lunedì, 21 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Israele, sciopero della fame per quasi 5000 detenuti palestinesi
Pubblicato il 17-04-2012


Oltre 1.200 detenuti palestinesi hanno iniziato oggi uno sciopero della fame, mentre altri 2.300 hanno deciso di rifiutare il cibo per 24 ore. Lo sciopero della fame è l’unico mezzo che i detenuti palestinesi rinchiusi nella carceri israeliane senza accuse formali hanno per ottenere la liberazione. Lo sostiene in un’intervista all’AFP Hanaa Shalabi, ex detenuta liberata da Israele e esiliata a Gaza dopo aver rifiutato il cibo per 43 giorni. «I prigionieri continueranno lo sciopero della fame fino a quando le loro domande non saranno accolte perché è l’unico modo possibile, come dimostra la mia esperienza è quella di Khader Adnan», ha detto facendo riferimento a un detenuto accusato di far parte della jihad islamica che ha rifiutato il cibo per 10 settimane fino a quando le autorità israeliane non hanno accordato il suo rilascio. Adnan, che dovrebbe essere liberato oggi, è stato in sciopero della fame per 66 giorni per protesta contro la detenzione amministrativa, il modo in cui gli israeliani chiamano il carcere senza accuse giudiziarie ed è diventato un eroe nazionale, ispirando molti detenuti a fare altrettanto.

4700 DETENUTI SCIOPERANO – Oggi, in occasione della Giornata del Prigioniero palestinese, tre quarti dei 4.700 detenuti da Israele hanno iniziato a rifiutare il cibo. Di questi, oltre 1.200 hanno annunciato che continueranno lo sciopero senza sosta. «Chiediamo ai prigionieri di non arrendersi al nemico», ha detto Shalabi, una delle 27 donne che è stata liberata nell’operazione di scambio per il rilascio del soldato israeliano Gilad Shalit. Deportata a Gaza lo scorso 1 aprile, ha raccontato di essere felice per la libertà, nonostante sia costretta a stare lontana dal suo villaggio nel nord della Cisgiordania. «Malgrado il blocco imposto da Israele sulla Striscia di Gaza non mi sento in prigione. Al contrario, mi sento a casa, fra la mia gente», ha detto la donna. Dai dati pubblicati dal gruppo a tutela dei diritti umani israeliano B’Tselem, 203 di questi detenuti sono minori, di cui 31 sotto i 16 anni.

KHADER ADNAN VERRA’ LIBERATO DOPO 10 SETTIMANE SENZA CIBO – La giornata dei prigionieri sarà segnata da marce e raduni in tutte le principali città palestinesi. La manifestazione più grande è prevista a Ramallah a partire dalle questa mattina, con un sit-in davanti alla prigione Ofer, dove oggi sarà rilasciato Khader Adnan, diventato un eroe nazionale dopo uno sciopero della fame di quasi 10 settimane. Adnan, 34 anni, fornaio nella città di Jenin e attivista politico del movimento Jihad islamica, è stato arrestato da Israele il 17 dicembre scorso con un provvedimento di detenzione amministrativa (misura di restrizione della libertà individuale applicata per ragioni di sicurezza, ndr). Sono circa 320 i palestinesi in stato di detenzione amministrativa nelle carceri israeliane, stando a quanto precisato dal ministro palestinese per i prigionieri, Issa Qaraqaa.

LE OTTO ATTIVISTE INTERNAZIONALI – Alla protesta si sono associate anche otto attiviste internazionali di ‘Flytilla’ (Benvenuti in Palestina) arrivate all’aeroporto di Tel Aviv il 16 aprile e che sono in attesa di espulsione nel carcere di Ghivon (Ramle). Fra queste, a quanto risulta, vi è una attivista figlia di un genitore palestinese e detentrice di un passaporto italiano. La protesta dei detenuti è seguita con grande partecipazione nei Territori e, secondo alcuni osservatori, potrebbe comportare l’annullamento o il rinvio di un incontro previsto per oggi fra il premier Benyamin Netanyahu e il suo omologo palestinese Salam Fayad.

Emanuele Ciogli

 

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