giovedì, 18 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Calderoli, appartamento spesato dalla Lega: alla Camera scene da osteria
Pubblicato il 19-04-2012


La Lega Nord avrebbe pagato l’affitto di un appartamento al Gianicolo per l’ex ministro Roberto Calderoli. È quanto emerge dagli atti sequestrati ed esaminati dai Carabinieri del Noe di Roma, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalle procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria sui rimborsi elettorali della Lega. Secondo i Carabinieri del nucleo operativo, sarebbe stato pagato un affitto di 2.200 euro mensili per un appartamento in via Ugo Bassi. Gli ufficiali dell’Arma hanno interrogato il proprietario dell’appartamento, che avrebbe confermato quanto già sospettato dagli inquirenti.

BELSITO CHI? – Contemporaneamente, durante l’incontro tra un avvocato della Lega Nord e il pm di Milano, Roberto Pellicano, la Lega sarebbe stata all’oscuro degli investimenti in diamanti effettuati dall’ex tesoriere Francesco Belsito. Il legale ha infatti riferito che il partito è venuto a conoscenza dei diamanti solo quando i preziosi sono stati restituiti, su iniziativa dello stesso Belsito. L’avvocato ha poi consegnato i codici identificativi di lingotti e diamanti, che permetterebbero agli inquirenti di verificare la corrispondenza tra i diamanti comprati con i soldi dei rimborsi elettorali e quelli che invece l’ex tesoriere avrebbe “spontaneamente” restituito.

FUOCO AMICO – «Quando scopro che il mio ex capogruppo ha speso in un anno 90mila euro con la carta di credito del gruppo, qualcuno mi deve giustificare come cavolo sono stati spesi». L’accusa, pesantissima, è del deputato leghista Gianluca Pini che in mattinata, durante la trasmissione Omnibus, si è scagliato con forza contro Marco Reguzzoni, ex capogruppo della Lega alla Camera. «La certificazione del bilancio – ha aggiunto Pini – non va ad analizzare ogni singola pezza giustificativa. Il problema vero è dare una risposta seria a quello che si è evidenziato come un malcostume diffusissimo. Che non è solo sul finanziamento pubblico legato ai rimborsi elettorali – conclude il deputato leghista – è, e lo sottolineo, anche sull’utilizzo che ne fanno i gruppi parlamentari». Pini avrebbe poi aggiunto il carico da dodici conversando in Transatlantico con alcuni colleghi del gruppo, dando libero sfogo al suo malumore verso Reguzzoni. «Il nuovo capogruppo – ha detto Pini neanche troppo sottovoce – ha un atteggiamento completamente diverso da quello vecchio anche su questo mi lascia perplesso. I soldi del partito sono palesemente istituzionali e – affonda Pini – chiunque li usa deve presentare una pezza giustificativa».

SCENE DA OSTERIA – «È una testa di ca…!»: la cornice è sempre quella del Transatlantico e il dolce apostrofo è rivolto questa volta dalla leghista Manuela Dal Lago al collega Gianluca Pini, “colpevole” di aver sferrato un attacco a Reguzzoni, giudicato inopportuno. L’attuale capogruppo Giampaolo Dozzo è vicino a Dal Lago, s’incuriosisce, legge la notizia e parte sparato verso Pini, accarezzandolo con un sobrio «che c… hai fatto?». Dozzo prende Pini e lo porta di peso nel cortile di Montecitorio, dove i due riescono in qualche modo a chiarisi. Rientrato in Transatlantico, Dozzo dichiara di non essere «assolutamente nervoso con Pini». È il suo carattere, dice, è «un po’ esuberante».

STORACE, DERIVA DA FAR WEST – «Il deputato della Lega Pini denuncia che l’ex capogruppo Reguzzoni ha speso 90mila euro con la carta di credito del gruppo della Camera. Maroni denuncia di essere stato spiato. Fra poco i leghisti si spareranno per le strade». È il commento ironico di Francesco Storace, La Destra, su quanto avvenuto oggi in casa Lega.

Raffaele d’Ettorre

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Commenti all'articolo
  1. Che figura i leghisti, adesso se uno (PINI) finalmente si incazza con un collega(REGUZZONI) che prende i soldi pubblici e li spende per i cavoli suoi ,viene redarguito dalla triumvira Manuela dal lago per interposta persona.
    Come è caduta in basso la lega, finalmente si vede il vero volto.
    D’altronde la Lega si è formata con il peggio dei fuoriusciti dei partiti della prima repubblica, che prima erano soffocati dai vari CAF di turno, ed ora si comportano come o peggio di loro

  2. Questi quattro o cinque pseudodirigenti del cosidetto “cerchio magico bossiano”, sono gli eredi di quegli stessi che 20 anni fa sbandierarorono il cappio con tanto di nodo scorsoio rivolto ai loro colleghi parlamentari socialisti.
    Ci dispiace per la loro base lettorale, la stragrande maggioranza della quale è gente onesta e gran lavoratrice del Nord Italia,che stanno soffrendo in prima persona la crisi economica, presa così ferocemente in giro nel profondo dei propri ideali.
    Ecco altri milioni di elettori che, duramente disillusi, non sapranno più se e chi votare nelle prossime elezioni.

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