sabato, 15 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Italiani, popolo grigio di depressi e obesi
Pubblicato il 24-04-2012


Via alimentazione sana e sport, avanti gli antidepressivi: la crisi investe anche il comparto salute, rendendo gli italiani sempre più grassi e depressi. È questo il quadro preoccupante che emerge dal rapporto “Osservasalute 2011”, presentato questa mattina a Roma all’università Cattolica. Il rapporto è stato coordinato dal professor Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto di igiene della facoltà di Medicina e Chirurgia, con l’aiuto di ben 175 esperti in diversi settori.

OBESITA’ IN AUMENTO – Il primo dato che emerge con forza dall’analisi è la crescita del numero di italiani con problemi di peso: nel 2010, oltre un terzo di quella adulta (35,6%) è in sovrappeso, mentre 1 persona su 10 è obesa (10,3%). Dal punto di vista territoriale, il Meridione conquista tristemente il podio: le regioni del Sud presentano infatti più persone in sovrappeso (Molise 41,8%, Basilicata 41%) ed obese (Basilicata 12,7%, Puglia 12,3%) rispetto al Nord. Per quanto riguarda il rapporto uomo-donna, gli uomini risultano essere i più grassi: è in sovrappeso il 44,3% di loro rispetto al 27,6% delle donne ed obeso l’11,1% degli uomini contro il 9,6% delle donne. Aumenta poi in modo significativo la percentuale degli italiani interessati rispetto al 2001: i sovrappeso passano dal 33,9% al 35,6%, mentre il 10,3% della popolazione risulta di fatto obesa (rispetto all’8,5% del 2001). A spaventare più di tutto il resto sono però i dati relativi ai bambini in sovrappeso o obesi: la prevalenza è pari, rispettivamente, al 23% e all’11% dei piccoli da 6 a 17 anni.

VIA FRUTTA E VERDURA – «Salta già agli occhi – si legge nel rapporto –  come gli italiani, pressati dalle restrizioni economiche, comincino a risparmiare su azioni preventive di base quali una sana alimentazione e lo sport». I primi beni alimentari ad essere abbandonati sono la frutta e la verdura, ormai considerati troppo costosi: per la prima volta dal 2005, cala il numero di porzioni consumate ogni giorno (-4,8% contro 5,7%). Si mangia sano invece nelle mense, che si attestano tra le prime fornitrici di cibi sani.

“SOLUZIONI” DRASTICHE – Circa 40.000 ricoveri sono attribuiti ogni anno all’obesità e ai disturbi da iperalimentazione come diagnosi principale, ma non è questo il dato più allarmante che emerge dal rapporto. Con l’aumento dei disagi causati dalla crisi economica e il recente (e conseguente) incremento del tasso dei suicidi, l’uso di antidepressivi in Italia è cresciuto di oltre 4 volte in una decade, passando da 8,18 dosi giornaliere per 1000 abitanti nel 2000 a 35,72 nel 2010. Cresce così anche il numero di soggetti che hanno richiesto una qualche forma di aiuto e supporto di tipo psichiatrico o psicologico: la richiesta di aiuto e’ aumentata del 10% negli ultimi 5 anni, soprattutto tra gli over-40, principalmente lavoratori manuali e disoccupati.

GRIGI, STERILI E A RISCHIO – Sempre secondo il rapporto, infarto e angina pectoris e, più in generale, tutte le malattie ischemiche del cuore rappresentano ancora la maggiore causa di morte in Italia, con il 13% della mortalità generale. E mentre il Paese invecchia inesorabilmente (nel 2010 la popolazione in età 65-74 anni rappresenta il 10,3% del totale), il tasso di fecondità è passato, infatti, da 1,42 del 2008 a 1,41 del 2009 e le prime stime sul 2010 sembrano confermare questo trend.

Emanuele Ciogli

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento