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Opinioni e commenti
 

LA MANNAIA DELLA GIUSTIZIA COLPISCE FINALMENTE LAVITOLA. RICHIESTA DI CUSTODIA ANCHE PER IL SENATORE DE GREGORIO
Pubblicato il 16-04-2012


 

Corruzione internazionale, appropriazione indebita e associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato per i finanziamenti per l’editoria. Sono questi i tre capi d’accusa che sono stati imputati a Valter Lavitola, il faccendiere latitante in Sudamerica dal 14 ottobre 2011, rientrato stamattina all’aeroporto di Fiumicino per costituirsi. Appena messo piede sul territorio italiano, Lavitola è stato raggiunto da due nuove ordinanze di custodia cautelare, su richiesta della Procura di Napoli. La prima è corruzione internazionale per presunte tangenti a politici panamensi per la realizzazione di carceri e l’acquisizione di appalti da parte di Finmeccanica, di cui Lavitola era consulente (l’ordinanza notificata dalla Digos e dalla Polizia di Stato, oltre a Lavitola l’imprenditore Angelo Capriotti e altri quattro indagati). Il secondo provvedimento, notificato dalla Guardia di Finanza, riguarda l’appropriazione indebita di 20 milioni di euro di finanziamenti al quotidiano l’Avanti di cui Lavitola è stato direttore.

TANGENTI PER APPALTI – Dall’inchiesta della Procura di Napoli emerge inoltre che i soldi percepiti in maniera illecita da Lavitola tramite il falso “L’Avanti!” sarebbero stati girati al governo di Panama per la realizzazione di una serie di carceri modulari sul territorio. Si tratterebbe di 20 milioni di euro in tangenti e un elicottero, del valore di 8 milioni. Le somme, secondo le prime indiscrezioni, sarebbero state corrisposte al presidente Riccardo Martinelli, al ministro della giustizia Mendez e ad altri rappresentanti del governo panamensi per ottenere l’appalto per la costruzione di 4 carceri nell’isola, del valore di 176 milioni di dollari. Dalle carte dell’inchiesta emerge con forza che «l’intesa tra gli esponenti di un’azienda italiana e i rappresentanti del governo di Panama è stata resa possibile dal ruolo di mediatore svolto da Valter Lavitola, accreditato sia presso il governo di Panama che presso le autorità italiane».

VACANZE “TUTTO COMPRESO” – Lavitola avrebbe pagato viaggi e pernottamenti a Ricardo Martinelli, Presidente di Panama, due ministri e un quarto uomo, presumibilmente un rappresentante della Corte Suprema di Panama. Tutti sarebbero stati accompagnati dalle rispettive mogli e compagne. A scriverlo è il gip Dario Gallo nell’ordinanza di custodia cautelare, dove si legge che «Le camere dell’albergo venivano prenotate da Maria Claudia Ioannucci, ex deputato del Pdl e membro del Cda di Poste Italia spa, che si trovava in vacanza sull’isola mentre Lavitola era a Procida con moglie e figli». Lavitola, per intrattenere i suoi ospiti, avrebbe inoltre noleggiato una barca pagando 7 mila euro per due giorni. Secondo l’accusa, le circostanze sarebbero la “chiave” per far emergere «il ruolo indispensabile di intermediario nell’attività corruttiva svolta da Lavitola».

RICHIESTA D’ARRESTO PER SENATORE DE GREGORIO – La procura di Napoli che contesta i reati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato, ha chiesto e ottenuto, con la custodia cautelare in carcere di Lavitola, gli arresti domiciliari per Santo Antonio Pifano, rappresentante legale della società Servizi soluzioni  professionali, Cristiano Roberto, indicato come prestanome del senatore del Pdl Sergio De Gregorio, Patrizia Gazzulli, segretaria particolare del parlamentare, Vincenzo Biondi, responsabile contabile della società International Press (per quest’ultimo la misura è quella del carcere) e dello stesso senatore De Gregorio, per il quale è stata trasmessa alla giunta per le autorizzazione a procedere del Senato la misura per la quale vengono disposti gli arresti domiciliari. De Gregorio ha replicato dicendo: «Mi difenderò con le unghie e con i denti. Non essendomi mai sottratto all’autorità giudiziaria non capisco quale necessità ci sia di questa misura cautelare».

QUEL BOEING 777 – Questa mattina l’aereo Alitalia proveniente da Buenos Aires con a bordo Lavitola è atterrato all’aeroporto di Fiumicino alle 6:41. Piumino blu smanicato, maglioncino bianco, jeans, scarpe da ginnastica, zainetto beige in spalla e con un piccolo trolley: così è apparso Lavitola appena sbarcato dal Boeing 777 dell’Alitalia atterrato a Fiumicino. Il faccendiere è stato prelevato da un nutrito dispiegamento di uomini della Polizia di frontiera e condotto negli uffici della Polizia giudiziaria, dove è avvenuta la notifica degli atti a suo carico. Da Roma sarà ora trasferito nel carcere napoletano di Poggioreale.

HO PAURA DELLA PRIGIONE MA NON NE POSSO PIU’ – Lavitola era latitante da otto mesi, da quando la procura di Napoli ha emesso un ordine di custodia cautelare nei suoi confronti, accusandolo di estorsione, in concorso con Giampaolo Tarantini e la moglie, nei confronti dell’ex premier. Ai magistrati dovrà dare spiegazioni sul suo ruolo alle diverse procure che indagano sulla P4 e sulle tangenti di Finmeccanica e che hanno incontrato il suo nome nel corso delle indagini. Tra l’altro dovrà chiarire i suoi rapporti con Tarantini, l’imprenditore pugliese che procacciava le escort per le feste del premier a Palazzo Grazioli. «Ho paura della prigione ma non ne posso più», aveva detto alla partenza da Buenos Aires.

la redazione del vero Avanti! 

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Commenti all'articolo
  1. Si,Si, va bene, ma attenti a non trasformarci da PSI (Partito Socialista Italiano in PGI (Partito Giustizialista Italiano).
    Stiamo parlando di un ex-compagno ( Walter Lavitola) che ha sbagliato, anche gravemente , ma che si è consegnato volontariamente alla Giustizia.
    O abbiamo già dimenticato le nefandezze del “giustizialismo populista” di appena 15-20 anni fa che ha fatto tante vittime anche tra i vecchi compagni socialisti sebbene non colpevoli ?

    • I servi di Silvio B. non sono “compagni” di nessuno… sicuramente non miei e di quelli come me! Al massimo possono essere i “Compari” di qualcuno..
      Quando la giustizia è giusta ben venga!

  2. ma ora può tornare ad uscire anche l’edizione cartacea o resterete on line.
    Al di là del personaggio, il suo Avanti era ben fatto, equilibrato. Spero possa tornare a uscire in edicola.
    Sempre Avanti compagni!!

  3. Vero ! Non dobbiamo essere un Partito Giustizialista ! ma almeno difendiamo l’opportunità politica e ricordiamo che mentre in molti paesi europei chiunque venga anche solo indagato ed ha cariche politiche, si dimette ! Per cui basta con la storia del giustizialismo e diamo alla politica la più alta pulizia morale ed etica che merita.

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