lunedì, 18 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Casini come Carpenter, a settembre pronto il “nuovo” Terzo Polo
Pubblicato il 20-04-2012


«Non si chiamerà  “Partito della Nazione”», come ha precisato Francesco Rutelli e «si farà insieme», come ha puntualizzato Gianfranco Fini. Il nuovo zampirone per moderati, pensato da Pierferdinando Casini per il dopo-amministrative, non è ancora nato ed è già sulla bocca di tutti. Di concreto si sa questo: il leader dell’Udc ha già provveduto in mattinata, durante la Costituente di centro, ad azzerare come promesso i vertici del partito, per rendere più aerodinamico e accogliente un centro ancora legato a trascorsi considerati ormai inabissati. Un allargamento che attira e spaventa allo stesso tempo i big di Montecitorio, spaccati sul nuovo centrismo che si propone di sorpassare in corsia d’emergenza il Pdl. «Abbiamo l’occasione irripetibile – promette Casini – di dare agli italiani la prospettiva di una formazione politica che parli il linguaggio della serietà e della responsabilità nazionale della coesione sociale, dell’innovazione. L’epoca della demagogia e del populismo è finita». La stoccata non è solo a Grillo ma dà comunque al leader Udc lo slancio per strillare un limpidissimo “largo ai giovani”: «Chi ha politicamente fallito – incalza Casini – prima col governo Prodi e poi con la coalizione di Berlusconi, mostra sempre più insofferenza per Monti e il suo governo e nostalgia per un bipolarismo i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti».

“LA COSA” – Per Casini si tratta di un progetto ambizioso: il suo “Nuovo Terzo Polo”, riverniciato quanto basta, si propone di incarnare lo spirito del “montismo”, senza però un coinvolgimento diretto dell’attuale premier. Insomma, la nuova creatura di Casini sulla carta assomiglia molto al parassita alieno del film “La Cosa” di John Carpenter: un organismo che, per spirito di sopravvivenza, prende le sembianze dei membri “forti” del gruppo. Un montismo senza Monti, una democrazia cristiana senza l’onere di chiamarsi “DC” e a contorno la confluenza di tutti quei moderati fedelissimi che non si fanno incantare dai “ciarlatani” dell’antipolitica.

CAUTI CON BRIO – Casini, Rutelli e Fini, i tre leader che stanno concertando la nascita di questa nuova, curiosa chimera di madre democristiana e papà ancora incerto, hanno concordato che si farà qualcosa già a giugno, probabilmente un’assemblea a Todi, per spianare la strada al nuovo soggetto politico che vedrà vita a settembre. Ieri l’ex presidente della Camera ha visto Gianfranco Fini e Francesco Rutelli, che si sono lasciati coinvolgere dall’entusiasmo del leader Udc pur muovendosi ancora con i piedi di piombo. «Condividiamo in pieno la strategia: rafforzare il governo e il suo sprint riformatore, mentre altri vorrebbero insabbiarlo». Lo ha dichiarato Francesco Rutelli, che ha poi precisato che «questo non significa arruolare oggi dei ministri ad una parte politica. Si tratta di preparare la nuova aggregazione che amplierà il Terzo polo che sarà un soggetto politico aperto a nuove personalità, non solo agli scontenti degli altri due Poli né tanto meno una riedizione del vecchio centrodestra o la stampella moderata a una ipotetica maggioranza di sinistra». Entusiasta anche Italo Bocchino, vicepresidente Fli: «La notizia che Casini avvierà subito il processo di preparazione dell’Udc al contenitore comune a cui stiamo lavorando – sottolinea Bocchino – è molto positiva. Da qui a breve nascerà un rassemblement che federerà i partiti del Terzo polo e si aprirà a quanti vogliono andare oltre il Pdl seguendo la linea di Pisanu e ad esponenti della società civile».

LA “LINEA PISANU” E IL PANICO PIDIELLINO – Soffocati dall’antipolitica grillina da un lato e dalle iniziative “scomode” di Casini dall’altro, quelli del Pdl non sanno più che pesci prendere. Ulteriore motivo di panico è stata la nascita, all’interno del partito, di una corrente fortemente interessata al progetto di Casini. Giuseppe Pisanu e Lamberto Dini, insieme ad altri 27 senatori, hanno firmato un documento con il quale si propone di «andare oltre il Pdl» e verso «un nuovo movimento liberaldemocratico, laico e cattolico». E volano le polemiche. Duro Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera: «La proposta di Casini? Noi andiamo avanti sulla strada per riunire i moderati mentre Casini a volte nelle amministrative sceglie di stare con il centrosinistra, altre volte con il centrodestra e altre volte ancora va da solo. Viene il momento – ammonisce Lupi – in cui ognuno deve assumersi delle responsabilità, ma una cosa sola Casini non può fare ed è chiedere ad un governo, che è tecnico e al quale in tale veste abbiamo dato la fiducia, di schierarsi». Il messaggio è chiaro e la proposta di Pisanu spaventa chi sente odore di transumanza in casa Pdl. Stando alle reazioni e vista l’incapacità dei partiti di “rinnovarsi” nel senso richiesto dagli elettori, sembra proprio che sarà il piatto centrista la portata principale delle prossime elezioni politiche, una prelibatezza che sta già facendo venire l’acquolina in bocca a molti.

Raffaele d’Ettorre

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