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Opinioni e commenti
 

Art. 18, il Governo tenta il blitz. Giù le mani dalla libertà dei giudici
Pubblicato il 25-04-2012


Secondo quanto riferito dal relatore del disegno di legge riguardante la riforma del mercato del lavoro, il senatore Maurizio Castro del PDL, alcuni emendamenti riguardanti l’articolo 18 saranno presto introdotti dal Governo. Secondo alcune fonti i ritocchi, tesi a ridurre il potere discrezionale del giudice nel caso di licenziamenti illegittimi, dovrebbero riguardare unicamente i licenziamenti disciplinari. Secondo altre fonti, gli emendamenti governativi riguarderebbero sia i licenziamenti disciplinari che quelli economici. Come noto, sia il PD che il PDL non hanno presentato emendamenti all’articolo 18, così come formulato in prima battuta dal Governo, nel rispetto dell’accordo raggiunto da Bersani, Alfano e Casini con lo stesso Monti durante l’ormai famoso vertice notturno.

ESODATI OCCHIO A QUELLI DI CONFINDUSTRIA – Occorre tuttavia vigilare che le pressioni della Confindustria non abbiano nel frattempo fatto cambiare posizione al Governo, che ora vorrebbe limitare eccessivamente la discrezionalità  dei giudici, snaturandone così il ruolo. Sarebbe un grave errore, l’ennesimo della ministro Fornero che, sulla questione esodati, ancora non ha dato risposte convincenti. Soprattutto, rischieremmo di ritrovarci con una valanga di licenziamenti facili, che non farebbero altro che far crescere la tensione sociale, nelle prossime settimane già destinata a salire a causa delle nuove tasse  come l’IMU che inizieranno a mettere pesantemente le mani in tasca agli italiani. Il capogruppo del PD alla commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano ha correttamente dichiarato «Abbiamo sentito alcune voci che dicono che l’esecutivo si appresterebbe ad emendare anche il tema dei licenziamenti. Si tratta di una scelta delicata che, se effettuata, non può assolutamente mettere in discussione l’equilibrio raggiunto e soprattutto indebolire la posizione dei lavoratori, che debbono rimanere certi di avere sempre a disposizione una protezione dai licenziamenti facili».

L’ART. 18 NON SI TOCCA –  Occorre quindi che le forze sindacali, le forze politiche di centro sinistra e gli organi di stampa vigilino sul tema, evitando che l’esecutivo faccia passare per ritocchi estetici, quelle che potrebbero essere modifiche sostanziali all’equilibrio faticosamente raggiunto sulla tutela dei lavoratori. Il Governo, invece che accanirsi contro i lavoratori del settore privato, pensi a ridurre gli sprechi della pubblica amministrazione ed a combattere la criminalità, l’evasione fiscale e la corruzione dilagante. Se poi davvero intende favorire gli investimenti diretti esteri, faccia qualcosa di concreto per orientare la politica energetica ed industriale del nostro Paese. Rigore, equita’ e crescita erano le parole d’ordine del governo Monti. Finora si e’ visto solo il rigore. Meditino i partiti di centro sinistra.

Alfonso Siano

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