martedì, 16 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Al rogo, al rogo!
Pubblicato il 12-04-2012


Lombrosianamente, è colpevole! Nera, meridionale e badante. E poi ci sono anche le intercettazioni. Per l’amor di Dio, tutto da verificare, tanto più che lei, Rosy Mauro, smentisce, ma intanto si dimetta in questa stagione di interpretazioni a bontà intermittente di fatti che si incrociano con l’etica pubblica, di giudizi parziali e convertibili sui provvedimenti figliati dalla giustizia.

In casi come questo, avviso di garanzia assente, ci si può dimettere per difendersi meglio (scelta personale) da accuse non ancora perfettamente formulate, per rispetto di una istituzione, perché pensi di non godere più della fiducia di chi ti ha eletto. Resta il fatto che vige un sistema di garanzie, indebolito ma non ancora scardinato. Quanti, nella canea che si è sollevata, hanno ricordato i pilastri del sistema? Balza agli occhi il monito nenniano della ‘giustizia (politica) debole con i forti e forte con i deboli’. Poche domande: dentro e fuori il Parlamento, per casi simili o più gravi, i detentori di alte cariche sono stati trattati, anche di recente, allo stesso modo della ‘Nera’? No. Il segretario della Lega, con il conto ‘Family’ in cassaforte, si dimette per poi diventare presidente del medesimo partito. C’è coerenza? No. Non ci sarà bisogno di eroi ma nemmeno di capri espiatori. Il male assoluto gettato come una croce sulle spalle di uno solo. E gli altri, che – si dice – sapevano e godevano, purificati da quel gesto liberatorio di ogni male. Il tramonto della civiltà.

I socialisti alla Lega non hanno mai fatto sconti. Mai un accordo, un’intesa, un cedimento. Noi il tricolore l’abbiamo addirittura messo nel nostro simbolo. Da due mesi è iniziata in tutto il nord una nostra campagna contro le malefatte leghiste. Primi e soli. Ma non ci piace l’accanimento manicheo dei neocatecumeni, non ci piace la violenza dei puri con un passato prodigioso e lungo alle spalle.

Riccardo Nencini

 

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Commenti all'articolo
  1. Condivido l’opinione di Nencini. Non conosco Rosy Mauro, ma mi sembra troppo facile, con tutti gli indagati e le prove che si stanno raccogliendo a carico di veri e propri delinquenti, prendersela con Rosy Mauro. Non sarebbe il caso di aspettare a verificare se vi siano addebiti penali, o di dannosa incapacità politica a suo carico? Il giudizio su di lei non lo do per due motivi. Il primo è che non la conosco bene, il secondo è che con tanti buzzurri, incapaci, mangiapaneatradimento che ci sono in Parlamento vogliamo prendercela con Rosy Mauro? Se lei ha dello colpe dimostriamole e in tal caso mettiamola in fondo alla lista delle epurazioni. Coma mai le donne sono sempre in fondo alle liste dei benefici ed ora poniamo per prima una donna nella lista delle condanne? Non mi piace questo modo di rovesciare le responsabilità. Sempre disponibile a cambiare opinione, con prove alla mano. Garantista anche io, specie per le donne.
    Ciao. Wanda Montanelli

    ps. ho allegato il link al mio sito dove cito una importante novità nella sentenza Micciché, che riguarda un altro aspetto della questione di cui stiamo scrivendo. Ergo: ci sono persone contro cui è facile puntare il dito (la nera) ed altre che incutono timore, di cui si evita di parlare. Ma come diceva Manzoni a proposito di Don Abbondio “‘Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare’…”

  2. Io sono garantista, ma cerchiamo anche di essere realisti perchè altrimenti il rischio è quello che passi in questo paese il messaggio di IMPUNITA’ verso un ceto politico che ha fallito politicamente e che ha gettato un forte discredito verso l’opinione pubblica in merito alla loro onestà.

  3. Personalmente ho sotto gli occhi e in mente la seduta del Senato dove il Presidente era “la Rosy” e ritengo che meno male che l’hanno “sfrattata” e i primi a cacciarla dovrebbero essere gli elettori, ma forse chi gli ha dato il voto è peggio di lei. E’ ora di ritornare al proporzionale puro come la Repubblica è nata e basta con tutte queste pagliacciate. LP

  4. Rosy Mauro è la vice presidente del Senato nota, prima ancora che per le ultime vicende della lega, per la famosa seduta che ha presieduto al Senato nella quale non ha brillato per adeguatezza al ruolo.
    Chi ha potuto sospingere la Rosy (estimatori ed elettori) ad una delle più alte cariche dello Stato è molto peggio.

  5. Parliamo pure del potere che aveva Rosy, e di come spendeva i soldi la Lega, senza chiedersi come si finanziava
    un partito che haveva uno efficace slogan “Roma Ladrona”.
    Ne conosciamo a iosa di din Abbindio, servili e sottomessi ai poteri forti, e accaniti contri i deboli.
    Ed intanto che si discute di aria fritta l’Italia va a fondo.
    Vincenzo

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