sabato, 15 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il Malawi festeggia il suo primo presidente donna
Pubblicato il 10-04-2012


Donna, imprenditrice, leader politica e femminista, Joyce Banda si è ritrovata da un momento all’altro alla guida del Malawi, piccolo Paese dell’Africa meridionale con oltre 16 milioni di abitanti. Già vicepresidente dell’ex colonia britannica, è salita alla presidenza, non senza difficoltà provocate dai suoi nemici politici, dopo la morte per arresto cardiaco del settantottenne capo di Stato Bingu wa Mutharika. Adesso è la seconda presidente donna di uno Stato dell’Africa dopo Ellen Johnson Sirleaf, Premio Nobel per la Pace da tempo alla guida della Liberia.

L’AMERICAN DREAM AFRICANO – Nata in un villaggio del Malawi, uno dei Paesi più poveri del mondo, Joyce Banda ha studiato a Cambridge e anche in Italia prima di trasferirsi a Nairobi (Kenya), per sposarsi ed avere tre figli. Unendosi al crescente movimento femminile keniano, ha trovato il coraggio di denunciare gli abusi subiti dal marito e di lasciarlo per tornare in Malawi, portandosi dietro i figli. Tra il 1985 e il 1997 ha fondato alcune imprese e ha creato e diretto, tra le altre cose, la “National Business Women Association”. Anche sua sorella Anjimile è imprenditrice: è stata assunta e poi licenziata dalla popstar Madonna per dirigere alcune  scuole femminili in Malawi, progetto ora naufragato. Deputata dal 1999, Banda è stata scelta come vicepresidente nel 2009 da Bingu wa Mutharika, ma successivamente è caduta in disgrazia ed è stata estromessa dal governo, pur conservando formalmente la propria carica, a favore del nuovo “numero due”, il ministro degli Esteri Peter Mutharika, fratello del presidente. Pur priva di tutti i benefit, compresa l’auto di rappresentanza, non si è scoraggiata e ha fondato nel 2011 un nuovo partito, il People’s Party.

ELETTA PRESIDENTE PER SUCCESSIONE NATURALE – L’improvvisa morte del capo dello Stato ha rovesciato la sua sorte. Per la verità inizialmente il decesso è stato nascosto: il 78enne Mutharika sarebbe spirato giovedì scorso, ma la conferma è arrivata solo sabato mentre per giorni sui media nazionali e internazionali si rincorrevano le voci più disparate. Tutte mosse, compreso il trasferimento del  cadavere in Sudafrica, per cercare di prendere tempo e consentire allo stretto entourage del defunto di evitare l’ascesa al potere della nemica. Ma la Costituzione parla chiaro: l’articolo 8 prevede un trasferimento del potere al vice-presidente in caso di morte del presidente. E la donna, 62 anni e oggi sposata con il procuratore della Repubblica del Malawi, aveva sempre mantenuto la propria carica. Adesso potrà governare fino al 2014, anno in cui scadeva il mandato del predecessore.

FORBES, UNA DELLE DONNE PIU’ POTENTI D’AFRICA – Già definita da “Forbes” una delle signore più potenti d’Africa, la neo-presidente eredita una situazione molto difficile: prostrato dall’aumento dei prezzi del carburante e dalla mancanza di valuta straniera da quando la Gran Bretagna e altri donors hanno cancellato gli aiuti, il Malawi ha visto crescere la protesta popolare fino agli scontri dello scorso luglio, quando 19 persone sono state uccise durante proteste anti-governative. Come primo gesto dopo il suo insediamento Banda ha licenziato il capo della polizia Peter Mukhito, accusato di non aver saputo gestire le proteste di piazza.

Luciana Maci

 

 

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento