giovedì, 13 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Mediaset molla Endemol e annuncia licenziamenti
Pubblicato il 04-04-2012


 

Scrollarsi di dosso una piccola zavorra non significa essere in grado di ricominciare a correre. Ma per lo meno si avanza un po’ più leggeri. Mediaset ha mollato il 6% del debito senior di Endemol, è uscita dal malmesso gruppo olandese delle produzioni  tv e la dismissione ha fruttato 65milioni di sospirata liquidità. Risorse molto gradite malgrado la perdita secca di circa 8milioni su quella stessa operazione, per la quale il Biscione aveva pagato a suo tempo più o meno 73milioni. Eh sì, il colosso editoriale del Cavaliere ha bisogno di far cassa perché la crisi si sente, la racconta pubblicitaria crolla e gli ascolti sono da mani nei capelli. Nel 2011 l’utile si è fermato a 225milioni di euro (-36% sull’anno prima) e il fatturato è calato dell’1% a 4,250miliardi. Anche Berlusconi in prima persona ci ha rimesso soldi, visto che il dividendo è stato tagliato da 36 a10 centesimi per azione.
DUBBI SUI COSTI DEI CONTENUTI – Mediobanca ha benedetto la scelta di lasciare Endemol al proprio destino, benché in una nota abbia precisato che «è troppo presto per dire se questa mossa aiuterà» Mediaset «a ottenere prezzi migliori per i contenuti di Endemol (ora libera di negoziare come gli altri broadcaster) o piuttosto comporterà un aumento dei costi (per le minori interazioni con Endemol stessa)». In ogni caso non aveva senso tenere una quota che non garantiva una posizione strategica in seno al gruppo olandese in forte perdita. E Mediobanca prova adesso a predicare ottimismo togliendo il titolo del Biscione dal paniere dei «selected underperformer» (quelli per cui è atteso ancora un deciso ribasso, ndr).

RACCOLTA SPOT IN ROSSO – Dopotutto è un bel dire che le peripezie politiche di Berlusconi non c’entrano nulla con la crisi di Cologno. Eppure l’andamento della raccolta pubblicitaria 2011 è in qualche modo sovrapponibile alle vicissitudini istituzionali del Paese. Fino al 30 settembre, infatti, Mediaset si era difesa incamerando il 2% in meno di risorse dagli inserzionisti contro il -4,6 dei principali concorrenti. Il Cavaliere allora era ancora a Palazzo Chigi e tutto sembrava abbastanza sotto controllo. Poi, nell’ultimo trimestre, il piano si è fatto più inclinato, con un crollo della raccolta pari all’8,1%, peggiore di Rai e Sky. Mentre le tre reti ammiraglie perdevano addirittura l’11% di pubblicità. In più, c’è il tribolato fronte della pay-tv. Mediaset puntava al pareggio operativo nel 2011, invece è andata in perdita di quasi 70milioni e ora i sogni di gloria sono rinviati al 2014.

SI E’ CHIUSA UN’EPOCA – A questo punto, sembra inevitabile un taglio dei costi che potrebbe essere pari a 250milioni o forse più. Salteranno posti di lavoro? Fedele Confalonieri lo ha minacciato in modo esplicito e intanto è corso personalmente dal premier Mario Monti a questuare uno sblocco del beauty contest sulle nuove frequenze, procedura di assegnazione gratuita sospesa dal ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. Nel frattempo l’ex premier volava in Russia a festeggiare la rielezione al Cremlino di Putin e in molti giurano che abbia chiesto in privato allo zar un sostegno finanziario per il Biscione. Ormai Berlusconi non comanda più dalle stanze di Palazzo Chigi, il fido Fede è stato mandato a casa e il Grande Fratello è stato abbandonato dal pubblico. Un’epoca si è chiusa e Mediaset si è risvegliata con format vecchi e palinsesti che non reggono. Il settore sta cambiando velocemente e anche a Cologno servirebbe una rivoluzione manageriale. Non basta scrollarsi di dosso una zavorra per ricominciare a correre.

Ulisse Spinnato Vega


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