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Opinioni e commenti
 

Istat, pensionati a rischio: il 50% vive con meno di mille euro
Pubblicato il 26-04-2012


La metà dei pensionati, 7,6 milioni, ha ricevuto pensioni per un importo medio inferiore ai 1000 euro. È quanto emerge da un rapporto congiunto di Istat e Inps sui trattamenti pensionistici relativi al 2010. Oltre uno su dieci, si legge nel rapporto, riceve meno di 500 euro al mese e quasi uno su tre ha un assegno tra i 500 e i 1.000 euro mensili. Una categoria sociale che oggi in Italia ammonta a ben 16,7 milioni di persone, le quali percepiscono mediamente 15.471 euro all’anno.

UNA BABY- PENSIONATA SU TRE – Il 29,1 % dei pensionati, sempre secondo il rapporto, ha un’età inferiore ai 65 anni. L’Istituto di statistica, dividendo la soglia pensionistica per scaglioni, evidenzia come il 25,6% dei dipendenti a riposo abbia un’età compresa tra i 40 e i 64 anni, mentre il 3,5% ha invece meno di 40 anni. La situazione si complica se ad andare in pensione è una donna: una su due infatti percepisce una pensione inferiore ai mille euro al mese, con assegni di importo medio pari a 12.840 euro, contro i 18.435 euro degli uomini. Il 54,9% delle donne riceve meno di mille euro, a fronte di una quota del 34,9% tra gli uomini.

CONFESERCENTI-FIPAC, SITUAZIONE IMBARAZZANTE – «Drammatica, allarmante, imbarazzante: non ci sono altri termini per definire la situazione dei pensionati in Italia fotografata dall’Istat. Una situazione peraltro già nota e più volte da noi denunciata». È il commento di Massimo Vivoli, vicepresidente vicario della Confesercenti e presidente della Fipac, l’organizzazione dei pensionati dell’associazione, ai dati diffusi oggi dall’Istat. «È assurdo – incalza Vivoli – che in un Paese come l’Italia la metà dei pensionati debba lottare per sopravvivere con meno di 1000 euro al mese e che un 10% percepisca una pensione addirittura inferiore ai 500 euro. E tutto questo a fronte di una pressione fiscale crescente, soprattutto a carico dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, di un potere d’acquisto in caduta libera e di continui aumenti dei prezzi in buona parte legati al costo dei carburanti». Il presidente Fipac ha espresso grande soddisfazione per l’iniziativa del conto corrente gratuito in favore dei cittadini meno abbienti e particolarmente dei pensionati, ma ha anche precisato che si tratta «solo di una goccia nel mare di fronte alle difficoltà che gli anziani devono affrontare quotidianamente. Per questo – conclude Vivoli – mi auguro che i dati dell’Istat contribuiscano a sensibilizzare le forze politiche ed il Governo su questo problema, mettendo in campo misure incisive, realmente capaci di sottrarre milioni di pensionati alla condizione di disagio in cui sono costretti a vivere».

PROIETTI (UIL), DATI ISTAT IMPONGONO UNA RIFLESSIONE –  «I dati Istat sugli importi delle pensioni erogate in Italia impongono al Governo e al Parlamento un’immediata rivalutazione di quelle in essere». È quanto ha dichiarato Domenico Proietti,  segretario confederale della Uil. «Bisogna – precisa Proietti – innanzitutto ripristinare l’indicizzazione dei trattamenti al tasso di inflazione, scandalosamente limitata, con la manovra di dicembre, solo alle pensioni che non superano i 1.400 euro lordi». Al contempo, secondo Proietti, per quanto riguarda la prossima riforma fiscale «bisogna varare un primo modulo di riduzione delle tasse sui redditi da pensione che permetta di recuperare il potere d’acquisto perso in questi anni. Queste – conclude il segretario – sono per la UIL le priorità da affrontare per cominciare a ripristinare l’equità e la sostenibilità sociale del nostro sistema previdenziale».

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