venerdì, 17 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Lega in tempesta: piove su tutti ma il Senatur resta alla finestra aspettando che smetta
Pubblicato il 20-04-2012


Guerra tra bande all’interno della Lega, in un clima di pesante e reciproca insofferenza tra la “gang” del  Cerchio magico e altre piccole correnti che si stanno facendo avanti a spintoni, tra insulti e pesanti accuse. Ieri è circolata la voce di un presunto dossier su Maroni confezionato all’interno del Carroccio, mentre ieri in mattinata è emerso dagli atti esaminati dai Carabinieri del Noe che l’ex ministro Calderoli si sarebbe fatto pagare dal partito una appartamento al Gianicolo. A pennellare ulteriormente un quadretto già sbiadito, un altro bossiano convinto, Marco Reguzzoni, ha puntato il dito contro un altro deputato leghista, Gianluca Pini, accusandolo di aver speso 90mila euro in un solo anno con la carta di credito del gruppo. Intanto il Transatlantico si tinge di verde, ma è un colore che non convince: a Montecitorio si sono registrate forti turbolenze e scene da doposbornia, con deputati leghisti presi di peso e messi all’angolo al grido di “Che ca… stai facendo?” mentre intorno c’era chi interveniva preoccupato e altri che, più sobriamente, hanno scelto di restare a guardare, per commentare poi a margine. È una guerra al massacro che sta mettendo tutti contro tutti in casa Lega, e il conflitto rischia di concludersi con un bilancio finale pesantissimo per il partito.

PESANTI ASSENZE IN VIA BELLERIO –  Non si sono ancora chiariti Roberto Maroni e Umberto Bossi riguardo al presunto dossieraggio confezionato all’interno alla Lega contro l’ex ministro dell’Interno e di cui, stando alle dichiarazioni dell’ex tesoriere Belsito, Bossi sarebbe stato a conoscenza. Bossi è rimasto in attesa nel suo ufficio, ma all’appuntamento si presenteranno solo Calderoli e Castelli: Maroni, che nel tardo pomeriggio è rientrato da Roma, non si farà vedere.

LA PIETRA DELLO SCANDALO – In mattinata è montato il primo accenno di pioggia quando, dagli atti sequestrati ed esaminati dai Carabinieri del Noe di Roma nell’ambito dell’inchiesta sulla Lega, è emerso che il partito avrebbe pagato l’affitto di un appartamento al Gianicolo per l’ex ministro Roberto Calderoli. È quanto emerge, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalle procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria sui rimborsi elettorali della Lega. Secondo i Carabinieri del nucleo operativo, sarebbe stato pagato un affitto di 2.200 euro mensili per un appartamento in via Ugo Bassi. Gli ufficiali dell’Arma hanno interrogato il proprietario dell’appartamento, che avrebbe confermato quanto già sospettato dagli inquirenti.

LA DIFESA DI CALDEROLI – L’ex ministro Roberto Calderoli ha poi replicato nel pomeriggio alle accuse che gli erano state rivolte.  «Da 10 anni svolgo l’incarico di Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord – dice Calderoli – incarico che mi ha portato a lavorare quasi sette giorni alla settimana, tutte le settimane dell’anno, feste, sabati e domeniche compresi, con una media di quasi 100mila km l’anno, girando in lungo e in largo su tutto il territorio nazionale. Per questo mio lavoro – afferma sicuro l’ex ministro – non ho mai percepito un’indennità e per anni il movimento mi ha soltanto riconosciuto un rimborso per le spese sostenute, rimborso che è stato costantemente e totalmente devoluto al movimento stesso».

ANCORA GRATTACAPI DA BELSITO – Contemporaneamente, durante l’incontro tra un avvocato della Lega Nord e il pm di Milano, Roberto Pellicano, la Lega sarebbe stata all’oscuro degli investimenti in diamanti effettuati dall’ex tesoriere Francesco Belsito. Il legale ha infatti riferito che il partito è venuto a conoscenza dei diamanti solo quando i preziosi sono stati restituiti, su iniziativa dello stesso Belsito. L’avvocato ha poi consegnato i codici identificativi di lingotti e diamanti, che permetterebbe agli inquirenti di verificare la corrispondenza tra i diamanti comprati con i soldi dei rimborsi elettorali e quelli che invece l’ex tesoriere avrebbe “spontaneamente” restituito.

FUOCO AMICO – «Quando scopro che il mio ex capogruppo ha speso in un anno 90mila euro con la carta di credito del gruppo, qualcuno mi deve giustificare come cavolo sonp stati spesi». L’accusa, pesantissima, è del deputato leghista Gianluca Pini che in mattinata, durante la trasmissione Omnibus, si è scagliato con forza contro Marco Reguzzoni, ex capogruppo della Lega alla Camera. «La certificazione del bilancio – ha aggiunto Pini – non va ad analizzare ogni singola pezza giustificativa. Il problema vero è dare una risposta seria a quello che si è evidenziato come un malcostume diffusissimo. Che non è solo sul finanziamento pubblico legato ai rimborsi elettorali – conclude il deputato leghista – è, e lo sottolineo, anche sull’utilizzo che ne fanno i gruppi parlamentari». Pini avrebbe poi aggiunto il carico da dodici conversando in Transatlantico con alcuni colleghi del gruppo, dando libero sfogo al suo malumore verso Reguzzoni. «Il nuovo capogruppo – ha detto Pini neanche troppo sottovoce – ha un atteggiamento completamente diverso da quello vecchio anche su questo mi lascia perplesso. I soldi del sono palesemente istituzionali e – affonda Pini – chiunque li usa deve presentare una pezza giustificativa».

SCENE DA OSTERIA –«È una testa di ca…!»: la cornice è sempre quella del Transatlantico e il dolce apostrofo è rivolto questa volta dalla leghista Manuela Dal Lago al collega Gianluca Pini, “colpevole” di aver sferrato un attacco a Reguzzoni, giudicato inopportuno. L’attuale capogruppo Giampaolo Dozzo è vicino a Dal Lago, s’incuriosisce, legge la notizia e parte sparato verso Pini, accarezzandolo con un sobrio «che c… hai fatto?». Dozzo prende Pini e lo porta di peso nel cortile di Montecitorio, dove i due riescono in qualche modo a chiarisi. Rientrato in Transatlantico, Dozzo dichiare di non essere «assolutamente nervoso con Pini». È il suo carattere, dice, ad essere «un po’ esuberante».

STORACE, DERIVA DA FAR WEST – «Il deputato della Lega Pini denuncia che l’ex capogruppo Reguzzoni ha speso 90mila euro con la carta di credito del gruppo della Camera. Maroni denuncia di essere stato spiato. Fra poco i leghisti si spareranno per le strade». È il commento ironico di Francesco Storace, La Destra, su quanto avvenuto oggi in casa Lega.

Raffaele d’Ettorre

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