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Opinioni e commenti
 

Bersani dice ‘no’ alle elezioni anticipate, ma Enrico Letta sembra smentirlo
Pubblicato il 30-04-2012


E’ una questione di responsabilità, personale prima che politica. Il segretario democratico Pierluigi Bersani non ci sta a quanti nelle ultime ore hanno fatto circolare voci, più o meno fondate, che vorrebbero un Pd pronto a “vincere facile” andando ad elezioni anticipate il prossimo ottobre. “Io non intendo vincere sulla macerie del mio Paese e così come tre anni fa dicevo che il governo Berlusconi ci stava raccontando un sacco di balle sulla crisi che non c’era, ora dico – sostiene a gran voce il leader del Pd – che in questo mesi non possiamo permetterci di destabilizzare. Piuttosto in questi mesi costruiamo l’alternativa per la primavera prossima”, per le politiche del 2013.

BERSANI ARCHITETTO E LE FONDAMENTA STABILI – Insomma è il senso di responsabilità ma anche un calcolo “strutturale” che fa parlare un Bersani “architetto” del governo che verrà. Perché possa essere solido, duraturo e inattaccabile dalle eurospeculazioni sempre dietro l’angolo ma anche dai falchi duri a morire, il prossimo governo dovrà poggiare su fondamenta salde, cementate da tempi maturi, da mercati stabili e da conti più o meno in regola. Un segretario dunque al quale non piace vincere a mani basse, sulle ceneri del Paese, con un governo che continua a chiedere lacrime e sangue ai cittadini e dall’altra parte non riesce a trovare la quadra sulla cosiddetta “revisione della spesa” pubblica. E con buona parte degli avversari politici sfiancati da scandali interni e tesorieri d’oro o di platino.

D’ALEMA E LA NUVOLA DEL COMPLOTTO – Ma dopo Bersani a smentire le malelingue è stato ieri anche lo stesso Massimo D’Alema, un po’ per autorevolezza e un po’ per quella “fama di complottista” che suo malgrado lo segue da anni come una nuvola. “Noi non abbiamo bisogno di far cadere il governo e votare ad ottobre. Nessuno può prendersi ragionevolmente la responsabilità di far cadere il governo. E’ un complotto che non esiste, anche se qualche velina è stata messa in giro”.

LETTA E IL SEGRETARIO – Ma allora è solo un fuoco di paglia? Una macchinazione politica orchestrata ad arte? Un crescendo di voci senza alcuna fondatezza? Sembrerebbe di no ad ascoltare il vicesegretario del Pd. Enrico Letta infatti ha chiarito, con una certa onestà intellettuale gliene va dato atto che altri colleghi non hanno dimostrato, che una tentazione per il voto anticipato c’è stata: “Che ci sia stata una tentazione diffusa nel sistema è indubitabile altrimenti non ci sarebbe stato l’intervento netto del Capo dello Stato”. Insomma nel Pd il segretario dà lezioni di responsabilità soltanto a parole senza trovare il coraggio che sembra dimostrare il suo vice. Che nella foto di Vasto con Idv e Sel forse proprio non ci vuole tornare. Quella stessa foto sbiadita che D’Alema, secondo indiscrezioni crescenti, sembra voler riportare in vita. Chissà che proprio l’anima cattolica del Pd di stare in coalizione con Vendola e Di Pietro non siano d’accordo. E allora forse sì che il problema per la sinistra non sarà quando andare a votare, ma con quale schieramenti.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Che si vada a Elezioni a Ottobre o nel 2013 il rpoblema è di prospettiva ! Quale Prospettiva offre il PD oggi come nel 2013 ? con chi intende allearsi ? quali sono le reali politiche che intende proporre ? e con chi intende allearsi ? Ormai non è più tempo di presentarsi con una “banda brancaleone” e sulle disfatte passate riuscire a vincere ! Ora è il tempo di essere decisivi nelle proposte e dire apertamente quali sono le politiche che si intendono attuare ! Holland mostra la strada, ma non al PD, che nella sua doppia anima (forse anche più che doppia) non riesce ad essere nè conservatore, ne progressista, ne di matrice cattolica o pseudo democristiana, ne socialista o socialdemocratica. La foto di Vasto ? Il tutto e il niente insieme ! Il nuovo ed il già visto in un’unica foto !

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