domenica, 21 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Calcio malato o gente che non sta bene?
Pubblicato il 23-04-2012


Ieri sera un collega di Genova mi ha chiesto se oggi avrei parlato dei fatti di Marassi. L’avrei fatto ugualmente, ma la sua telefonata mi ha fatto riflettere su un altro aspetto del problema. Come al solito, brevemente, i fatti: il Genoa va sotto di quattro gol nel primo tempo, gli ultras non ci stanno e scatenano l’inferno; i soliti imbecilli questa volta sono 60 ma interrompono la partita costringendo i calciatori a sfiarsi quelle maglie che a loro parere hanno disonorato; poi Sculli si arrampica sulla balaustra, riesce non si sa come a tranquillizzarli e la partita può terminare; il match finisce 4 a 1 e il Genoa si avvicina pericolosamente alla retrocessione.
Il collega di Genova è sampdoriano e nella sua richiesta c’era una punta di sadismo – quel tipo di magra e mediocre soddisfazione che solo le rivalità stracittadine riescono a suscitare. Il tifoso che ha visto la Samp retrocedere tra le lacrime e le scuse di Palombo (il capitano, oggi all’Inter, che ha abbandonato la nave alla prima occasione utile) prevale sul cittadino imbarazzato. Con tutto l’affetto per il mio collega, mi chiedo: perché? Muore un calciatore e c’è chi esulta perché il rinvio della partita gli conviene; proseguono le indagini sul calcio-scommesse e c’è chi si frega le mani perché spera di migliorare la classifica; una delle nostre squadre esce dall’europa e c’è chi esulta per ragioni politico-razziali; un gruppo di imbecilli umilia la propria squadra e i rivali cittadini se la ridono.

Eppure, mi viene da rispondere al collega, non c’è niente, proprio niente, da ridere. Gioire per le disgrazie altrui è una deroga – triste, fastidiosa ma concessa dalla prassi del tifo da derby – alla sportività. Fregarsi le mani perché 60 imbecilli hanno letteralmente umiliato dei professionisti, ridicolizzando in venti minuti tutta una città, è una deroga inammisibile al senso civico. L’Italia, purtroppo, è diventato un paese in deroga permanente. Un paese dove i due pesi e le due misure non prevalgono soltanto a livello istituzionale ma informano soprattutto il giudizio quotidiano degli individui. Parlano di calcio malato, ma non è così. È la gente che non sta bene.

Alessio Aragno

Sceneggiatore - Ala sinistra

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