lunedì, 21 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

L’ondata socialista che parte dalla Francia: le reazioni in Italia
Pubblicato il 23-04-2012


Il ballottaggio è ancora aperto ma i sondaggi parlano chiaro: per la corsa all’Eliseo il favorito è il socialista François Hollande che, con il 28,44% di preferenze, supera il presidente uscente Nicolas Sarkozy (27,05%). «Un voto di crisi», l’ha chiamato Sarkozy che ormai, con il 99 percento di schede scrutinate, sente sul collo il fiato del candidato socialista. Così, dopo 17 anni di destra all’Eliseo, la Francia oggi ha scelto di «voltare pagina», come afferma Jean-Luc Melenchon, il leader del Front du Gauche ha totalizzato l’10,9% delle preferenze. A sorprendere è, soprattutto, il consenso alla candidata Marine Le Pen del Front National di estrema destra, che raggiunge il massimo storico partitico del 18%, un risultato senza precedenti. A completare il quadro mancano ancora i voti dei cittadini residenti all’estero, ma i risultati comunicati fino ad ora dal ministero dell’Interno hanno già scosso il mondo della politica internazionale.

NENCINI (PSI), PER HOLLANDE RISULTATO INCORAGGIANTE – «Un risultato positivo e incoraggiante: François Hollande è nelle condizioni di poter vincere al ballottaggio». È il primo commento di Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi che, congratulandosi con il candidato socialista alle presidenziali francesi dopo i primi dati ufficiali, rileva come sia «significativo il fatto che Hollande abbia già dichiarato di non volere fare accordi con la sinistra radicale. Questa – conclude Nencini – è la strada maestra da seguire anche in Italia».

MARCO DI LELLO (PSI), UN MODELLO PER L’ITALIA – «Un’Europa più equa, democratica e solidale e’ oggi, grazie al voto francese, più’ vicina». Lo ha dichiarato Marco Di Lello, coordinatore della segreteria nazionale del Partito Socialista.
«In Francia, come in tutta Europa, la sinistra laica riformista e di governo si chiama socialista: l’auspicio è che ora anche in Italia – sottolinea Di Lello – si possa dar vita ad una casa comune dei riformisti, una sinistra plurale con l’ambizione di cambiare l’Italia e rafforzare un modello di Europa diverso da quello di Sarkozy, della Merkel, di Berlusconi, che tante responsabilità ha avuto nella gestione della crisi economica. Se confermato da quello del 6 maggio, questo voto – conclude – potrà cambiare la politica italiana ed europea. È davvero un bel giorno per tutti i socialisti».

BERSANI (PD), IL VENTO CAMBIA – «Sì, ci credo. Il voto francese, quello dei land tedeschi e le prossime amministrative italiane possono segnare un mutamento delle opinioni». È quanto ha dichiarato il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, in un’intervista a Repubblica, commentando il voto del primo turno delle elezioni presidenziali francesi.  «Se davvero gli equilibri verranno stravolti – dice Bersani – noi ci attrezziamo a prendere quel vento, a interpretarlo». Il segretario ha poi precisato che questo risultato non porterà con sé la tentazione di correre verso le elezioni anticipate: «No, ho dato la mia parola. La fedeltà al governo Monti – precisa – fino alla fine della legislatura è fuori discussione. Ma faremo la nostra parte nel solco di quello che abbiamo detto sin qui. La parola d’ordine è ricostruzione. Nella ricetta italiana – puntualizza Bersani – questo vuol dire rivolgersi non solo alle forze di sinistra e di centrosinistra. Perché – conclude – è giunto il momento di chiarire se vogliamo una democrazia occidentale che assomigli alle altre o se continuiamo a inseguire anomalie».

VICARI (PDL), BERSANI HA POCO DA FAR FESTA – «Sbaglia chi come Bersani pensa che il voto di ieri in Francia possa segnare la riscossa del centrosinistra. Non è così». Lo ha dichiarato la senatrice del Pdl Simona Vicari. «È evidente che anche qualora Hollande diventasse presidente, le forze del centrosinistra non rappresenterebbero la maggioranza dei francesi. Invece – precisa Vicari – il voto di ieri è la sconfitta di Sakorzy, di chi in Europa ha lasciato il passo a politiche incapaci di rilanciare l’economia e di affrontare la crisi. Bersani e tutto il centrosinistra hanno poco da festeggiare – ha sottolineato Vicari – Piuttosto dal Pd attendiamo risposte serie sui temi dello sviluppo e della crescita, sulla riforma del lavoro e del contrasto alla crisi economica. Le uniche proposte giunte continuano a guardare indietro, secondo la logica tanto cara a Bersani dell’ “usato sicuro”. Ma ormai – conclude – gli italiani del suo “usato sicuro” non sanno davvero cosa farsene».

STORACE (LA DESTRA), SARKOZY DEVE LECCARSI LE FERITE – «Vince la Francia profonda. Vince con la marcia trionfale di Marine Le Pen, che è arrivata attorno alla barriera del 20 per cento grazie al vasto consenso con cui il Front National è riuscito a penetrare ovunque». È quanto ha scritto sul suo blog Francesco Storace, leader de La Destra. «Sarkozy deve leccarsi le ferite: nella storia di Parigi, è il primo presidente della Repubblica che deve scontare l’umiliazione di arrivare secondo al ballottaggio. Sarà lui – precisa Storace – a dover sfidare il socialista Hollande, che lo ha superato in voti. Ma tutti guardano a Marine Le Pen. Sondaggisti interessati la volevano insidiata nella terza posizione dall’estrema sinistra, che invece è stata quasi doppiata, mentre è insignificante il risultato del candidato centrista».

Emanuele Ciogli

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