martedì, 22 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Finisce la seconda Repubblica, ma i giovani sono indifferenti
Pubblicato il 06-04-2012


30 aprile 1993: di fronte all’hotel Raphael di Roma lo storico lancio delle monetine contro Bettino Craxi. Stava finendo la Prima Repubblica. Io avevo dieci anni.

5 aprile 2012: in Via Bellerio Umberto Bossi si dimette da Segretario della Lega Nord, del suo partito, da ciò che lui ha creato. Sta finendo la Seconda Repubblica. Io ho 29 anni.
Da giovane socialista mi viene da dire che la sorte prima o poi gira, mi viene da pensare a Nenni e alla sua massima su puri ed epurati, che coloro che ci hanno massacrato oggi dimostrano di essere molto peggiori di quanto il passato ci abbia raccontato. Una riflessione però mi accompagna dal momento delle dimissioni di Bossi: la mia generazione che di cappi e monetine ha un ricordo vago, che conosce quel periodo più per averlo studiato sui libri di scuola piuttosto che per averlo vissuto, che preferiva guardare cartoni animati ai telegiornali, tutto ciò che ha ricevuto dalla politica è Bossi? Il Trota? Il Bunga Bunga? Berlusconi?
Si parla molto di crisi della politica, di come i giovani non si avvicinino ai partiti e neppure alle istituzioni, ma la verità è che la politica vera, quella con la P maiuscola, quella fatta da gente come Pertini, Craxi, Berlinguer, Moro noi non sappiamo cosa sia, com’era fatta, come ha cresciuto l’Italia nei suoi primi, quasi, cinquant’anni di Repubblica.
Noi, generazione di Papa Wojtyla e poco poco Ratzinger, di Berlusconi e poco poco Prodi, di precariato e poco poco lavoro, di studi ma di poche prospettive. Noi di quei modelli non ne abbiamo avuti, nessuno ci ha spiegato quanto fosse importante essere presenti nella politica per difendere i nostri diritti, anzi ci hanno spiegato che quella politica non si fa se sei bravo, ma solo se il segretario del tuo partito decide se tu possa entrare o meno in una delle due Camere del Parlamento. Così sta morendo la Seconda Repubblica, l’unica che io ed i miei coetanei abbiamo davvero conosciuto.
Così sta nescendo la Terza: la tecnocrazia che protegge dalla politica, uomini della salvezza che dovranno prendere in mano il nuovo Paese Italia, e noi? Senza coraggio, senza fiducia, senza speranza… Giovani indifferenti. Invece dovremmo essere proprio noi giovani a pretendere, a gridare, a prendere in mano la situazione perchè, nonostante l’inesperienza, non potremmo mai fare peggio di chi ci ha preceduto. Il sentimento però è quello dell’indifferenza che, in questo caso, distrugge molto peggio della rabbia.

Claudia Bastianelli

Segr. nazionale Fgs - Bastian Contrario

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Commenti all'articolo
  1. Ce ne fossero di giovani come te……la seconda repubblica non è finita perchè non c’è mai stata. C’è stata soltanto una denigrazione della politica che oggi ha dato i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Se effettivamente avessero fatto politica avrebbero posto le basi per il futuro anzichè pensare agli egoismi personali. Oggi siamo siamo allo sbando, uomini come quelli che tu citi si rivolyano nella tomba; quanti inutili sacrifici umani se oggi siamo in queste condizioni. E’ ORA DI PROGETTARE IL FUTURO COME HANNO FATTO QUELLI PRIMA DI NOI CON LE LOTTE CONTRO IL POTERE DELLE CLASSI FORTI

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