martedì, 23 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Il “fattore” Tosi spacca il Pdl e ammacca il cerchio magico, ma conquista Rutelli
Pubblicato il 03-04-2012


Per il sindaco uscente Flavio Tosi a Verona i partiti stanno facendo i salti mortali. Tutti se lo litigano come popolane al mercato in guerra per il pollo migliore, tutti vorrebbero che lui ci mettesse la faccia, ma soltanto per loro. E poi il patatrac. L’amore per il carro del vincitore dura giusto il tempo di ponderare la strategia migliore e mettere in cantiere la governance che verrà. E allora il “caso Verona” è sulla bocca di tutti, man mano che le fatidiche amministrative del 6 e 7 maggio si avvicinano. Il sindaco uscente Flavio Tosi, leghista vicino a Roberto Maroni, e’ uno degli amministratori più apprezzati d’Italia (secondo molte note classifiche) e si ripresenta sotto la bandiera della Lega Nord.

LISTA APPOGGIATA DA BEN ALTRE SETTE – Eppure, unico caso nella Lega, corre con una lista a suo nome appoggiata da ben sette liste civiche che lo rivogliono sulla poltrona di primo cittadino: Civica per Verona, Pensionati, Fratta Pasini, Alleanza per Verona, Giovani, Verona e’ vita e Partito delle aziende. Per accontentare Tosi, sostenuto con entusiasmo da Maroni, la Lega Nord ha dovuto spendere un Parlamento del Nord (17 marzo scorso a Vicenza, con un primo si’ anche dal capo Umberto Bossi) e di seguito una riunione nella sede milanese di via Bellerio (23 marzo) in cui si e’ ufficializzata la scesa in campo di Tosi col Carroccio e con una lista a sua nome piu’ le sette civiche. Questo avviene dopo mesi di discussioni e polemiche, in cui piu’ volte si e’ sventolata la possibilita’ di una cacciata di Tosi dal partito. Ma Tosi a Verona lo sostengono in tanti, persino molti dei vecchi alleati del Pdl che continueranno ad appoggiarlo attraverso le liste civiche. Il candidato ufficiale di Pdl, Fli, Udc, Nuovo Psi (e una civica) e’ però Luigi Castelletti, vicepresidente vicario di Unicredit ed ex presidente di Veronafiere. Non a caso il segretario Angelino Alfano ha subito decretato la sospensione per 14 “ribelli” del suo partito che non voteranno Castelletti ma Tosi. Tra questi c’e’ anche Vito Giacino, attuale vicesindaco, che ribadisce la scelta accanto al suo sindaco e replica che lui e gli altri non sono affatto ribelli e tantomeno fuori dal Pdl.

TUTTI SCHIARANO I PROPRI CAMPIONI – Mentre la battaglia interna nel centro destra tiene banco, gli altri partiti schierano i propri campioni: per il centro sinistra corre Michele Bertucco (Pd, Sel, Fds, Psi e Idv (con liste civiche Piazzapulita e Forti per Verona); Gianni Benciolini per il Movimento 5 stelle; Luca Castellini per Forza Nuova, infine Patrizia Badii che si candida con Veneto Stato. Per la cronaca, Michele Bertucco, 48 anni, bancario, presidente regionale di Legambiente, l’ha spuntata con il 57,75% alle primarie di partito contro l’indipendente Mario Allegri e l’Idv Antonio Borghesi.

ANCHE CASINI CONTAGIATO DAL FATTORE T – Il fattore “T”, come Tosi, ha lacerato il Pdl che da una parte va con Castelletti, dall’altra resta con il sindaco uscente, ma ha anche suggerito all’Api di Francesco Rutelli di non rischiare su candidati non rodati. L’Api per le amministrative veronesi diventerà quindi Alleanza per Verona e sosterrà, appunto, Tosi. Per quanto riguarda la Lega, la riconferma di Tosi peserebbe molto in vista dei congressi regionali di giugno: con Tosi vincitore, al congresso veneto potrebbe incontrare molte difficoltà l’attuale segretario Gian Paolo Gobbo, sindaco di Treviso, sempre fedele a Bossi. Il fattore T vincerà alla grande sorprese permettendo, sarà un contagio bipartisan che ha pochi eguali in tempi di frammentazione politica come i nostri, sorrideranno in tantissimi nell’apprendere i punti di scarto con gli avversari sconfitti. Come tanti automi, tante pecorelle elettroniche sorrideremo con amarezza anche noi a leggere i titoli di coda di questo brutto film.

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