martedì, 21 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Giornata promossa da Mondoperaio per onorare la memoria di Luciano Cafagna
Pubblicato il 23-04-2012


Un parterre ormai infrequente si è raccolto venerdì sotto le volte della Treccani a Roma per onorare la memoria civile e scientifica di Luciano Cafagna, economista, storico  e politologo che studiò il Risorgimento, l’industrializzazione italiana, la relazione nord e sud e la formazione e la crisi della prima Repubblica. Saggista capace di orientare il dibattito politico-culturale italiano, Cafagna è stato, fino al giorno della sua scomparsa, tra i più autorevoli membri della redazione di Mondoperaio a cui ha dato molti e continuati contributi e che, come rivista, e’ stata il soggetto organizzatore del memorial day. 

Alla presenza di Giorgio Napolitano e di intellettuali, politici, professori, ex parlamentari ed ex ministri, e del segretario del Partito Socialista, Riccardo Nencini, largamente riconoscibili dalla matrice culturale riformista. Giuliano Amato ha letto in apertura brani de La grande slavina (1993) di grande attualità, toccando tre criticità permanenti: la crisi fiscale, la crisi morale, la crisi istituzionale. Giorgio Ruffolo e Michele Salvati hanno parlato senza pietà della condizione attuale del Mezzogiorno. Enrico Morando ha parlato di bilancio e di corruzione. Giancarlo Bosetti ha ricavato dal Cavour di Cafagna una metafora della storia d’Italia.

Ed  Ernesto Galli della Loggia ha considerato lo stesso libro su Cavour un’alta meditazione sulla storia del Risorgimento e sulle condizioni delle classi dirigenti in Italia nella rivalutazione del “moderatismo” disprezzato da Gramsci. A metà conferenza ha preso la parola il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha allargato l’analisi della lettura di Cafagna “del maggiore artefice dell’unificazione italiana” per aggiungere riflessioni sui rischi derivanti dalla scissione tra politica e cultura, fenomeno crescente nella realtà italiana. Nella seconda parte del programma, guidato da Giuliano Amato,  è  prevalsa la modalità della discussione informale, largamente dedicata al rapporto degli italiani con la politica e la democrazia dei partiti.

Ancora, tra i relatori: Paolo Pombeni, Andrea Romano, Alessandro Pizzorno, Paolo Franchi, Mariuccia Salvati, Emanuele Macaluso che ha ricollocato la “slavina” di Cafagna e la sua lucidità di analisi nel periodo in cui “anche a sinistra si presero molti abbagli pensando che la stagione dei nuovi sindaci aprisse le porte al cambiamento mentre stava per arrivare per 20 anni Berlusconi“. Luigi Covatta ha chiuso i lavori i cui atti sono destinati alla pubblicazione su Mondoperaio. Giuliano Amato, nelle conclusioni, ha ricordato il lavoro comune con Cafagna (Duello a sinistra) e la presenza della vicenda comunista nei centri di interesse  delle analisi di Cafagna (“individuando io a differenza di Luciano una pericolosa assenza di analisi dello Stato in quel centro di interesse“).

 

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