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Opinioni e commenti
 

Hollande: «Se eletto mi batterò per gli Eurobond»
Pubblicato il 26-04-2012


Rottura con il passato anche su temi di respiro internazionale, come quello dell’Eurobond tanto caro all’asse Merkel-Sarkozy: è la strategia di Hollande in vista del testa a testa per le presidenziali francesi. Una strategia che, stando ai risultati, si sta rivelando vincente. Se il candidato socialista supererà la prova elettorale, la Francia «non ratificherà il patto di bilancio Ue (Fiscal compact) nella sua versione attuale», come ha affermato Hollande ieri. In particolare, Hollande chiederà «la creazione degli Eurobond. Non per finanziare il debito – precisa – ma per finanziare progetti industriali infrastrutturali e liberare maggiori risorse dalla Banca Europea per gli Investimenti. Se aggiungeremo una parte al testo attuale – dice Hollande – o se faremo un trattato a parte questo non lo so, farà parte dei negoziati a Bruxelles». La dichiarazione del socialista si inserisce contestualmente all’interno di quattro punti-cardine della sua proposta per l’Eliseo, che riguarderanno la creazione di Eurobond per finanziare progetti infrastrutturali; il potenziamento delle capacità di intervento della Banca europea per gli investimenti; una tassa sulle transazioni finanziarie con i Paesi che decidono di creare risorse aggiuntive a livello europeo; la mobilitazione dei residui dei fondi strutturali europei inutilizzati. Hollande ha poi proposto l’avvio di un dialogo tra i leader della Ue e la Bce, per contrastare la speculazione e finanziare l’economia reale.

“BENE DRAGHI, ORA SI CAMBI PATTO FISCALE” – Positivo il giudizio di Francois Hollande sulla proposta di un patto per la crescita avanzata da Mario Draghi, presidente della Banca Centrale Europa. Resta ancora però, secondo Hollande, la necessità di cambiare il patto fiscale. Il presidente della Banca Centrale Europea, secondo Hollande, «è e sarà utile per contribuire a sostenere la crescita attraverso una politica di tassi di interesse». Draghi, presente ieri a Bruxelles per un’audizione al Parlamento europeo, sul punto è stato chiaro. «Il consolidamento dei bilanci basato esclusivamente sull’aumento delle tasse – dice Draghi – è sicuramente recessivo. Idealmente dovrebbe essere fatto sulla base di una riduzione delle spese correnti, in particolare di quelle più improduttive, e non sulla riduzione della spesa per investimenti. Purtroppo – conclude il presidente della BCE – in situazioni di urgenza è più facile ridurre la spesa in conto capitale che le spese correnti». D’accordo anche il cancelliere tedesco Angela Merkel che, in un incontro a Berlino, ha dichiarato che «in Europa siamo chiamati a risolvere la crisi dei debiti sovrani e delle conseguenze della crisi finanziaria ed economica globale. Da una parte – precisa il cancelliere – questo può essere fatto con una politica fiscale sostenibile, necessaria ma non sufficiente, perché abbiamo anche bisogno di crescita, di crescita – conclude – sotto forma di iniziative strutturali, non programmi di stimolo che aumenterebbero ancora il debito pubblico, ma di crescita, come ha detto oggi Mario Draghi».

CON MERKEL DIALOGO “FERMO MA AMICHEVOLE” – Il candidato socialista ha annunciato inoltre che, se sarà eletto, avvierà una discussione «ferma ma amichevole» con il cancelliere tedesco Angela Merkel, il principale sostenitore della linea dell’austerità in Europa, oltre che della candidatura del suo avversario Nicolas Sarkozy che con il cancelliere tedesco condivide vedute simili in tema di politica economica. «Questo potrebbe creare uno scontro», dice Holland, precisando poi che «noi non siamo qui per creare conflitti ma non vogliamo neanche nascondere le differenze tra le nostre posizioni».

Raffaele d’Ettorre

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