giovedì, 24 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Di arte e di Resistenza: giovani artisti alla ricerca de “Il segno delle orme”
Pubblicato il 18-04-2012


Nel mare delle celebrazioni annuali e forse anche un po’ stanche della Liberazione, trova spazio un’iniziativa molto interessante promossa dalla Casa della Memoria e della Storia e dalla Federazione delle Associazioni Partigiane (FIAP) di Roma, presieduta da Vittorio Cimiotta, dal titolo “Il segno delle orme”, una mostra che mette a confronto sedici artisti provenienti dall’Accademia di Belle Arti di Roma e i grandi maestri della pittura del secondo dopoguerra europeo. I tratti pittorici dei giovani sono pervasi di una grande maturità e di un grande senso narrativo, come nelle intenzioni espresse dal professor Pier Luigi Berto, che insieme a Bianca Lami Cimiotta e Dario Evola, ha curato l’esposizione: “vorrei far rivivere le stesse sensazioni ai giovani artisti dell’accademia, portarli ad un confronto con i maestri del passato, giovani come loro nel momento della guerra e pervasi dall’urgenza di testimoniare quello che stava accadendo.” C’è quindi urgenza e voglia di testimoniare un passato che non si è vissuto ma che si può ripetere in forme e modi diverse.
IL TRIBUTO DLLE GIOVANI LEVE – Gli artisti di riferimento come ben descrivere Bianca Lami, sono stati invasi dalla grande tragedia della guerra e del nazifascismo, ma hanno saputo dare uno slancio di speranza e di vita con l’arte. Guttuso, Music, Cagli, Kollowitz, Sutherland, Leonardi, Levi, sono solo alcuni dei tanti artisti a cui i giovani si sono ispirati, non per uno sterile tributo ma per un grande e collettivo passaggio di testimone. Le opere dei giovani artisti mantengono tutti delle enormi particolarità, spiccano tra loro i lavori di Luigina Massariello, ispirata a Zoran Music, dove il tratto sottile e sognante, riesce a far percepire la memoria del dramma, il tributo ad Otto Dix di Claudio Silvano, ci restituisce tutta la violenza della guerra e dell’ideologia malata del nazismo, i colori di Gianluca Brando colpiscono perchè riescono a raccontare la storia di Teresa Gullace, la sua morte quindi si sublima fino a diventare una narrazione straziante, amplificata dai colori.

INAUGURAZIONE CON READING – I volti dei ragazzi uccisi alle Ardeatine di Martina Donati, decisi ed intensi, danno una fisionomia alle storie e alla Storia, che troppo spesso viene ricordata per numeri e cifre. Una grande opera corale quindi, che ci restituisce una memoria diversa e innovativa. L’esposizione sarà inaugurata il 19 aprile alle ore 17,30 e durante la serata gli attori Marco Palladini, Marco Solari e Alessandra Vanzi leggeranno alcuni brani tratti dal Diario (1943-1944) di Renzo Vespignani (Carte Segrete), alcune fra le Lettere dei condannati a morte della Resistenza (Einaudi) e il brano Paura della pittura tratto dal romanzo di Carlo Levi Paura della libertà (Einaudi). La mostra rimarrà aperta fino al 25 maggio ed è inserita nella Settimana dei Beni Culturali.

Martina Di Matteo

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