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Opinioni e commenti
 

La Spagna taglia sugli ex presidenti, ma moltiplica i consulenti
Pubblicato il 19-04-2012


I quattro ex presidenti del governo spagnolo da quest’anno riceveranno uno stipendio ridotto del 5,6% pari a 74,580 euro ciascuno, come ha annunciato mercoledì il sottosegretario alla presidenza del governo, Jaime Pérez Renovales.
Durante la sua comparizione davanti alla commissione Bilancio del Congresso ha annunciato in dettaglio i conti del suo dipartimento, Renovales Perez ha spiegato che quest’anno, il gabinetto della presidenza del governo nonostante la crisi si sia visto obbligato ad aumentare la propria dotazione nei conti perché gli ex presidenti sono aumentati di numero, annoverando tra le fila uno in più: José Luis Rodríguez Zapatero.

TAGLI AGLI STIPENDI – Tuttavia, questo aumento di budget è stato compensato da una riduzione sullo stipendio individuale di 5,6% per tutti, in modo da passare da uno stipendio di 79.000 euro a 74.580 euro per ex presidente del consiglio. Uno stipendio quello da ex presidente che va ai quattro presidenti che hanno governato la Spagna democratica dal 1976, Adolfo Suárez (UCD) presidente dal 5 luglio 1976 – 25 febbraio 1981, il socialista Felipe González (PSOE) in carica per 4 legislature consecutive dal 2 dicembre 1982 al 5 maggio 1996, José María Aznar (PP) presidente del consiglio dal maggio 1996 per due mandati fino al 2004 e José Luis Rodriguez Zapatero (PSOE) primo ministro dal marzo 2004 fino alle elezioni dello scorso novembre 2011.

E ARRIVA ANCHE IL TICKET SANITARIO – Intanto in Spagna la crisi non la pagheranno solo i quattro ex presidenti “in pensione”, ma è notizia di oggi anche l’introduzione di un nuovo ticket sanitario. I pensionati spagnoli che attualmente non pagano nessun ticket sui farmaci, dovranno sborsare un 10% del costo del farmaco con limite tra i 10 e i 20 euro mensili. Una nuova misura economica, annunciata a sorpresa dal governo conservatore, che insieme ai tagli nel settore della sanità e della istruzione pubblica dovrebbero portare al risanamento dei conti statali.

DALLE PAROLE AI FATTI? MACCHE’ – Al sottosegretario della presidenza del governo ha risposto il portavoce del PSOE, Ignacio Sánchez Amor, lamentando che i tagli hanno colpito anche del 60% la legge sulla memoria storica (che condanna il franchismo e intende ridare dignità alle vittime e alle loro famiglie), riceverà meno di 700.000 euro, e ha anche sottolineato che analizzando i dati si nota che l’ufficio del Presidenza del Governo di Mariano Rajoy in soli quattro mesi ha aumentato di quasi il 50% il numero di consulenti, dai 56 attivi nell’era Zapatero agli attuali 82 del governo austero di Rajoy. Il PSOE descrive l’accaduto come difficilmente giustificabile, denunciando così il contrasto tra le parole del Partito Popolare quando sedeva all’opposizione e i fatti da quando è al governo.

Sara Pasquot

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