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Opinioni e commenti
 

Ama Napoli e poi muori socialista, intellettuale e direttore dell’Avanti!
Pubblicato il 02-04-2012


Amiamo pensare che ci abbia lasciato con la sua Napoli nel cuore, che abbia dedicato gli ultimi momenti di lucidità al ricordo di quegli amici di gioventù tutto cinema e teatro come Francesco Rosi, Giuseppe Patroni Griffi, Raffaele La Capria, Luigi Compagnone e Giorgio Napolitano. Che si sia voltato indietro al tempo della militanza prima nel Pci e poi nel Psi, a quando ricoprì le cariche di capo ufficio stampa della Presidenza della Repubblica con Sandro Pertini e della Presidenza del Consiglio dei ministri durante i governi Craxi. Che si sia commosso nel ricordare gli anni trascorsi alla direzione del nostro giornale, l’Avanti!.

RINASCIMENTO PARTENOPEO – Antonio Ghirelli, giornalista, scrittore e moderno e intellettuale poliedrico è morto ieri mattina a Roma. Avrebbe compiuto 90 anni il prossimo 10  maggio e quei 200 km che lo separavano dalla sua città non sono mai stati una distanza così incolmabile. Per chi come lui non l’ha mai abbandonata neanche quando la sua nuova casa erano diventati gli uffici della politica romana, fianco a fianco del presidente Pertini e poi uomo chiave di Craxi, oppure le redazioni dei quotidiani e tg da lui diretti. Vedi Napoli e poi muori, ma con la pace nel cuore. Con quella consapevolezza di aver fatto tanto per l’agognato “Rinascimento partenopeo”. Culturale prima che politico. La fascinazione per il cinema, il teatro e il calcio saranno punti fermi della sua fame di conoscenza. Perché le distanze e gli anni non hanno mai reciso quel cordone che lo teneva stretto ai compagni della Federico II, della Napoli polverosa e viva, né ha mai sopito quel fermento culturale chiamato voglia di cambiamento.

LA  MILITANZA NEL PSI – Classe1922, a vent’anni militava nelle fila del Pci, dopo altri venti fu partigiano durante la guerra di Liberazione. Da giovanissimo la folgorazione per il mestiere di cronista collaborando a Milano con L’Unità e Milano Sera. Un primo amore che lo porterà molto lontano. Nella sua lunga carriera Ghirelli ha avuto il coraggio di prendere posizioni scomode e giuste, di cambiare senza però perdere mai di vista la coerenza delle proprie scelte, di mettere in discussione se stesso al pari di tutti gli altri. Come quando a trentaquattro anni ebbe il suo primo giro di boa: dopo la rivoluzione ungherese del 1956 decise di lasciare il Pci per aderire al Partito Socialista. L’impegno politico correva di pari passo con quello per il giornalismo pungente e poliedrico. Mise a frutto la sua competenza sportiva prima a Paese Sera e poi alla Gazzetta dello Sport, fino alla direzione prima di Tuttosport e, per una lunga stagione, dal 1966 al 1977, del Corriere dello Sport. Mente infaticabile continuò a coltivare la passione per la Cultura, scrivendo sulla terza pagina del Corriere della Sera e del Mondo. Fu direttore de Il Globo.

UN DIRETTORE DI RAZZA – Socialista nel cuore e nelle parole, le stesse che erano diventate la sua professione e la sua seconda pelle. Nel 1978, subito dopo l’elezione di Sandro Pertini alla Presidenza della Repubblica, è lui a guidare l’ufficio stampa del Quirinale. Poi, negli anni ’80, durante i governi Craxi, è al vertice dell’ufficio stampa della Presidenza del Consiglio dei ministri. La sua carriera non conosce battute d’arresto e dal 1986 al 1987 lo vogliono alla guida del Tg2, dal 1988 al 1989 a quella dell’Avanti!

I SUOI SCRITTI – Giornalista di razza, comunicatore politico di altissimo profilo ma soprattutto intellettuale mai stanco, Ghirelli ci ha lasciato saggi che spaziano dalla politica alla storia, dal calcio al lavoro operaio. Su tutti la sua Napoli scandagliata da cima a fondo, tra miracoli e contraddizioni, tra storia millenaria e quella che si fa ogni giorno in fabbrica. La Napoli del calcio e l’Italia nel pallone, la città dello sfacelo e quella, tutta nuova, intravista all’orizzonte della sua finestra. Quell’intrico di vicoli e persone descritto tante e tante volte dalla penna di “Donna Matilde” Serao. “Una certa idea di Napoli”, la sua. E poi la fine analisi politica e i saggi che ha amato dedicare al presidente Pertini e al premier Craxi. Dei due giganti della politica, Ghirelli ne è stato la giusta controparte, l’altra faccia della medaglia ma non per questo meno lucente. E infine Moro e il compromesso storico. Non ha mai fatto sconti ha nessuno, soprattutto a se stesso, Ghirelli. Lo ricordiamo così il nostro direttore, socialista, esploratore del mondo e delle sue pieghe più nascoste.

