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Opinioni e commenti
 

Con Grow The Planet anche il pollice verde si fa social e sfida la crisi
Pubblicato il 24-04-2012


Il modello del web come aggregatore di interessi sembra funzionare sempre meglio a giudicare dal numero di nuovi social network che conta l’anagrafe www. Stavolta, con Grow the Planet, a mettersi in rete non sono compagni di scuola o colleghi di lavoro. Con questo nuovo social network inventato da tre ragazzi toscani il minimo comun denominatore degli utenti affiliati e’ la passione per l’orto e per la coltivazione degli ortaggi. Un modello che piacerà sicuramente anche ai cultori della buona tavola, tanto che tra i fondatori del social network e Slow Food è già nata una partnership finalizzata ad uno scambio di buone pratiche tra queste due comunità di riferimento del mangiare sano.

COLTIVATORI DELLA RETE AVANTI – Per partire basta creare un profilo e cercare i primi amici con cui scambiare idee e consigli a portata di zappa. Sulla piattaforma sono a disposizione una serie di strumenti per apprendere come si cura un orto dalla semina alla raccolta. La sezione ‘Impara’ contiene una sorta di wiki con tutti i trucchi del mestiere. Invece ‘Coltiva’ e’ un sistema di e-learning e dove con un algoritmo vengono forniti i tempi della semina e della raccolta. Il tutto georeferenziato zona per zona, con la possibilità di conoscere se nelle vicinanze c’e’ qualche altro appassionato di orto alle prese con le stesse problematiche che si stanno affrontando.

CONSIGLI ANTI-CRISI – Un occhio anche all’attuale momento di crisi il social network lo getta con il sistema di baratto 2.0 pensato per aiutare i coltivatori a smaltire i picchi di produzione. Commenta Gianni Gaggiani, uno dei fondatori di Grow the Planet, “Chi ha esperienza di orto sa che si rischia di mangiare zucca per giorni dalla mattina alla sera. Con il nostro sistema invece ci si può scambiare le eccedenze con semi e piante di altri iscritti”. E in questi tempi di crisi c’e un crescente interesse all’orto, visti i 5.000 utenti già affiliati alla piattaforma ed i 10 milioni di orti censiti a livello nazionale, che possono salire a 18 milioni se contiamo anche le piccole coltivazioni da balcone o gli orti urbani.

GUERRIGLIA GARDENING – Iniziative simili a Grow the Planet si possono già contare in Italia almeno dal 2010. Compresa quella più sovversiva e curiosa dei Guerrilla Gardening, votati a riconquistarsi il verde cittadino a colpi di bombe di semi. Quest’ultima e’ una piattaforma di giardinieri sovversivi in rete che promuove per il prossimo 1 maggio una giornata internazionale di guerriglia al verde. Insomma, il cuore social di internet sembra incominciare ad essere intelligente, alcuni utenti lo percepiscono e vi promuovono sopra nuovi sistemi di produzione e di distribuzione dei prodotti della terra. L’intuizione sembra sempre essere quella del piccolo e’ bello che dal micro credito di Muhammad Yunus in poi si e’ andata diffondendo ampiamente. Chissà quanto servirà ancora alla finanza internazionale per capirlo. Intanto, noi, mangiamo sano!

Marco Bennici

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