martedì, 24 ottobre 2017
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Opinioni e commenti
 

Domenica di sangue per i cristiani in Africa: bombe in Nigeria e Kenya
Pubblicato il 30-04-2012


Domenica di terrore per i cristiani in Nigeria e in Kenya con decine di morti e di feriti. Almeno 20 persone sono rimaste uccise e altre versano in gravi condizioni a causa di un attacco sferrato  durante la messa all’interno del campus dell’Università Bayero a Kano, città nel nord della Nigeria. Secondo il racconto di testimoni, gli assalitori hanno lanciato esplosivi e sparato colpi di arma da fuoco sui fedeli riuniti all’interno di un teatro-auditorium usato per le funzioni religiose. I sopravvissuti parlano di un assalto durato una trentina di minuti che ha scatenato il pandemonio all’interno dell’Università, con persone prese dal panico che cercavano in ogni modo di sfuggire agli aggressori. Praticamente nelle stesse ore una bomba ha sventrato le sedi del quotidiano “This Day” nella capitale Abuja e nella città settentrionale di Kaduna.

Per il momento, almeno ufficialmente, l’attentato nella chiesa e quelli al “This Day” non sono stati rivendicati, ma secondo il quotidiano nigeriano “The Nation” esiste una rivendicazione, ritenuta credibile da diversi esperti, pubblicata sul sito online del gruppo islamista “Boko Haram”, che di recente aveva preso d’assalto chiese cristiane (nel Natale 2011 attacchi multipli uccisero decine di persone) e che dal 2009 ha causato oltre un migliaio di morti in Nigeria e nelle regioni limitrofe. L’attentato più eclatante fu a gennaio scorso, quando un bombardamento su Kano uccise 180 persone. L’organizzazione, presente soprattutto nel nord musulmano ma attiva anche nel sud cristiano, è inoltre ritenuta responsabile del rapimento e della morte dell’ostaggio italiano Franco Lamolinara e dell’inglese Cristopher McManus. Secondo i commentatori, il nuovo attacco di “Boko Haram” è come al solito finalizzato ad indebolire il governo centrale di Abuja e soprattutto il presidente Jonathan Goodluck, originario del sud e di fede cristiana.

Sempre ieri veniva colpita un’altra chiesa a Nairobi, capitale del Kenya. Una persona è morta e altre 15 sono rimaste ferite per il lancio di una granata all’interno di un luogo di culto durante la messa domenicale. Secondo Steven Mulinge, suonatore d’organo della “House of Miracles International Church”, un uomo è entrato nell’edificio che ospitava una cinquantina di fedeli e ha lanciato verso l’altare “qualcosa che somigliava a una pietra”.

Il morto sarebbe un sacerdote. Secondo fonti mediche i feriti non sarebbero in gravi condizioni. Un portavoce della Croce Rossa locale, Daniel Mutinda, ha riferito che la costruzione in lamiera è devastata: «Le sedie sono sparse in giro e il pavimento è ricoperto di sangue». Secondo alcune agenzie internazionali, che riferiscono le dichiarazioni di testimoni, l’aggressione sarebbe dovuta a una disputa irrisolta su una questione di proprietà terriera. Le autorità, invece, non hanno dubbi sulla natura terroristica del gesto: in particolare puntano l’indice contro Al-Shabaab, movimento radicale somalo che accusa l’esecutivo di Nairobi di aver occupato militarmente la Somalia in appoggio al governo federale di Mogadiscio.

Sconcerto e sdegno dal Vaticano, che ha denunciato i “nuovi attacchi terroristici” in Kenya e Nigeria avvenuti “in occasione di celebrazioni religiose cristiane. Sono fatti orribili ed esecrabili, da condannare con la massima decisione” ha detto padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede. “Bisogna essere vicini  alle vittime e alle comunità che soffrono per questa odiosa violenza, che si abbatte su di loro proprio mentre celebrano pacificamente una fede che annuncia amore e pace per tutti, invitando le popolazioni locali, aldilà delle differenze religiose, a non cedere alla tentazione di cadere nel circolo senza uscita dell’odio omicida”.

Luciana Maci

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