quello di raccontare la condizione esistenziale delle giovani protagoniste, il loro disagio e la loro profonda solitudine, amplificati dall’assenza e dall’inadeguatezza dei genitori. «Tutti argomenti – sottolineano da Teodora Film – che riguardano da vicino gli adolescenti e che in Italia proprio a loro saranno vietati, a differenza degli altri paesi dove il film è stato distribuito». «Ancora una volta – aggiungono Teodora Film e spazio Cinema – è colpito il cinema di qualità, che vede bloccato anche il proprio investimento promozionale nei trailer del film che non possono essere più trasmessi in televisione durante la fascia protetta; ancora una volta sono colpite le donne, le registe e le protagoniste, che anche quando riescono a raccontare storie difficili e delicate con tatto e sensibilità si vedono censurate. Ancora una volta sono colpiti i ragazzi, gli adolescenti, ai quali non viene data nessuna fiducia».

Martina Perrone

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