IL CORDOGLIO DI COLLEGHI E AMICI – Lo hanno ricordato con altrettanto affetto e cordoglio il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che, nel messaggio inviato alla famiglia ha scritto: «Con la scomparsa di Antonio Ghirelli perdo uno degli amici più cari dei lontani anni della mia prima formazione. Fummo egualmente legati a Napoli ed egualmente animati da valori di libertà e di progresso mentre il fascismo si avviava alla fine. E non ci siamo mai persi di vista per il resto della vita, fino a tempi recentissimi. E’ stato un giornalista di razza guidato dalla sua passione di democratico e di socialista». «Oggi ci ha lasciati un grande socialista, un amico, uno straordinario giornalista». Così Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, commentando la notizia della morte di Antonio Ghirelli. «Ad Antonio – dice il leader del Psi – mi legava un profondo sentimento di amicizia e di stima, la sua scomparsa mi addolora. Solo pochi giorni fa, in una cordiale telefonata, aveva accettato con entusiasmo di partecipare alle celebrazioni per il 120° anniversario del Psi. E’ stato un protagonista e un testimone diretto di una delle stagioni più significative del socialismo riformista italiano. Ci mancherà». E il coordinatore della segreteria nazionale socialista Marco Di Lello ha commentato commosso: «Piango Antonio Ghirelli da socialista, da napoletano e da suo lettore. Non ha mai mancato di farci pervenire il suo sostegno ed il suo incoraggiamento in questi anni difficili per il Partito Socialista: ne porterò nel cuore e nella mente consigli, stimoli, riflessioni. Ci ha lasciati una penna arguta, una persona perbene, un vero socialista».

Il leader dell’Udc Casini ha detto: «Piango con grande commozione e nostalgia la scomparsa di un grande galantuomo, Antonio Ghirelli, simbolo del miglior giornalismo italiano, indimenticabile portavoce di Sandro Pertini. Pensare a Ghirelli significa pensare al miglior socialismo italiano, ma soprattutto alla nobiltà e alla coerenza dell’animo umano». E ancora Bobo Craxi: «Con Ghirelli scompare una figura di primissimo piano del giornalismo italiano. Una nobile figura di socialista e servitore dello Stato con Sandro Pertini e con Bettino Craxi poi. Sono sinceramente addolorato, perchè Antonio non mancò mai di esprimere il suo attaccamento alla nostra famiglia socialista e agli uomini con cui ebbe un rapporto personale prima ancora che politico». E infine Walter Veltroni ha ricordato come abbia «attraversato da protagonista appassionato il lungo arco del Novecento. Da partigiano, da giornalista (perché questo è stato con passione per tutta la sua vita), da uomo politico». «Mi piace anche ricordare la sua passione per lo sport che non ha mai considerato come un interesse minore”, sottolinea l’ex segretario del Pd. «Ci mancheranno le sue battute folgoranti, la sua professionalità appassionata, l’amore mai sopito per Napoli e per il Mezzogiorno».

Lucio Filipponio

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Grazie Antonio!! L’esempio di un uomo libero, di un socialista vero, di un giornalista mai prono. In questi momenti la tristezza è ancor di più lancinante nel sentire i comunicati dei vari Tg, i quali ancora una volta oscurano la parola: socialista. sI RIPETE a poche settimane il macrabo silenzio sui resti di Placido Rizzotto. Viviamo questi giorni ancor di più offesi nei nostri sentimenti, con l’impotenza di fronte ai caimani dell’informazione che ha come obiettivo l’eliminazione, anche la stessa, semplice parola socialista. Sono orgoglioso di averti avuto come compagno di ideale politico, esempio di vita per tutti.

  2. La notizia della scomparsa di Antonio Ghirelli, mi addolora enormemente. Il grande pubblico italiano lo iniziò a conoscere cone portavoce del Presidente della Repubblica Sandro Pertini.Un uomo onesto un giornalista coraggioso e severo. Un uomo che sapeva dare consigli e vibranti sferzate con la sua penna, ma sempre cordiale e sorridente. Questo uomo mancherà all’Italia e al P.S.I. Ciao Antonio

  3. Addio, carissimo Antonio Ghirelli. Resterai nei nostri cuori per la tua grande onestà, la tua bravura di scrittore e giornalista, la tua fede incrollabile nel socialismo di cui hai dato ancora una volta testimponianza qualche mese fa su “Avanti! della domenica”. Addio. Giuseppe Miccichè

  4. Vorrei ricordare con Antonio l’amico della Cgil a cui si è sempre sentito vicino, collaborando con la Camera del Lavoro di Napoli ai festeggiamenti per il Centenario a cui partecipò con il suo bellissimo “Napoli Operaia” e la sua collaborazione a Novus Campus la rivista dell’Ires Campania e, infine una dedica, a Napoli quando gli ho cheisto una dedica sul suo ultimo libro mi ha detto: ti scrivo una dedeica che capiamo solo io e te: W la Cgil. Grazie Antonio

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