lunedì, 24 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Esce nelle sale Poker Generation ma il Parlamento non ci sta e rilancia con un’interrogazione
Pubblicato il 12-04-2012


Il Texas Holdem, nuovo gioco d’azzardo, impazza sui tavoli verdi e arriva anche sul grande schermo. Poker Generation uscirà venerdì 13 ma il polverone delle polemiche avvolge già la pellicola. Il film firmato da Gianluca Mingotto e interpretato da Francesco Pannofino, Lina Sastri, Eros Galbiati e Claudio Castrogiovanni, ha attirato l’attenzione come molti film non facevano da tempo. Stavolta non si tratta di un movimento di cittadini o di qualche critico che non ha ben digerito la storia. La situazione è nettamente più grave, tanto che alla spinosa faccenda si è interessanto anche il Parlamento. Il senatore Raffaele Lauro, esponente del Pdl e membro della Commissione Antimafia, ha infatti presentato al premier Mario Monti un’interrogazione parlamentare nella quale chiedeva «Se questo film abbia beneficiato, direttamente od indirettamente, di fondi pubblici, a livello nazionale o regionale. Se l’ideologia di fondo di quest’opera possa essere inquadrata nell’ambito della libertà di espressione artistica, garantita dalla nostra Costituzione, o, piuttosto, debba esse re considerata alla stregua di un’opera promozionale e pubblicitaria del gioco d’azzardo».
MEMBRO DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA NON CI STA – Ricordiamo che il senatore Lauro ha sempre condotto aspre battaglie nei confronti del gioco d’azzardo. Immediata la risposta del produttore, Fabrizio Crimi, che precisa che la pellicola non ha beneficiato di alcun finanziamento pubblico ed è frutto esclusivamente del cinema indipendente e aggiunge: «Il film, ispirandosi a una storia vera, vuole dare voce a una comunità pulita di milioni di persone che ogni giorno si divertono anche con un solo euro nel nome di una disciplina sportiva paragonabile al calcio o a qualsiasi altra forma agonistica, diversa da quello stereotipo di ‘poker da bisca’ ovvero quel “gioco d’azzardo” o altre forme compulsive che generano ludopatia».
IL PARLAMENTO CHIEDE SPIEGAZIONI – Non è la prima volta che un fatto simile accade, ricordiamo che ci fu un’interpellanza parlamentare anche nel momento in cui arrivò nelle sale Amici miei atto II. Crimi sottolinea inoltre che: «A conferma dell’assoluta buona fede del film destinato a una visione ‘per tutti’ vi è la circostanza che la pellicola ha superato l’esame della commissione censura, di cui fanno parte anche le rappresentanze dell’associazione dei genitori, che nulla ha rilevato a proposito».
Francesca Romana Massaro
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Commenti all'articolo
  1. La informo che il Texas hold’em, non è un gioco d’azzardo, come da Lei erroneamente riportato all’inizio dell’articolo.
    Lo sancisce la legge collegata al decreto “salva Abruzzo”, tra i cui firmatari c’è anche il senatore Lauro stesso, oltre a molteplici sentenze di tribunali, sia italiani che esteri.

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